Economia

Che cosa succederà secondo i mercati in Europa. Report

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La view di David Zahn, Head of European Fixed Income di Franklin Templeton, relativo all’andamento dei mercati finanziari europei.

POLITICA MONETARIA E FISCALE DELL’EUROZONA

Secondo noi, con il rientro dalle vacanze estive gli investitori europei si concentreranno particolarmente sulla riunione della Banca Centrale Europea (BCE) del 12 settembre.

L’interrogativo che si pongono è se la BCE potrà soddisfare le attese del mercato, considerando le forti fluttuazioni delle obbligazioni europee negli ultimi tre mesi.

Secondo la sua reputazione, nel passato la BCE ha sempre offerto più di quanto previsto. La nostra preoccupazione attuale, tuttavia, è se la sua comunicazione sarà sufficiente per sostenere il mercato.

Ci attendiamo vari annunci:

Taglio dei tassi d’interesse
Non crediamo che la misura di questo taglio sia realmente importante, potrebbe essere di 10, 15 o addirittura 20 pb, purché sia significativo.[1]

Tiering
Ci attendiamo anche che la BCE introduca un tiering, abbassando in realtà gli oneri che gravano sulle banche per una parte delle loro eccedenze di liquidità, allo scopo di aiutare il sistema bancario. L’introduzione di un tiering segnalerebbe al mercato che i tassi siano destinati a mantenersi bassi per un lungo periodo. Se dovesse tagliare i tassi a breve termine (in previsione di rialzarli entro sei mesi o un anno), probabilmente non riterrebbe utile introdurre un tiering.

Ripristino del quantitative easing (QE)
Ci attendiamo un ripristino del programma di acquisti di asset incentrato particolarmente su titoli di Stato, ma probabilmente con un focus sulle obbligazioni societarie maggiore rispetto al passato.

Rialzo o eliminazione del tetto di acquisti di asset
Riteniamo probabile che la BCE annunci l’intenzione di riconsiderare o adeguare la percentuale da acquistare di ogni emissione. Attualmente la BCE è vincolata ad acquistare non più del 33% di qualsiasi emissione. Ci attenderemmo una revisione di questa politica. Secondo il programma di acquisti di asset, la banca può acquistare 30 miliardi di euro mensili, ma con un tetto del 33% il pool di asset si prosciugherà molto rapidamente.

NECESSITA’ DI UNA RISPOSTA FISCALE

I mercati nutrono grandi attese per la BCE e la nostra preoccupazione è che, qualora questa non riesca a soddisfarle, i rendimenti potrebbero salire in misura significativa.

Siamo convinti che vi sia anche una forte attesa di una risposta fiscale del governo che accompagni l’azione di politica monetaria della banca centrale in Europa, probabilmente sotto forma di un grande progetto infrastrutturale.

Considerando i risultati fortemente positivi del Partito dei Verdi nelle elezioni per il Parlamento europeo, riteniamo che il sostegno fiscale potrebbe assumere la forma di un progetto di infrastruttura “verde” mirato a rendere l’Unione Europea (UE) neutrale per le emissioni di carbonio entro il 2050. Questo tipo di progetto potrebbe essere un modo per soddisfare tale elettorato e mostrare che i politici stanno facendo qualcosa.

Ci attenderemmo di vedere una partecipazione della BCE tramite l’acquisto di obbligazioni emesse da organismi sovranazionali, ad esempio la European Investment Bank (EIB). La spesa extra sostenuta che ne risulterebbe potrebbe dare una spinta alla crescita in Europa ed eventualmente all’inflazione.

Pertanto, mentre molti commentatori stanno presumendo che i rendimenti non abbiano altre alternative oltre a continuare a scendere, riteniamo che uno dei grandi rischi per l’Europa sia un progetto così importante, che potrebbe vedere i rendimenti salire.

RAFFORZAMENTO DELLE PREVISIONI DI UNA BREXIT NO-DEAL

Da quando Boris Johnson è diventato primo ministro del Regno Unito abbiamo ritenuto che le possibilità di una Brexit no-deal sarebbero aumentate significativamente.

Johnson ha dichiarato esplicitamente che intende far uscire il Regno Unito dall’UE il 31 ottobre, con o senza un accordo. Non crediamo che le possibilità di un ritorno al tavolo delle trattative dell’Europa con un’offerta migliore siano nulle, considerando la reputazione dell’UE per il temporeggiamento, ma non vediamo molto spazio di manovra.

Considerando la situazione attuale dei Gilt e della sterlina, riteniamo che i mercati stiano cominciando a scontare nei prezzi la reale possibilità di un no-deal.

Pur attendendoci molto rumore e volatilità tra ora e il 31 ottobre, la domanda reale è come reagiranno il governo britannico e l’UE al no-deal. Dobbiamo ancora vedere come si evolverà esattamente la situazione. In generale, per il resto del 2019 ci attendiamo una volatilità persistente nei mercati.

La nostra analisi suggerisce un certo aumento della tensione nei mercati. Ci attendiamo un aumento della volatilità nei mercati, considerando che l’impatto di un errore politico o di shock geopolitici potrebbe essere maggiore.

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