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Non solo Deutsche Bank. Tutte le turbolenze delle banche tedesche

Salari Germania

Che cosa ha chiesto la Bafin alle banche tedesche e quali conseguenze ci saranno. L’articolo di Emanuela Rossi

 

Mettere fieno in cascina per il post pandemia. È questo l’obiettivo su cui punta Berlino che ha chiesto alle banche tedesche tramite la BaFin (Bundesanstalt für Finanzdienstleistungsaufsicht), l’Autorità di vigilanza finanziaria del Paese, di mettere da parte circa 22 miliardi di euro di capitale extra entro il 2023. A far paura è soprattutto una possibile bolla immobiliare.

COS’HA DECISO LA BAFIN E PERCHÉ

Dunque la Bafin ha stabilito che si porti il buffer anticiclico dall’attuale 0% allo 0,75% entro il 1° febbraio 2023 e che si introduca un buffer supplementare del 2% per i mutui residenziali. In particolare, gli istituti di credito dovranno costruire circa 17 miliardi nel buffer anticiclico e altri 5 miliardi nel buffer di rischio sistemico settoriale. Come ricorda l’agenzia Reuters, infatti, le autorità di regolamentazione hanno ridotto a zero i requisiti di riserva aggiuntiva all’inizio della crisi, ma i prezzi degli immobili sono aumentati molto a causa dei tassi bassi e il mercato – secondo la Bundesbank – è ora sopravvalutato dal 10% al 30%.

“Le banche saranno in grado di soddisfare questo requisito quasi interamente dal capitale in eccesso esistente – si legge in una nota della BaFin in una nota -. Solo poche istituzioni hanno un piccolo requisito di capitale aggiuntivo”. Oltre alle nuove misure, l’Autorità di vigilanza tedesca ha chiesto alle banche di essere più caute nel valutare gli immobili e nel concedere nuovi prestiti e di condurre attente analisi sulle capacità dei mutuatari di pagare le rate anche quando i tassi di interesse aumentano. Il timore – avvertito già da tempo – è che le banche potrebbero sopravvalutare il valore della loro garanzia di prestito e che non siano sufficientemente preparate per possibili aumenti dei tassi di interesse in quanto molti prestiti a lungo termine sono a tassi fissi.

Secondo quanto riferisce Bloomberg durante una conference call la vicepresidente della Bundesbank, Claudia Buch, ha affermato che “il ciclo finanziario sta continuando ad espandersi e in modo più forte rispetto a prima della pandemia, nonché più forte che in altri paesi europei” e dunque i timore è che “i rischi macroeconomici possano essere sottovalutati”. Del resto, ha evidenziato il responsabile della Bafin, Mark Branson, “quando si tratta di stabilità finanziaria, bisogna passare a una modalità di prevenzione”.

CHI SARÀ PIÙ COLPITO SECONDO CITI

La stretta decisa dalla BaFin avrà delle ripercussioni sul sistema bancario tedesco e secondo gli esperti della multinazionale americana Citi – citati- da Mf – “le misure aumenteranno i requisiti ai fini del rapporto Cet1 del settore di 7 punti base”. In particolare – emerge dall’analisi   – gli istituti più colpiti dovrebbero essere Deutsche Bank (36 punti base delle attività ponderate per i l rischio del gruppo), Commerzbank (34 punti base), Aareal (18 punti base), Bawag e Ing (per entrambe 17 punti base), Deutsche Pfandriefbank (13 punti base), Unicredit (10 punti base).

Secondo Citi le banche hanno due opzioni: “Generare capitale internamente o assorbire i requisiti più elevati”. Comunque, affermano gli analisti, “in media le banche europee hanno 200 punti base di riserve tra il loro attuale requisito mda (maximum distrutable amount in relazione agli utili) e l’obiettivo di gestione. Pertanto 7 punti base possono essere facilmente assorbiti nei buffer esistenti, incidendo appena sull’eccesso di capitale rispetto agli obiettivi di gestione”.

Con l’aumento degli obiettivi di gestione per soddisfare le richieste della BaFin, però, “il capitale in eccesso come percentuale della capitalizzazione di mercato potrebbe scendere dal 7% al 6%” e anche in questo caso a pagarne il prezzo maggiore sarebbero i due maggiori istituti, Deutsche Bank e Commerzbank.

Di sicuro – è la previsione di Citi – si registrerà un impatto sulla redditività delle banche tedesche che “possono scegliere di competere di meno o rivalutare i nuovi prestiti”. Inoltre, il rischio è che anche altri Paesi Ue possano seguire le Autorità germaniche ma gli analisti della multinazionale sono ottimisti in quanto prevedono “una solida crescita degli utili pre-accantonamenti, con un rischio al rialzo per il consenso sui profitti, e le prospettive di rendimento del capitale sono molto interessanti”.

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