Economia

Leonardo-Finmeccanica, ecco tutte le novità su caso Biraghi-cyber, Qatar e Polonia

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cybercrime

Che cosa succede in casa di Leonardo, l’ex gruppo Finmeccanica presieduto da De Gennaro e capitanato da Profumo, fra caso-cyber Biraghi e non solo

«Egregio Ing. Biraghi, allo stato non sono stati riscontrati elementi che, a parere della scrivente Società, fondino una Sua personale e colpevole responsabilità nei confronti della stessa». E’ quanto scrive l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo, in una lettera al top manager Andrea Biraghi, già a capo della cyber security del gruppo ex Finmeccanica presieduto da Gianni De Gennaro.

Ma non è la sola novità delle ultime ore in Leonardo. Ecco tutti i dettagli nuovi sul caso Biraghi e sulle commesse per il gruppo attivo nell’aerospazio e nella difesa.

LO SCOOP DEL SOLE 24 ORE SU LEONARDO E BIRAGHI

Non finiscono le sorprese in casa di Leonardo nel caso Biraghi-cyber security. Il capo azienda dell’ex Finmeccanica, Alessandro Profumo, ha sì silurato – come scritto giorni fa da Start Magazine – l’ex capo della divisione cyber security del gruppo presieduto da Gianni De Gennaro, ma le dimissioni presentate dal manager contengono un bel sollievo per Biraghi. Infatti, er dare le dimissioni da Leonardo Andrea Biraghi ha ottenuto una lettera dell’ad, Alessandro Profumo, che esclude sue «responsabilità». E’ quello che svela oggi sul Sole 24 Ore il giornalista Gianni Dragoni, autore anche del blog Poteri Deboli in cui si fornito dettagli particolareggiati del caso.

I RAPPORTI DI BIRAGHI CON CARRAI SECONDO DRAGONI

Biraghi si è dimesso il 28 giugno, dopo un’indagine interna che gli contestava opacità nei rapporti con fornitori e altre operazioni ed è stato sospeso 50 giorni. “Era stato promosso capo della divisione «cyber security» a fine 2015 da Mauro Moretti, aveva avuto rapporti anche con Marco Carrai, amico di Matteo Renzi”, scrive oggi il Sole.

LA LETTERA DI PROFUMO A BIRAGHI

Dice la lettera firmata da Profumo il 27 giugno: «Egregio Ing. Biraghi, ci riferiamo al procedimento disciplinare posto in essere nei Suoi confronti e Le confermiamo che, tenuto conto anche di quanto da Lei osservato nelle Sue lettere del 18 maggio u.s., del 7 giugno u.s. e del 22 giugno u.s., come pure di quanto ad oggi emerso a seguito degli approfondimenti compiuti, allo stato non sono stati riscontrati elementi che, a parere della scrivente Società, fondino una Sua personale e colpevole responsabilità nei confronti della stessa». “Sembra che ci sia stato un accordo tra Biraghi e la società. Altrimenti non si capisce perché Biraghi si sia dimesso”, chiosa Dragoni.

LE NOTIZIE DAL QATAR

Buone notizie per il gruppo Leonardo, nel frattempo, arrivano dal fronte delle commesse. Il Qatar, uno dei mercati più promettenti per l’industria della difesa e aeronautica, sta cercando finanziamenti dalle banche per oltre 4 miliardi di dollari. I soldi, secondo l’agenzia Bloomberg, servirebbero a finanziare una parte dell’acquisto di 24 caccia Eurofighter, una commessa da 6,7 miliardi di euro che è stata firmata l’11 dicembre scorso. “Il contratto sarà esecutivo nel momento in cui il Qatar verserà l’anticipo al consorzio che produce l’aereo da combattimento. Le consegne dei prodotti dovrebbero cominciare nel 2022”, scrive oggi il Sole 24 ore.

