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Cosa farà Mario Draghi con il reddito di cittadinanza?

Difesa Europea

Quanto costa il reddito di cittadinanza e perché è una questione da affrontare per il governo Draghi. L’articolo di Alessandra Servidori

 

Il Reddito di Cittadinanza (RdC) è la misura di contrasto alla povertà più consistente degli ultimi anni, sia in termini di persone  coinvolte, sia in termini di importi erogati. Istituita dal decre­to-legge n. 4 del 28 gennaio 2019, nel caso in cui tutti i componenti del nucleo abbiano un’età uguale o maggiore di 67 anni, oppure se nel nucleo familiare sono presenti anche persone di età inferiore a 67 anni in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza, la misura prende il nome di Pensione di Cittadinanza (PdC).

Dunque attenzione a studiare bene i dati che Inps e Istat nonché Corte dei Conti hanno prodotto, ovviamente riferiti al 2020 di monitoraggio sulla misura. Attenzione: il Reddito/Pensione di Cittadinanza ha interessato complessivamente circa 1,6 milioni di nuclei familiari, pari a poco meno di 3,7 milioni di individui; sono nuclei con in media 2,3 componenti, dato che si allinea ai valori medi nazionali del periodo 2018-2019 sulla composizione familiare pubblicati dall’ISTAT.

L’incidenza maggiore, per quanto riguarda i nuclei, è stata registrata nelle regioni del Sud (60%), rispetto al Centro Nord. Nono­stante ciò, il Lazio, con il 10% dei nuclei beneficiari, e la Lombardia, con il 9%, hanno avuto un ruolo importante nella ripartizione dei beneficiari.

La Pensione di Cittadinanza ha raggiunto 156 mila nuclei familiari (10% del totale) e 178 mila individui. Gli importi medi mensili più elevati sono quelli registrati dalle famiglie beneficiarie residenti nel Mezzogiorno (599 e 263 euro, rispettiva­mente per RdC e PdC), mentre quelli più bassi sono presenti nel Nord Italia (499 e 234 euro, rispettivamente per RdC e PdC). Ciò dipende dal fatto che la politica offre un’integrazione al reddito familiare e quindi l’integrazione è maggiore laddove i redditi medi sono più bassi.

L’analisi sui componenti dei nuclei percettori del beneficio mostra che il 52% sono di genere femminile, l’86% cittadini comunitari, il 64% residenti in Italia meridionale e il 29% è costituito da persone con un’età inferiore a 20 anni; tra questi ultimi, 962 mila sono minori.

Nel frattempo la Guardia di Finanza ha fatto delle indagini scoprendo parecchi non aventi diritto gli ultimi dei quali 117 a Bologna e neanche residenti. È bene ricordare che con il DL numero 41 del 22 marzo, infatti, si è introdotto sul reddito di cittadinanza 2021 nuove risorse per un totale di 1 miliardo a causa della crescita delle domande ma è anche prevista la sospensione dell’assegno per chi trova il lavoro a tempo determinato per sei mesi; ma anche lo stanziamento di 61,2 milioni per prorogare i contratti dei navigator, figura professionale introdotta proprio per potenziare i centri per l’impiego e permettere ai beneficiari di trovare lavoro ma che non ha prodotto i risultati attesi sicuramente per inerzia di ANPAL, agenzia nazionale diretta fino a poco tempo fa da certo Mimmo Parisi ora dimesso dal ruolo disastroso dall’attuale Ministro del Lavoro Orlando.

Teniamo conto che il 2020 si è concluso con una crescita delle domande di accesso al reddito di cittadinanza: per quanto riguarda dicembre l’INPS registrava 1,25 milioni di nuclei familiari beneficiari di Reddito/Pensione di Cittadinanza, con 2,9 milioni di persone coinvolte e un importo medio di 528 euro. Nel 2019, dall’entrata in vigore a marzo, le domande per il Rdc sono state 1,64 milioni (1,1 milioni i beneficiari, per 2,7 milioni di persone coinvolte). Nel 2020 lo hanno richiesto 1,46 milioni di famiglie (1,6 milioni quelle beneficiarie, per un totale di 3,7 milioni di cittadini aiutati dal sussidio).

Solo nei primi 6 mesi del 2021 altri 798 mila nuclei familiari hanno richiesto il Reddito di cittadinanza. L’importo medio erogato è cresciuto nel tempo, da 492 euro del 2019 ai 548 attuali. Il Centro Studi Unimpresa, prendendo in considerazione il triennio 2020 – 2022, ha individuato l’ammontare dei fondi dello Stato che serviranno per finanziarlo.

Ebbene, stando al report di Unimpresa, se tutto restasse così com’è, il Reddito di Cittadinanza nei  tre anni costerà ben 26 miliardi di euro all’Erario. Sicuramente il reddito di cittadinanza ha bisogno di una riforma: troppe volte, però, pensato per sconfiggere la povertà ed aiutare il reinserimento nel mondo del lavoro è finito nelle tasche di persone che non ne avevano diritto. In questi mesi non si è riusciti nemmeno a collocare i beneficiari in lavori socialmente utili (che in molti casi sarebbe stati molto utili proprio mentre c’era la pandemia).

Ma sarebbe auspicabile una nuova condizione alla quale dovrebbero sottostare tutti i beneficiari del reddito di cittadinanza per continuare a percepirlo. Il sussidio deve essere legato ai corsi di formazione e riqualificazione personale e dobbiamo sicuramente invertire la rotta : siamo stati gli unici al mondo a concepire una norma unica per povertà e disoccupazione e cosa ancora più grave questa scelta ha portato a interrompere la costruzione, difficile per carità, di politiche attive universalistiche. Tutta la legislazione è diventata reddito-centrica.

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