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Perché il rapporto qualità-prezzo dei prodotti francesi penalizza l’export. Report Le Figaro

Sfide e incognite dell'export francese. L'articolo del quotidiano Le Figaro tratto dalla rassegna di Liturri

 

(Le Figaro, Gilles Boutin, 18 marzo 2026)

L’indagine Rexecode-Skema basata su 500 responsabili acquisti in sei paesi europei mostra che i prodotti francesi godono di un’ottima percezione non-price per qualità, design, innovazione e servizi, classificandosi tra i primi tre in agroalimentare, farmaceutici e abbigliamento.

I prezzi percepiti senza considerare la qualità risultano poco competitivi nella maggior parte dei settori, portando a un rapporto qualità-prezzo complessivo giudicato mediocre e in peggioramento rispetto al 2022, con la Francia nella seconda metà del ranking ovunque.

Questa debolezza spiega la perdita di quote di mercato in Europa negli ultimi trent’anni e il persistente deficit commerciale, mentre Germania e Paesi Bassi compensano meglio prezzi elevati grazie a una superiore competitività non-price.

La Francia produce bene ma vende troppo caro.

La Francia produce ottimi prodotti… ma li vende a prezzi un po’ troppo alti. Questo è, in sostanza, il messaggio dello studio Rexecode-Skema sulla «competitività delle esportazioni francesi presso gli importatori stranieri».

Il rapporto qualità-prezzo è mediocre e determina l’acquisto.

Lo studio conclude che il rapporto qualità-prezzo in Francia è «mediocre». Eppure «in definitiva, è proprio questo che determina l’atto d’acquisto», ricorda Laurent Ferrara, docente di economia internazionale alla Skema Business School.

Peggioramento generalizzato rispetto al 2022.

Il rapporto qualità-prezzo registra un calo generalizzato. Nel 2026 la Francia si colloca ormai nella seconda metà della classifica in tutti i settori, mentre nel 2022 occupava ancora il terzo posto nei settori farmaceutico e della cura della persona, nonché dell’abbigliamento e degli accessori.

La Germania compensa meglio i prezzi alti.

La Germania è talmente forte in termini di qualità e innovazione che è percepita come la scelta migliore in termini di rapporto qualità-prezzo […] A differenza della Francia, paesi come la Cina o l’Italia stanno guadagnando terreno.

Necessario investire nel posizionamento non-price.

La Francia ha già compiuto sforzi per migliorare la propria competitività negli ultimi anni […] il costo elevato del lavoro non impedisce ai Paesi Bassi o alla Germania di essere competitivi […] oggi è necessario investire maggiormente in aspetti che vanno oltre il prezzo per distinguersi.

(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)

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