Nonostante nel primo trimestre abbia riportato una perdita maggiore rispetto a quella dello stesso periodo dell’anno precedente, BioNTech ha ancora una discreta liquidità che le consente di fare progetti per il futuro, ma su cosa puntare? Nell’immediato, l’azienda tedesca ha deciso di chiudere siti in Germania e a Singapore, con tagli che colpiranno fino al 22% del suo personale. Inoltre, riacquisterà azioni proprie per un valore fino a 1 miliardo di dollari
RIDIMENSIONAMENTO DELLA STRUTTURA PRODUTTIVA
A nemmeno due mesi dall’annuncio dell’addio dei suoi due fondatori Ugur Sahin e Özlem Türeci, BioNTech ha comunicato la chiusura degli stabilimenti di Idar-Oberstein, Marburg e Tubinga in Germania, oltre a quello di Singapore, nell’ambito di una riorganizzazione della capacità produttiva legata al vaccino anti-Covid.
Le uscite dai siti tedeschi sono previste entro la fine del 2027, mentre per Singapore la cessazione delle attività è attesa nel primo trimestre del 2027. L’azienda ha indicato che le chiusure si inseriscono nel trasferimento della produzione del vaccino al partner Pfizer nel corso dell’anno, segnando il progressivo abbandono della produzione interna su larga scala legata alla pandemia. BioNTech ha inoltre avviato la valutazione di possibili operazioni di cessione parziale o totale per ciascun sito interessato.
IMPATTO OCCUPAZIONALE E TAGLI AI COSTI
Le misure di ristrutturazione, scrive Reuters, coinvolgono fino a 1.860 posti di lavoro, pari a circa il 22% della forza lavoro complessiva dell’azienda, composta da circa 8.400 dipendenti, con effetti concentrati soprattutto in Germania. La società ha già previsto un programma di riduzione del personale tra 950 e 1.350 posizioni entro il 2027 annunciato nel marzo dell’anno scorso, senza che sia ancora stato chiarito quanti tagli siano già stati realizzati.
Parallelamente, BioNTech ha annunciato un rafforzamento del piano di riduzione dei costi, con l’obiettivo di raggiungere risparmi fino a circa 500 milioni di euro annui entro il 2029.
RISULTATI FINANZIARI E LIQUIDITÀ DISPONIBILE
Nel primo trimestre BioNTech ha registrato una perdita netta di 532 milioni di euro, in aumento rispetto ai 416 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente. Tuttavia, al 31 marzo, la posizione finanziaria dell’azienda includeva 16,7 miliardi di euro tra liquidità e strumenti finanziari, elemento – osserva Finimize – che continua a garantire capacità di investimento nonostante il peggioramento del risultato operativo. La società ha sottolineato che tali risorse saranno utilizzate anche per sostenere la pipeline di ricerca e sviluppo nel medio-lungo periodo.
RIPOSIZIONAMENTO INDUSTRIALE E RUOLO DI PFIZER
Il ridimensionamento della produzione interna del vaccino anti-Covid si accompagna al trasferimento della produzione al partner statunitense Pfizer, con cui BioNTech aveva sviluppato uno dei vaccini più utilizzati a livello globale durante la pandemia. L’azienda aveva ampliato rapidamente la propria capacità produttiva durante l’emergenza sanitaria, ma ha successivamente rilevato un eccesso di capacità rispetto alla domanda attuale. L’operazione di esternalizzazione si inserisce quindi in una strategia di riorganizzazione industriale e di contenimento dei costi legati alla produzione vaccinale.
IL PIANO DI RIACQUISTO AZIONARIO E PROSPETTIVE INDUSTRIALI
BioNTech ha annunciato un programma di riacquisto di azioni proprie fino a 1 miliardo di dollari nei prossimi 12 mesi, finanziato anche dalla disponibilità di cassa accumulata negli anni della pandemia. Il programma di buyback, afferma Finimize, si inserisce in una più ampia strategia di gestione del capitale in una fase di transizione del modello di business.







