Economia

Margini d’impresa in calo. E con il salario minimo?

di

salario minimo

Che cosa emerge dall’indagine congiunturale rapida del centro studi di Confindustria(Csc).

Margini operativi bassi e calanti…

La redditività delle imprese industriali italiane è in diminuzione, su livelli molto contenuti. Misurata dal margine operativo lordo (in percentuale del valore aggiunto, dati ISTAT) è caduta al 33,0% a inizio 2019, dal 35,4% nel 2017, quando si era registrato un discreto recupero. Con tale caduta, il MOL è di nuovo sceso molto sotto i valori pre-crisi (35,7% nel 2007), anche se resta sopra il minimo toccato nel 2013.

…frenano gli investimenti.

Margini operativi così ridotti per le imprese rappresentano un freno ai nuovi progetti di investimenti produttivi. Infatti, il rendimento che le imprese possono attendersi, nel medio-lungo termine, da un ampliamento dell’attività può non essere sufficiente a coprire i costi. Inoltre, margini compressi significano meno risorse interne per autofinanziamento, proprio mentre il credito bancario è divenuto più selettivo. Contribuendo al calo degli investimenti, ciò tiene bassa la crescita dell’economia italiana.

Mark-up in caduta dal 2018.

L’erosione del MOL va di pari passo con quella dei margini unitari sui costi. Nella manifattura il mark-up è in netto ribasso dal 2° trimestre 2018, con un calo dell’1,0% annuo a inizio 2019 (dati ISTAT). La crescita dei costi unitari variabili delle imprese (+1,9%), specie per il lavoro ma anche per le commodity, infatti, sta sopravanzando il lento aumento dei prezzi di vendita (+0,9%), la cui dinamica è frenata dalla debolezza dei consumi domestici. L’erosione dei margini delle imprese riguarda l’intera economia italiana, a ritmi analoghi a quelli registrati nel settore industriale. Fino al 2017, redditività discreta in media… Elaborazioni effettuate da Cerved e CSC, su dati di bilancio disponibili fino al 2017, confermano che i proventi della gestione operativa delle imprese manifatturiere italiane, al netto dei costi per lavoro, materie prime, servizi, erano risaliti in tale anno a un livello vicino a quello pre-crisi (7,9% del fatturato, da 8,0% nel 2007). Dunque, il flusso della redditività, per la media delle aziende, era tornato su livelli quasi “normali”, dopo la fase di forte difficoltà affrontata dal 2008 al 2013.

… ma piccole imprese già in difficoltà.

L’analisi dei dati di bilancio evidenzia, però, una notevole eterogeneità negli andamenti della redditività, a seconda della dimensione di impresa. Per le piccole, i proventi netti operativi erano molto ridotti nel 2017 rispetto ai già bassi valori pre-crisi. Anche per le grandi aziende erano sotto i valori del 2007, ma su livelli sempre più alti rispetto alle piccole. Le medie, invece, erano riuscite ad accrescere i proventi in modo marcato, avvicinandosi ai livelli delle grandi. L’erosione partita nel 2018, quindi, non fa che aggravare la situazione delle piccole imprese, che partivano da livelli di redditività già esigui.

E l’introduzione del salario minimo…

A fronte di tale compressione della redditività delle imprese già in atto, suscita preoccupazione la proposta, in esame in Parlamento, di introduzione di una retribuzione lorda minima oraria, fissata a 9 euro. Tale livello sarebbe pari a oltre l’80% della retribuzione mediana oraria italiana, in netto disallineamento rispetto a ciò che accade nei 22 paesi UE in cui esiste già un salario minimo legale, dove esso rappresenta, mediamente, appena il 45% del salario mediano.

… eroderebbe ancor più i margini…

Un livello di salario minimo così elevato in Italia rischia di avere ampi effetti negativi su occupazione e crescita economica. Esso causerebbe, infatti, un forte aggravio di costo per le imprese che, se non traslato sui prezzi finali (come probabile, nel debole contesto attuale), si tradurrebbe in un’ulteriore compressione del MOL dell’1,6%, secondo stime ISTAT riferite al settore privato non agricolo. L’impatto sui margini, peraltro, potrebbe essere pari a oltre il doppio di tale valore, stando a stime INPS.

… specialmente per le piccole imprese.

Gli effetti negativi del salario minimo potrebbero essere più ampi per realtà aziendali meno produttive, quali mediamente sono le imprese di piccole dimensioni e quelle localizzate nel Mezzogiorno. Basti pensare che 9 euro orari rappresentano quasi il 90% della retribuzione mediana delle imprese fino a 9 dipendenti e di quelle localizzate nelle regioni del Sud Italia.

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