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I comuni potranno far lievitare le tasse. Ecco perché

L’articolo di Francesco Cerisano, giornalista di ItaliaOggi, sulla fine del blocco della leva fiscale per i comuni

Cade il blocco della leva fiscale negli enti locali. I sindaci potranno aumentare le aliquote dei tributi comunali rimaste ferme al 2016, anno in cui il congelamento fu voluto per la prima volta dal governo Renzi e via via confermato fino al 2018.

La richiesta, in cima alla lista dei desideri dei primi cittadini che da anni lamentano di avere conti ingessati proprio a causa del blocco delle aliquote, sarà recepita nella Manovra 2019.

IL MESSAGGIO DI PACE

A confermarlo la sottosegretaria all’Economia, Laura Castelli, alla XXXV Assemblea dell’Anci che si chiude oggi a Rimini. La sottosegretaria, dopo settimane di tensione tra governo e Anci sui tagli al fondo periferie, ha voluto portare un messaggio di pace ai comuni che ha ringraziato per «il contributo che ogni anno danno alla finanza pubblica», assicurando l’impegno del governo a individuare soluzioni condivise sulla legge di bilancio.

I MARGINI DI MANOVRA

Lo sblocco della leva fiscale va in questo senso perché darà più margini di manovra agli enti senza gravare sulle tasche dei cittadini. Di questo Castelli si è detta convinta. «I sindaci sono persone di responsabilità, sapranno come gestire lo sblocco», ha detto, escludendo che la misura possa determinare un aumento della pressione fiscale che vada a vanificare l’alleggerimento prodotto dalla flat tax.

L’ALLARME DELL’ANCI

La sottosegretaria ha poi risposto indirettamente all’allarme lanciato dal presidente Anci Antonio Decaro sull’impatto che potrebbe avere sui bilanci comunali lo stralcio dei debiti fino a mille euro affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010. Una misura, contenuta nel dl fiscale (119/2018), che secondo l’Anci avrebbe portato alla cancellazione di 4 miliardi di crediti comunali incagliati.

LO STRALCIO DEI CREDITI

Secondo Castelli, tuttavia, il problema non si pone perché lo stralcio riguarda crediti che, essendo risalenti al periodo 2000-2010, dovrebbero essere o già prescritti o già svalutati da parte dei comuni. «Ne ho parlato con Decaro, si tratta di un fraintendimento». Castelli ha poi rivendicato le tante misure a favore dei comuni contenute nella Manovra. Dai fondi agli investimenti alla rinegoziazione dei mutui, dalla revisione della disciplina sul dissesto e pre-dissesto alla semplificazione delle procedure di gara che passerà non solo dalla riscrittura, ormai in dirittura d’arrivo, del codice appalti ma anche dal nuovo ruolo di Stazioni uniche appaltanti svolto dalle province (ItaliaOggi del 10 ottobre).

DOSSIER PICCOLI COMUNI

«Crediamo molto nel ruolo di aggregatori che gli enti di area vasta potranno giocare a beneficio soprattutto dei piccoli comuni, spesso non in grado di fare le gare da soli», ha spiegato l’esponente M5S. Infine un accenno al tema migranti e al contestato ridimensionamento del sistema Sprar: Castelli ha lasciato intendere di avere vedute più simili a quelle dell’Anci che a quelle del ministro dell’interno Matteo Salvini. «Il parlamento ha sensibilità diverse che fanno parte del dibattito della politica», ha ammesso. «Ritengo doveroso e anche legittimo che si apra un confronto con il Viminale».

LE NOTIZIE DEL MINISTRO BONGIORNO

Più assunzioni nei comuni virtuosi. Buone notizie per i comuni sono arrivate anche dalla ministra per la P.a., Giulia Bongiorno, che intervenendo a Rimini ha rivendicato l’approvazione del ddl concretezza, oggi in consiglio dei ministri, e annunciato le prossime novità in materia di personale e digitalizzazione, tema a lei molto caro perché sulla trasformazione digitale l’Italia registra ancora ritardi allarmanti. Sul personale, Bongiorno ha confermato il turnover al 100% nella p.a. e lo stanziamento di tutti i fondi necessari per il rinnovo della parte economica dei contratti delle funzioni centrali (triennio 2019-2021) nonché per il finanziamento dell’elemento perequativo.

LE ASSUNZIONI NEI COMUNI VIRTUOSI

Non solo. È in arrivo con la legge di bilancio 2019 una norma con cui si daranno maggiori margini di manovra nelle assunzioni ai comuni virtuosi. Sul fronte digitalizzazione, la ministra ha annunciato la prossima iniziativa della neo direttrice dell’Agid, Teresa Alvaro, che dovrebbe finalmente unificare le banche dati pubbliche consentendo, una volta fatta la registrazione a un date base con le proprie credenziali, di poter accedere a tutti gli altri. «L’abbiamo chiamata “once only” (una volta per tutte) con un termine inglese che personalmente non mi piace molto», ha ammesso la ministra, «ma che rende bene il senso di quello che vogliamo realizzare».

 

Articolo pubblicato su ItaliaOggi

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