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Occidente

Macron, Scholz e le vagonate di boria

Delle 100 società mondiali per capitalizzazione borsistica, solo 13 sono europee ma di queste appena 6 sono dell’Unione Europea propriamente detta, quindi di cosa pontificano Macron e Scholz? Il Cameo di Riccardo Ruggeri

 

I lettori più antichi conoscono il mio amico (di una vita) XY, il mitico banchiere svizzero dal quale ogni tanto, specie quando sono eccessivamente euforico, vado ad abbeverarmi: bastano un paio d’ore a pranzo con lui, in un Grotto del Mendrisiotto, con polenta e cacciagione, per farmi tornare con i piedi per terra. E’ la mia ChatGPT.

Chi non lo conosce può considerarlo uno sgradevole cinico, e forse lo è, ma a me pare più un seguace di Peter Sloterdijk, oppure uno che coltiva l’estremismo difensivo di Friedrich Nietzsche che, come noto, opponeva all’insensatezza sociale la sfrontatezza vitale di una filosofia vissuta. Il tutto però, contornato da una dotta ironia che asfalta l’insopportabile supponenza delle leadership al potere (sinistri, destri, centrini ztl, poco importa). “Si credono dei maghi e invece sono solo fuffa”, ripete spesso.

Dice: “Sono i numeri che li impalano alla loro irrilevanza umana e culturale”. Infatti un banchiere non può che cominciare a ragionare con i numeri. E i numeri altro non sono che l’elenco, appena aggiornato, delle 100 società mondiali per capitalizzazione borsistica.

Di queste 100, ben 63 sono americane (gli Stati Uniti hanno 330 milioni di abitanti), 13 europee (con però 500 milioni di abitanti).

Di queste 13, però, solo 6 sono dell’Unione Europea propriamente detta. La piccola Svizzera, con 8,7 milioni di abitanti, ne ha addirittura 3 (farmaceutica e alimentazione), il triplo della Germania (1). UK, che se ne è andata sbattendo la porta, ne ha 4.

Sempre in termini numerici quindi, UK e Svizzera, con 75 milioni di abitanti, ne hanno 7, contro le 6 dei rimanenti 27 Paesi, che hanno più di 400 milioni di abitanti. Di queste 6, 3 sono francesi (lusso).

Dati imbarazzanti, comunque li si prenda. “Questi sono i numeri”, ripete, “umilianti per UE, eppure Emmanuel Macron e Olaf Scholz, dalla tolda di comando continuano a pontificare sul nulla, a trasferire vagonate di boria, mentre sotto non c’è niente, solo chiacchiericcio colto. Quello che tu chiami CEO capitalism, dopo appena trent’anni, è un modello destinato al fallimento, anche per i tipi di leadership inette che i suoi lombi frusti e salottieri stanno producendo”.

XY mi invita ad andare a vedere i dati sulle richieste di patenti per brevettare scoperte e innovazioni, e capire così in quale miserabile stagno galleggia una UE senza futuro. E non parliamo, dice, dell’altro indice di debolezza dell’UE: il super indebitamento. Italia 152% del PIL, Spagna 117%, Francia 114%, gli altri seguono, con forte crescita della Germania.

Dice: “Dopo decine d’anni di investimenti culturali da parte delle élite al potere contro i valori giudaico-cristiani e l’esaltazione della Cancel & Woke Culture importata dalle città costiere dem, un primo (criminale, ndr) obiettivo è stato raggiunto: la denatalità dell’intero continente. Questo indice ha ormai raggiunto livelli devastanti. Se lo si accoppia alla gestione (criminale, ndr) dell’immigrazione, il destino degli europei parrebbe segnato. Anche noi svizzeri, che per ora non ci stiamo suicidando e tentiamo di resistere, ci sentiamo circondati. E siamo preoccupati, sotto ricatto politico-culturale di Europa e Stati Uniti, Facta prima e Swift ora lo confermano. Un tempo noi “svizzerotti” (come ci chiamavano un tempo gli italiani) eravamo circondati da potenti Regni e Imperi, dai quali dovevamo sì difenderci, ma che ci portavano ricchezza e cultura. Oggi no, gli europei e gli americani ci portano solo problemi, sottocultura, bullismo colto, ricatti.”

Dopo questa serie di pugni nello stomaco, ho chiesto a XY: “Tu che sei un raffinato scrittore in quattro lingue, mi dai una frase sintetica in italiano per chiudere il Cameo che scriverò sul nostro incontro?”.

Eccola: “Sappiamo che costoro ci stanno suicidando, ne siamo consapevoli, ma non possiamo fare nulla. Quantomeno disprezziamoli, educatamente, fino alla fine, però sorridendo”. Mi associo.

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