Economia

Manovra, ecco cosa serve alle piccole e medie imprese per creare nuova occupazione

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imprese

Le idee di Unimpresa per il governo e gli errori degli ultimi mesi. L’intervento di Giovanni Assi, consigliere di Unimpresa

Una manovra che preveda delle misure a medio-lungo termine e che diano alle nostre aziende delle certezze per programmare la loro attività.

È questo quanto viene richiesto da Unimpresa nel documento presentato lo scorso agosto al Capo del Governo Conte, il cui fulcro delle proposte formulate in materia di lavoro verte sull’abbattimento del cuneo fiscale e contributivo a carico delle imprese per rilanciare l’occupazione e i consumi, costituendo da una parte un veicolo per l’aumento delle retribuzioni medie, e dall’altra un incentivo alla creazione di nuovi posti di lavoro.

Misure stabili dunque sulle quali le imprese possano fare affidamento programmando la loro attività evitando la “disastrosa incertezza” che ancora una volta in questi giorni sta mandando ancora una volta in confusione le imprese: tale circostanze si è ripetuta con particolare riferimento al Bonus Sviluppo Sud che oltre a presentare un iter estremante lungo, in questa particolare occasione, in ragione di scelte assai discutibili ha letteralmente gettato gli operatori del settore nella confusione di scelte a dir poco discutibili.

Innanzitutto, occorre premettere che per le modalità di attuazione l’agevolazione de quo avrebbe dovuto ripercorrere quello che era stato il percorso già tracciato per lo sgravio contributivo del mezzogiorno emanato negli anni 2017 e 2018 (tra l’altro anche per le precedenti l’attesa per le aziende per il riconoscimento era estenuante).

Nell’ultima legge di Bilancio è stato istituito un fondo, per rifinanziare per il biennio 2019-2020 il bonus per le assunzioni stabili nel mezzogiorno d’Italia, che grande successo aveva riscosso nel 2018. L’agevolazione si applica nei confronti delle aziende che operano nelle regioni del Sud Italia che assumono, a determinate condizioni, lavoratori con contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche parziale oppure trasformano contratti a tempo determinato.

Lo scorso 19 aprile (a 4 distanza di 4 mesi) l’Anpal ha di fatto istituito il Bonus Sud 2019, tecnicamente l’Incentivo Occupazione Sviluppo Sud, in attuazione della Legge di Bilancio 2019. Ma è saltata subito all’occhio una grossa sorpresa leggendo il testo. L’esonero contributivo per le assunzioni nel mezzogiorno infatti riguardava le assunzioni e le trasformazioni a partire dal 1° maggio 2019. Restavano quindi esclusi i rapporti di lavoro da gennaio ad aprile andando a ledere un principio consolidatissimo nella prassi amministrativa, ovvero il legittimo affidamento. Tale argomento già oggetto di attenzione da parte di Unimpresa con uno specifico comunicato stampa.

Successivamente, con un quanto mai opportuno passo indietro, dal 17 luglio è stato possibile inserire le domande di bonus sud comprese le assunzioni fino ad aprile 2019 con la conseguente circolare INPS la 102 del 16/07/2019 con la quale ha recepito le novità contenute nel Decreto Crescita e ha fornito le istruzioni per poter usufruire dello sgravio. La circolare INPS è arrivata dopo una lunga attesa recependo anche le novità ANPAL del 12 luglio, con le modifiche per il bonus sud 2019 contenute nel Decreto Crescita in cui sono stati previsti i fondi da destinare agli incentivi per le assunzioni nelle regioni del Mezzogiorno per il periodo che va dal 1° gennaio 2019 al 30 aprile 2019. Ma proprio quando sembrava tutto acclarato il quadro inerente il campo di applicazione per il regime dell’applicabilità delle agevolazioni, le difficoltà per le aziende non sono terminate, infatti, nonostante questo riconoscimento le aziende non potevano ancora attingere al beneficio contributivo stante la mancanza della relativa procedura on line di richiesta, questa emanata solo a luglio inoltrato.

Superate le predette difficoltà per gli operatori del settore si è manifesta un ulteriore, quanto inaspettata cattiva notizia. Dopo neanche un mese dall’apertura della possibilità della richiesta dell’incentivo de quo i richiedenti si sono trovati innanzi il “KO temporaneo con la seguente motivazione: Non è possibile accogliere l’istanza preliminare di ammissione al beneficio perché – al momento – lo stanziamento è esaurito.”. Tale stanziamento è stato oggetto di sblocco solo in data 20 settembre 2019. Questa è la condizione ai limiti dell’assurdo che le imprese, soprattutto quelle meridionali si trovano ad affrontare, le quali non solo devono rapportarsi alle difficoltà di competere in un territorio svantaggiato ma, che a tutto ciò si affianchi uno stato che anziché sostenere con chiarezza le imprese con misure facilmente richiedibili e spendibili, mette in difficoltà gli operatori con iter kafkiani privi di alcun fondamento.

Ed è per questo che si chiede ancora una volta e a gran voce misure di incentivo all’occupazione innanzitutto certe e stabili e, soprattutto di una maggiore durata, perché, sebbene il beneficio in commento sia indiscutibile, la durata di un solo anno non si consente un vero e proprio rilancio dell’occupazione , rappresentando una vera e propria goccia nel mare. Viceversa misure almeno triennali consentirebbero una pianificazione in linea con quelli che potrebbero essere le programmazioni aziendali avvicinando il governo a tutte le realtà produttive al fine di riavviare il motore della nostra economie e contestualmente dare un nuovo e significativo impulso all’occupazione.

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