Economia

Pensioni, tutti gli effetti di quota 100 a 62 anni. Fatti, stime e commenti

di

INPS

Si stimano gli effetti e gli impatti della proposta della Lega su quota 100 a 62 anni e ci sono i primi endorsement a sorpresa alla sortita di Matteo Salvini come quello di un ex ministro Pd del Lavoro.

Ecco tutti gli ultimi aggiornamenti sul cantiere pensioni all’interno del governo in vista della prossima Legge di bilancio.

CHE COSA HA PROPOSTO SALVINI SULLE PENSIONI

Il ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini, ha parlato due giorni fa di quota 100 con non più di 62 anni d’età, requisito che potrebbe essere accoppiato dal canale dei 41 anni e mezzo senza limiti di età. (qui l’approfondimento di Start Magazine)

LE STIME INPS E L’ANALISI DEL SOLE

Nel primo caso, non essendo disponibili stime dei proponenti, viene in soccorso la simulazione contenuta nella nota tecnica Inps di quest’estate, ha scritto oggi Il Sole 24 Ore: “Con quota 100 e 64 anni di età minima il maggior numero di pensioni stimato a fine anno parte dai 258mila nel 2019 per arrivare a sfiorare le 300mila unità nel 2021, con una maggior spesa che parte da 4,6 miliardi per arrivare a 6,3 cumulati annui”. Numeri destinati a crescere sensibilmente se il disco verde per la nuova anzianità si accendesse a 62 anni, chiosa l’esperto del Sole, Davide Colombo.

CHE COSA SI DICE NEI SINDACATI

Con quota 100 e 62 anni d’età si supererebbero anche le obiezioni sindacali (Uil) secondo cui la nuova anzianità potrebbe risultare più penalizzante dell’Ape sociale per disoccupati o lavoratori con carichi familiari o impegnati in mansioni gravose o, ancora, lavoratrici con due figli che, con soli 63 anni, potrebbero oggi accedere al prestito-ponte per il pensionamento garantito dallo Stato e che, nella proposta leghista, verrebbe cancellato.

L’APPOGGIO DI DAMIANO A SALVINI

E a sorpresa sulla proposta di Salvini giungono parole positive dell’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano (Pd).

“Persino Salvini si è accorto che Quota 100, che parte dai 64 anni di eta’, non va bene e noi siamo d’accordo su una partenza da 62 anni”. ha detto Damiano: “Noi dobbiamo sfidare il Governo a continuare sulla strada che abbiamo già intrapreso nella scorsa legislatura con le 8 salvaguardie degli esodati, il prolungamento della sperimentazione di Opzione Donna, con l’Ape sociale e volontaria e con il rallentamento del meccanismo che aggancia l’età della pensione all’aspettativa di vita – prosegue -. Abbiamo impegnato, complessivamente, 20 miliardi di euro e mandato in pensione circa 200.000 lavoratori. Adesso ci aspettiamo che non si facciano passi indietro”.

(IL COMMENTO DI CAZZOLA SULLE IDEE GOVERNATIVE IN MATERIA DI PENSIONI)

(L’ANALISI DEL TECNICO BRAMBILLA VICINO ALLA LEGA SU PENSIONI E DINTORNI)

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