Economia

Leonardo-Finmeccanica e non solo, tutti i titoli della Difesa all’attacco in Borsa

di

Leonardo

Che cosa succede in Borsa ai titoli dei gruppi attivi nella difesa e nell’aerospazio come Leonardo (ex Finmeccanica) sulla scia delle tensioni in Medio Oriente

Le azioni Leonardo (ex Finmeccanica) ieri sono state tra le migliori del Ftse Mib di Piazza Affari: come già venerdì scorso, quando aveva messo a segno dell’1%, il titolo del gruppo attivo nella difesa e nell’aerospazio “beneficia del potenziale incremento dei budget della Difesa da parte degli Stati Uniti e non solo a seguito dell’escalation di tensione tra Washington e Teheran”, ha scritto Radiocor: “A fronte del -1,6% degli indici della Borsa milanese, il titolo resta piatto a 10,58 euro consolidando il recupero dell’ultimo mese (+4,7%)”.

COME BRINDANO OLTRE A LEONARDO (FINMECCANICA) ANCHE LOCKHEED E NON SOLO

Venerdì erano stati soprattutto i titoli dei grandi contractor americani a mostrare netti incrementi a Wall Street (+3,6% Lockheed Martin, +5,3% Northrop Grumman, +1,5% Raytheon, L3Harris +3,5%) mentre in Europa salgono ieri Bae Systems (+1,2% a Londra dove anche Babcock International è in controtendenza) e Thales (+0,6%) ma nel complesso il sotto indice Stoxx600 Aerospace&Defence arretra dello 0,7%.

IL REPORT DI WEBSIM

Secondo gli analisti di Websim, l’esposizione di Leonardo al business militare (pari ai due terzi dei ricavi) e la sua presenza negli Usa con la controllata Drs (qui l’approfondimento di Start su Drs) potrebbero essere fattori favorevoli che aggiungerebbero ulteriore supporto a un 2020 che gode già di elevata visibilità sull’andamento del business.

LE RELAZIONI DI LEONARDO CON GLI STATI UNITI

E a proposito delle relazioni con Donald Trump e gli Stati Uniti, a metà dicembre l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo, ha sottolineato: “Stiamo beneficiando dell’allargamento del bilancio della Difesa americana, arrivato a livelli superiori al tempo della Guerra Fredda”.

LE PAROLE DI PROFUMO (LEONARDO)

Inoltre, “in joint venture con Boeing abbiamo venduto 84 elicotteri all’esercito di Washington. La regola del Buy American in questo caso ci ha favorito e ripagato dell’investimento per la creazione di uno stabilimento produttivo negli Usa, che abbiamo fatto circa 10 anni fa. L’alleanza con un colosso americano come Boeing ci ha anche aiutato”, ha aggiunto Profumo per il quale i successi di Leonardo negli Usa, con gli elicotteri ma anche con le attività di Drs nell’elettronica, “sono il risultato di gare che si basano sul miglior mix di prodotto, prezzo e servizio oltre che sul Buy American”.

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