Economia

Mps, cosa farà Unicredit con Padoan?

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Fatti, indiscrezioni e scenari dopo la nomina dell’ex ministro dell’Economia e deputato Pd, Padoan, alla presidenza di Unicredit. Il dossier Mps e non solo. Tutti i dettagli

 

La nomina di Pier Carlo Padoan alla presidenza di Unicredit cambierà – e come – i programmi della banca guidata dall’amministratore delegato di Jean Pierre Mustier?

E’ quello che si chiedono in queste ore azionisti e dipendenti del gruppo bancario. Vediamo che cosa dicono gli analisti, le ricostruzioni giornalistiche e ambienti politici.

LA NOMINA DI PADOAN ALLA PRESIDENZA DI UNICREDIT

L’ex ministro dell’Economia, attuale deputato eletto a Siena per il Pd, dovrebbe confermare la strategia di crescita organica e puntare a ripristinare, nel nuovo contesto del Covid-19, gli obiettivi di remunerazione degli azionisti. E’ quanto affermano gli analisti di Credit Suisse e Mediobanca mentre a Piazza Affari si sgonfia Mps (-4,7% a 1,239 euro), che ieri era balzata in scia alla designazione dell’ex ministro del Tesoro e alla possibilità che questa scelta potesse favorire un avvicinamento tra Unicredit e Siena.

CHE COSA HA SCRITTO IL SOLE SU MPS E UNICREDIT

“L’ex ministro è uno dei maggiori conoscitori del caso Mps, avendone curato prima il tentativo di salvataggio privato e poi la nazionalizzazione. Ora potrebbe trovarsi a gestirne la privatizzazione dal lato del compratore”, ha scritto il Sole 24 Ore.

DOSSIER MPS

Il Tesoro nei giorni scorsi – secondo indiscrezioni giornalistiche – avrebbe sondato la disponibilità dei vertici di Unicredit a rilevare parte della quota di controllo di Mps detenuta dal ministero dell’Economia e delle Finanze, che deve dismetterla sulla base degli accordi con la Commissione di Bruxelles. In ballo ci sono potenziali crediti fiscali di circa 3 miliardi di euro, secondo alcuni osservatori: basteranno per convincere Mustier?

REPORT CREDIT SUISSE

“Accogliamo con favore la nomina di un presidente di alto profilo anche se continuiamo a credere che Unicredit si atterrà a una strategia di crescita organica nel breve termine, come ripetutamente affermato dal suo ceo Mustier”, hanno messo per iscritto gli analisti di Credit Suisse. “Vediamo Unicredit adesso focalizzata a prepararsi per l’ondata di npl da Covid, puntando a ripristinare la strategia di restituzione del capitale annunciata nel piano industriale Team23”, scrivono gli analisti di Piazzetta Cuccia, secondo cui non ci sono “in vista ‘catalyst’ sul titolo”.

I COMMENTI DEGLI ANALISTI

Per Mediobanca (che intravvede un approdo in Bnp per Unicredit, secondo uno scenario contenuto in un altro report) la scelta di Padoan è “positiva” in quanto risolve un nodo che aveva generato contrapposizioni all’interno del cda. Padoan assicura “relazioni internazionali di alta caratura senza il rischio di sovrapposizioni e scontri” con Mustier, “che altri candidati avrebbero potuto porre”. Il piano di una subholding per le attività estere “sembra un altro progetto controverso su cui il cda dovrà decidere nei prossimi mesi”, conclude Mediobanca.

IL FUTURO DI MUSTIER

Secondo il Sole 24 Ore, nel ristretto entourage di Mustier ieri sera trapelava grande soddisfazione per la scelta di Padoan: “Sia per l’alto profilo del personaggio, sia per la sua maggiore complementarietà rispetto alle sovrapposizioni di ruolo che avrebbe potuto comportare la scelta di un presidente-banchiere. Naturalmente l’iter di selezione del nuovo board e del ceo è ancora lungo, e non si può escludere che qualcuno torni a chiedere la reintroduzione della figura di un direttore generale, ma da ieri la strada per la riconferma di Mustier al vertice di UniCredit appare meno affollata di ostacoli”.

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