Economia

Vi spiego perché l’Italia è al centro della guerra dello spread

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Il commento di Edoardo Narduzzi, manager, imprenditore e saggista

Donald Trump ha sorpreso quasi tutti. Dall’Iran alla Turchia, dalla Corea del Nord alla Russia, dalla Germania alla Polonia, dal Canada all’Arabia Saudita è tutto un fiorire di iniziative che puntano a modificare equilibri preesistenti. Le armi usate da Trump sono originali nel contesto delle relazioni internazionali: dazi e tariffe doganali; rifiuto di far pagare solo al bilancio Usa le spese militari; interventi diretti sui social media.
Per capire cosa effettivamente potrà succedere allo spread tra i Btp e i Bund decennali occorre avere ben presente che dietro le cifre dello spread stavolta si cela una sofisticata partita geopolitica. Da una parte ci sono coloro che puntano a usare lo spread italiano come il grimaldello per far definitivamente saltare l’euro, perché un’eurozona senza Italia non è difendibile, dati gli effetti domino che si aprirebbero. Far accadere contestualmente una Hard Brexit del Regno Unito dall’Ue e un’uscita dell’Italia dall’eurozona significherebbe far saltare dalle fondamenta i già fragili equilibri europei. Altri, invece, preferiscono usare il differenziale Btp/Bund per ridurre la capacità di manovra nella geopolitica regionale dell’Ue minandone la credibilità e la stabilità.
In Ucraina, Turchia, Siria e Libia, tutti Paesi nello spazio di interesse vitale dell’Ue, guerre e squilibri di varia natura sono in azione unitamente a crescenti interessi che preferiscono nuove soluzioni che ridimensionino il ruolo europeo a favore di Russia, Iran e di altre emergenti potenze della nuova politica internazionale regionale.
In alcune cancellerie europee, infine, lo spread è visto come lo strumento per contenere e magari anche penalizzare il nuovo governo giallo-verde, colpevole di essere eccessivamente innovativo nel modo di pensare le sue politiche, non solo quelle economiche. Un esecutivo M5S-Pd sarebbe molto più gradito a Bruxelles e dintorni.
Così l’Italia si ritrova, ben oltre le responsabilità dell’esecutivo Conte, al centro di uno scontro di geopolitica che sta usando lo spread dei Btp per ridisegnare gli equilibri contemporanei nel mondo post unilateralismo americano. È ovviamente una battaglia ben più complessa del varo della flat tax o dell’avvio del reddito di cittadinanza.

 

(articolo pubblicato su Mf/Milano Finanza)

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