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Chi brontola per l’Opa su Recordati

Il consiglio di amministrazione di Recordati approva a maggioranza l'Opa da 10,7 miliardi di Respighi BidCo, ma gli amministratori indipendenti giudicano il prezzo troppo basso e Intermonte invita gli azionisti a non aderire. Fatti, numeri e malumori

 

Una spaccatura che arriva nel momento decisivo dell’operazione. Mentre il consiglio di amministrazione di Recordati ritiene a maggioranza congruo il prezzo dell’offerta pubblica di acquisto promossa da Respighi BidCo, gli amministratori indipendenti esprimono un giudizio diametralmente opposto e gli analisti continuano a sollevare dubbi sulla valorizzazione del gruppo farmaceutico. Il dossier passa ora agli azionisti, chiamati a decidere sull’adesione all’Opa finalizzata al delisting della società.

CDA DIVISO SULL’OPA

Il consiglio di amministrazione di Recordati ha approvato il documento con cui la società esprime la propria valutazione sull’offerta pubblica di acquisto lanciata da Respighi BidCo. Con sei voti favorevoli su dieci, il Cda ha giudicato adeguato il prezzo di 51,29 euro per azione, anche sulla base della valutazione dell’advisor indipendente Lazard, che lo ha ritenuto equo sotto il profilo finanziario.

A favore si sono espressi il presidente Andrea Recordati, l’amministratore delegato Robert Koremans, Luigi La Corte, Giampiero Mazza, Cathrin Petty e Kim Stratton. Secondo la maggioranza del consiglio, il passaggio a società non quotata potrebbe offrire maggiore libertà nel portare avanti strategie di lungo periodo e nuove acquisizioni, con benefici per lo sviluppo del gruppo.

IL NO DEGLI AMMINISTRATORI INDIPENDENTI

Di parere opposto i quattro amministratori indipendenti – Diva Moriani, Joanna Le Couilliard, Piergiorgio Peluso e Stephen Sands – che, dopo aver esaminato la valutazione predisposta da Rothschild & Co Italia, hanno bocciato all’unanimità il prezzo proposto, giudicandolo insufficiente e ritenendo non adeguata l’offerta nel suo complesso.

Pur riconoscendo che il delisting potrebbe avere una logica industriale e offrire vantaggi alla società, gli amministratori indipendenti ritengono che i 51,29 euro per azione non rappresentino il reale valore di Recordati né le sue prospettive di crescita.

LE PERPLESSITÀ DEGLI ANALISTI

Il giudizio degli amministratori indipendenti rafforza le perplessità già espresse da parte degli analisti. Secondo Intermonte, stando a Milano Finanza, il prezzo incorpora un premio limitato rispetto alle quotazioni precedenti all’annuncio dell’operazione e non valorizza pienamente il potenziale di crescita di Recordati, sostenuto dalla pipeline di acquisizioni e dallo sviluppo del business delle malattie rare.

La banca d’investimento invita quindi gli azionisti a non aderire all’offerta e mantiene un prezzo obiettivo di 71 euro per azione, ritenendo che il valore fondamentale del titolo sia sensibilmente superiore al corrispettivo proposto.

L’OFFERTA DA 10,7 MILIARDI

L’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria riguarda il 100% delle 209,1 milioni di azioni ordinarie di Recordati. Come ha scritto anche Startmag un mese fa, Respighi BidCo offre 51,29 euro per azione ex dividendo, pari a 52 euro cum dividendo, per un esborso massimo di 10,7 miliardi di euro. Il prezzo incorpora un premio del 12,89% rispetto al prezzo “indisturbato” del 25 marzo 2026, pari a 46,06 euro per azione, data dell’annuncio della manifestazione di interesse non vincolante dei fondi.

L’operazione, annunciata a maggio e finalizzata al delisting di Recordati da Piazza Affari, è promossa da Respighi BidCo, veicolo controllato da CVC Capital Partners con il sostegno della famiglia Recordati e di altri azionisti che hanno già assunto l’impegno di conferire le proprie partecipazioni. Il comunicato approvato dal consiglio di amministrazione, insieme alle fairness opinion di Lazard e di Rothschild & Co Italia, sarà allegato al documento di offerta che verrà pubblicato dall’offerente dopo il via libera della Consob.

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