Economia

Tutte le magagne irrisolte di Deutsche Bank (dopo la fusione fallita con Commerzbank)

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Ecco i nodi da sciogliere per le due banche – Deutsche Bank e Commerzbank – dopo il tentativo fallito di fusione

Pochi ritenevano che una fusione tra Deutsche Bank e Commerzbank avrebbe risolto ogni problema. Difficilmente l’unione di due debolezze avrebbe portato a un gruppo forte. Ma è anche vero che lo stop all’aggregazione lascia lo scenario così com’è.

COME STANNO DEUTSCHE BANK E COMMERZBANK

Per i due big tedeschi, accomunati da bassa redditività e alti rapporti cost-income, resta da trovare il modo per uscire dal difficile scenario attuale. Una strategia in tal senso sembra più a portata di mano per Commerzbank, controllata con il 15,6% dallo Stato tedesco che ha salvato la banca durante la crisi finanziaria. Per l’istituto si sono fatti avanti gruppi in altri Paesi, anche se a livello informale.

I PREGI DI COMMERZBANK

Commerzbank è più piccola e orientata al credito alle medie imprese tedesche: perciò spaventa meno possibili acquirenti, che intravedono anche la possibilità di crescere in un mercato con un’economia solida.

LE COMPLICAZIONI PER DEUTSCHE BANK

Più complicata la soluzione per Deutsche Bank, per cui non si è ipotizzato finora un partner diverso da Commerzbank (peraltro sulla base di una pressione governativa). Per il gruppo guidato da Christian Sewing è ora inevitabile una cura dimagrante per l’investment banking e per gli attivi rischiosi, oltre alla ricerca di un alleato nell’asset management per la controllata Dws (si fanno i nomi di Ubs, Allianz e Amundi).

LE DIFFICOLTA’ DI DEUTSCHE BANK

Al momento appare invece problematico trovare un compratore disposto a condividere il profilo di rischio dell’intera banca. Deutsche Bank ha attivi illiquidi per 500 miliardi di euro (476 miliardi di livello 2 e 24 miliardi di livello 3), il 17% del totale dell’Eurozona.

DOSSIER DERIVATI PER DEUTSCHE BANK

Tra questi ci sono derivati Otc, titoli strutturati, cds e cdo. Non si tratta necessariamente di esposizioni rischiose, ma sono opache (persino per i supervisori) e di difficile valutazione, poiché non ci sono mercati di riferimento per definire i prezzi. Il valore è calcolato in base ai modelli interni della banca. Una stima di Mediobanca nel 2017 aveva indicato che una svalutazione del 5% degli illiquidi avrebbe prodotto un calo del capitale del 9,5% (da 14,8 a 5,3%).

IPOTESI BAD BANK PER DEUTSCHE BANK

Secondo indiscrezioni Deutsche Bank starebbe pensando a una bad bank per separare attività dell’investment banking destinate alla chiusura: non sono noti dettagli, ma la manovra potrebbe essere lunga oppure costosa. L’illiquidità degli asset rende complicata una rapida smobilitazione, che presumibilmente produrrebbe ammanchi patrimoniali, come avvenuto per le banche italiane per effetto delle richieste di ridurre i crediti deteriorati.

BUSINESS DA RIVEDERE PER DEUTSCHE BANK

La Vigilanza Bce è stata finora meno pressante sui titoli illiquidi, ma i mercati hanno avvertito i pericoli e hanno fatto pagare a Deutsche più alti tassi sul funding, nonostante l’implicito sostegno dello Stato in caso di necessità. Per Sewing il primo passo sarà una ristrutturazione interna per ridurre i rischi e aumentare la redditività. Il dividend yield atteso è all’1,3% (secondo Credit Suisse), il più basso tra le grandi banche europee. Un segno della necessità di rivedere il modello di business.

 

Articolo pubblicato su MF/Milano Finanza

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