Economia

Next generation Eu? Tasse certe, benefici incerti. Parla Bagnai (Lega)

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Prime reazioni dall’opposizione di centrodestra rispetto al pacchetto delle risorse anti crisi denominato Next generation fund Eu, salutato con favore dal governo Conte. Per Bagnai (Lega), i vantaggi per l’Italia non sono così certi. Ecco perché

Prime reazioni dall’opposizione di centrodestra rispetto al pacchetto delle risorse anti crisi denominato Next generation fund Eu, salutato con favore dal governo e dalla maggioranza che sostiene l’esecutivo giallo-rosso di M5S, Pd, Leu e Italia Viva.

Chi ha commentato fin da subito è stato Alberto Bagnai, economista e senatore della Lega.

“L’annuncio delle nuove risorse europee “Next generation fund Eu” ha suscitato un grande entusiasmo nelle fonti di governo, ma deve essere valutato con attenzione”, ha detto il responsabile economico della Lega, Bagnai.

“I 750 miliardi annunciati ancora non ci sono, perché devono essere raccolti sul mercato con emissione di titoli – ha spiegato il senatore della Lega molto vicino a Salvini – inoltre, questi fondi saranno inseriti nel quadro del bilancio settennale dell’UE, e quindi non saranno disponibili prima del 2021, come ha confermato il Commissario Hahn. Infine, anche la parte teoricamente distribuita a fondo perduto in pratica dovrà essere rimborsata attraverso nuove tasse su produzione e consumi”.

Secondo l’economista Bagnai, uno degli esponenti di maggior spicco del partito guidato da Matteo Salvini, “il beneficio per il nostro Paese, che è un contribuente netto al bilancio comunitario, e’ piuttosto incerto, visto che nello stesso bilancio le risorse destinate alla politica agricola e a quella marittima, di cui l’Italia beneficia, verrebbero compresse a vantaggio di risorse destinate alla transizione ecologica, necessaria all’industria tedesca. Ma soprattutto l’esplicito riferimento al semestre europeo come quadro di erogazione di questi fondi chiarisce che la loro spesa sarà condizionata all’adozione da parte del Paese delle consuete riforme ‘strutturali’. Nel gergo di Bruxelles queste riforme non sono quelle di cui il nostro Paese veramente avrebbe bisogno (a partire da quella della giustizia), ma le solite aggressioni a pensioni e stato sociale”.

“Il piano che il ministro Gualtieri definisce ambizioso – conclude Bagnai – si manifesta come ce lo aspettavamo: al netto dei rimborsi, pochi soldi, che arriveranno in ritardo, e solo se li spenderemo come qualcuno avrà deciso per noi. Le ambizioni soddisfatte sono quelle della Germania e dei suoi paesi satelliti. Torniamo a ribadire che solo un intervento deciso dell’unica istituzione europea pienamente efficiente, la Bce, può fornire una risposta veramente all’altezza della sfida. Temiamo invece che l’annuncio di oggi sia solo un contentino, un diversivo concepito per far accettare ai Paesi europei il ridimensionamento dell’intervento della Bce richiesto dalla Corte Costituzionale tedesca”.

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