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International Flavors Fragrances

Maxi multa floreale dall’Ue ad azienda Usa per cancellazione di messaggi WhatsApp

La Commissione europea ha sanzionato International Flavors & Fragrances e Iff France con una multa di 15,9 milioni di euro per aver ostacolato un'ispezione di Bruxelles nel 2023. In particolare, un dipendente è accusato di aver cancellato su WhatsApp alcuni messaggi scambiati con un concorrente. Tutti i dettagli

 

Multa da 15,9 milioni di euro all’azienda statunitense produttrice di aromi e profumi International Flavors & Fragrances e a Iff France per aver ostacolato un’ispezione di Bruxelles nel 2023. A stabilirlo è stata la Commissione europea dopo aver scoperto che un dipendente senior del gruppo aveva intenzionalmente cancellato i messaggi WhatsApp scambiati con un concorrente. Si tratta della prima ammenda europea di questo tipo.

INTERESSI E NUMERI DI INTERNATIONAL FLAVORS & FRAGRANCES

International Flavors & Fragrances è un’azienda con sede a New York che spazia in vari settori che vanno dal Food&Beverage alle bioscienze, fino ai profumi. È membro del S&P 500 e il fatturato netto del quarto trimestre 2023 è stato di 2,70 miliardi di dollari, con le vendite dei settori alimentari e farmaceutico in calo, mentre salute&bioscienze e profumi in crescita, rispettivamente del 5 e 6%.

La società ha una capitalizzazione di mercato di 24,51 miliardi di dollari.

LA MULTA DELLA COMMISSIONE UE

La Commissione europea ha inflitto un’ammenda di 15,9 milioni di euro a International Flavors & Fragrances Inc (gruppo Isa quotato al Nyse) e International Flavors & Fragrances IFF France SAS per aver ostacolato un’ispezione della Commissione nel 2023. L’istituzione europea, afferma infatti in una nota, di aver riscontrato che durante l’ispezione, un dipendente di alto livello dell’Iff ha intenzionalmente cancellato messaggi WhatsApp scambiati con un concorrente.

L’ISPEZIONE E I MESSAGGI CANCELLATI

In particolare, nel marzo 2023, mentre la Commissione effettuava ispezioni presso le sedi di aziende che operano nel settore dei profumi, ha chiesto di esaminare i telefoni cellulari di alcuni dipendenti di Iff e nel caso della persona coinvolta ha riscontrato che il dipendente aveva cancellato messaggi WhatsApp contenenti informazioni commerciali. La cancellazione è avvenuta dopo che il dipendente era stato informato dell’ispezione della Commissione.

L’Iff, tuttavia, ha immediatamente riconosciuto i fatti e ha collaborato aiutando la Commissione a recuperare i dati cancellati.

Nel marzo 2024, la Commissione ha quindi avviato un procedimento contro l’Iff per aver ostacolato le sue indagini e l’azienda ha avviato una procedura di cooperazione riconoscendo la propria responsabilità e accettando l’importo massimo dell’ammenda.

COSA PREVEDE IL REGOLAMENTO

Secondo il regolamento n. 1/2003, che autorizza la Commissione a effettuare ispezioni presso le sedi di imprese sospettate di aver violato le norme di concorrenza dell’Unione europea, la Commissione può imporre sanzioni fino all’1% del fatturato totale delle imprese che, intenzionalmente o per negligenza, ostacolano un’indagine antitrust. Nel fissare l’importo di un’ammenda, viene tenuto conto sia della gravità che della durata dell’infrazione.

La Commissione, secondo quanto riferito dalla nota, ritiene che l’infrazione commessa dall’Iff “sia di natura molto grave, soprattutto perché il dipendente di alto livello ha intenzionalmente cancellato i messaggi WhatsApp dopo essere stato informato dell’ispezione. Inoltre, la Commissione non è stata informata della cancellazione dei dati. Al contrario, gli ispettori hanno dovuto rilevare la cancellazione da soli dopo che il telefono cellulare è stato sottoposto a controllo”.

UNA PRIMA NEL SUO GENERE

Su questa base, la Commissione ha concluso che un’ammenda complessiva pari allo 0,3% del fatturato totale dell’Iff sarebbe al tempo stesso proporzionata e dissuasiva. Ha inoltre deciso di premiare l’Iff per la sua cooperazione proattiva durante e dopo l’ispezione, riducendo l’importo della sanzione del 50% e imponendo una sanzione di 15,9 milioni di euro, che rappresenta lo 0,15% del fatturato totale della società.

Questa, afferma la nota, è la “prima decisione della Commissione che impone un’ammenda per la cancellazione di messaggi scambiati tramite applicazioni di social media (WhatsApp) su un telefono cellulare”.

L’indagine della Commissione sul settore dei profumi (AT.40826) è ancora in corso e non è correlata a questa decisione.

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