I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE

L’Eurofighter è costruito da un consorzio fra quattro nazioni europee, Gran Bretagna, Germania, Spagna e Italia. Il capofila commerciale nella campagna a Doha è stata l’industria britannica Bae Systems. L’Italia partecipa al consorzio industriale con Leonardo, l’ex Finmeccanica. Il gruppo ha una quota pari al 20% circa della cellula, mentre con l’avionica e l’elettronica arriva al 36 per cento, scrive il Sole: “La quota dell’ex Finmeccanica nel valore della commessa è stata stimata tra 1 e 1,5 miliardi di euro, inclusa però la parte da assegnare ad altri partner industriali e fornitori, tra cui Avio Aero per i motori (capofila è Rolls-Royce) ed Elettronica”.

LA TEMPISTICA SECONDO BLOOMBERG

Secondo Bloomberg, il governo del paese del Golfo sta lavorando con advisor finanziari sull’accordo, che dovrebbe essere approvato dalle agenzie di assicurazione del credito all’esportazione. Un’intesa potrebbe essere finalizzata entro un mese. Quando fu firmato il contratto si prevedeva che l’accordo sarebbe diventato esecutivo, con il versamento dell’acconto, entro la fine di giugno. La data però è slittata. Aggiunge il Sole: “Doha sta anche parlando con banche e agenzie di assicurazione dei crediti all’export di Italia, Francia e Gran Bretagna per procurarsi altri prestiti dell’ordine di alcuni miliardi di dollari per finanziare altri recenti accordi nella difesa”.

IL DOSSIER ELICOTTERI

Non è il primo affare in fieri per l’ex Finmeccanica in Qatar. Lo scorso marzo L’azienda guidata da Alessandro Profumo, ha chiuso a Doha il contratto, in qualità di prime contractor, per la fornitura al Qatar di 28 elicotteri militari Nh 90 del consorzio europeo Nh Industries, di cui la società ha una quota del 32%. Alla firma era presente anche l’allora ministro della Difesa, Roberta Pinotti (Pd), del governo Gentiloni. Il valore del contratto è complessivamente superiore ai 3 miliardi di euro. Secondo stime di mercato la quota per la ex Finmeccanica dovrebbe essere oltre il 40%.

COME AVEVA COMMENTATO PROFUMO

“Siamo orgogliosi della firma di questo contratto. Leonardo si conferma ancora una volta un partner affidabile per il Qatar al quale sta fornendo un’ampia gamma di tecnologia all’avanguardia e di soluzioni customizzate nel campo della difesa e della sicurezza”, disse l’ad dellìex Finmeccanica, Alessandro Profumo, commentando al firma della maxicommessa per 28 elicotteri al Qatar. “L’annuncio di oggi – dice – rappresenta un risultato straordinario in uno dei settori chiave per l’azienda. Siamo fortemente impegnati a rafforzare il nostro posizionamento sui mercati, in linea con il piano Industriale 2018-2022”.

LA COMMESSA DELLA POLONIA

Novità, ieri, anche dall’Unione europea per il gruppo presieduto da De Gennaro e guidato da Profumo. La ex Finmeccanica, guidata dall’amministratore delegato Alessandro Profumo, e l’azienda polacca Polska Grupa Zbrojeniowa (Pgz) hanno firmato una lettera di intenti per collaborare sul programma AW249, l’unico nuovo elicottero da combattimento attualmente in sviluppo a livello internazionale, con l’obiettivo di soddisfare uno specifico requisito dell’Esercito polacco. Con questo accordo, si legge in una nota, Leonardo  e Pgz potranno valutare varie aree di collaborazione, tra cui progettazione, produzione, assemblaggio, commercializzazione e supporto post-vendita per l’elicottero AW249. L’elicottero da combattimento, pensato per le esigenze dell’Esercito Italiano, sarà quindi sviluppato dalle due società in una variante polacca mirata al programma denominato «Kruk».

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