Economia

L’Italia dopo il governo M5s-Lega vista da Goldman Sachs

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«I prossimi tre mesi saranno molto volatili e difficili per l’economia e gli asset italiani». Che cosa si legge nel report della banca d’affari americana Goldman Sachs

 

Goldman Sachs vede le elezioni nell’ultimo trimestre dell’anno, al più presto nel mese di ottobre, come lo scenario più probabile.

In un report pubblicato il 21 agosto e dedicato alla crisi politica nostrana, gli analisti della banca di affari Usa – riporta Lettera 43 – si basano sulle forze parlamentari in campo per cercare di capire quali sono le prospettive più probabili per il nostro Paese e considerano un ritorno alle urne come l’opzione più realistica al momento attuale piuttosto che un nuovo governo.

Un ritorno dell’alleanza gialloverde nonostante rappresenti la soluzione attualmente più solida dal punto di vista dei seggi in parlamento è diventata la più difficile politicamente e la meno credibile. La seconda opzione è ovviamente quella di un governo cosiddetto giallo rosso, formato da M5s Pd e altri partiti di sinistra.

Il rapporto spiega anche che in assenza di un nuovo esecutivo molti attori aspetteranno ad esprimere giudizi o a intervenire attendendo l’evolvere della situazione. Dall’Unione europea che dovrebbe valutare la conformità della nuova legge di bilancio, da presentare in teoria entro il 15 ottobre, alle promesse e agli accordi presi per evitare la procedura per debito eccessivo alle agenzie di rating Moody’s e S&P, il cui giudizio è calendarizzato rispettivamente per il 6 settembre e il 25 ottobre. Insomma, tutto congelato fino al voto.

La corsa elettorale, però, avrà un effetto sul rischio Paese con un aumento della volatilità degli asset nazionali e un aumento dello spread e l’andamento dei mercati finanziari potrebbe a sua volta avere un effetto sui rapporti di forza politici cambiando la situazione iniziale. Gli analisti prevedono infatti che «la Lega farà una campagna su una piattaforma anti europea incentrata sull’immigrazione e la politica fiscale e, quindi, i mercati finanziari rivaluterebbero il merito creditizio degli asset italiani in una direzione più ribassista rispetto ai prezzi attuali. Se la rivalutazione dei prezzi dovesse essere troppo alta, ciò potrebbe anche avere un impatto potenziale sui sondaggi di opinione e, infine, sul risultato elettorale. Anche se l’elettore medio sarebbe a favore delle riduzioni fiscali e di un certo controllo sui flussi migratori, la maggioranza degli elettori italiani rimane a favore dell’euro e ripone fiducia nelle istituzioni europee più che in molte istituzioni italiane».

«Questa considerazione», ragionano gli esperti della banca d’affari americana, aggiunge Lettera 43, «potrebbe anche indurre Lega ad adottare una posizione meno controversa nei confronti dei partner europei, cercando di limitare una potenziale reazione negativa del mercato nominando un ministro delle finanze pro Ue che dia fiducia agli investitori a favore dell’Europa». Ma la conclusione è sempre la stessa: «I prossimi tre mesi saranno molto volatili e difficili per l’economia e gli asset italiani».

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