Economia

Leonardo-Finmeccanica, come si muoverà su Vitrociset, cyber e relazioni industriali?

di

ALESSANDRO PROFUMO AD LEONARDO

Ecco sfide, potenziali e incognite del gruppo Leonardo-Finmeccanica. L’intervento di Michele Zanocco, segretario nazionale Fim Cisl

 

Nel mese di aprile Leonardo riceverà la piattaforma per il rinnovo dell’accordo di secondo livello che Fim, Fiom, e Uilm nazionali presenteranno dopo un percorso di analisi che interesserà tutte le Rsu di tutti i siti italiani e a valle delle assemblee che si svolgeranno in ogni luogo di lavoro interessando tutti i trentamila lavoratori dell’azienda.

Venerdì scorso a Roma le organizzazioni sindacali, unitariamente, hanno avviato il confronto con i delegati aziendali e le strutture territoriali analizzando il contesto politico e industriale nel quale si colloca l’azienda e gli ambiti di intervento che si rendono necessari da affrontare per dare solidità e prospettiva all’azienda e aggiornare e migliorare i diritti ed il salario delle lavoratrici e dei lavoratori.

CHE COSA SI E’ DECISO ALLA FINE DELLA RIUNIONE SINDACALE SU LEONARDO-FINMECCANICA

Al termine dei lavori, che hanno coinvolto oltre cento rappresentanti Fim, Fiom e Uilm territoriali e aziendali dei lavoratori, è stato presentato e approvato un documento di sintesi da avanzare a Leonardo che nei prossimi giorni sarà elaborato in modo articolato e presentato alle Rsu dalle Segreterie Nazionali e dai Segretari Generali dei metalmeccanici.

ECCO IL DOCUMENTO CONDIVISO SU LEONARDO-FINMECCANICA

Il documento condiviso, qui sotto riportato, sottolinea con forza come Fim, Fiom e Uilm intendano rivolgere la massima attenzione al sistema industriale italiano che deve riprendere la sua fondamentale centralità anche per la politica e le istituzioni italiane, nel rilancio e lo sviluppo occupazionale e nel processo sempre più ineludibile di costruzione una Politica Industriale italiana dell’Aerospazio, dell’Elettronica della Difesa e delle Reti, che sarà interessata da accorpamenti, fusioni e programmi comuni (questi ultimi finanziati dai recenti fondi Europei) sia in una logica di efficienza degli investimenti comunitari, che per mantenere la prevalenza tecnologica nel mercato internazionale, sempre più competitivo ma più ampio, vista la velocità di crescita di importanti aree del mondo.

TUTTI GLI AUSPICI SINDACALI SUL FUTURO DI LEONARDO-FINMECCANICA

Come Sindacato e come Paese dobbiamo evitare di arrivare a questi appuntamenti con un’industria italiana debole o marginale: questo ci porterebbe a non avere alcun peso nelle alleanze che inevitabilmente si creeranno nel futuro, mettendo a rischio la capacità industriale e le opportunità occupazionali ad alto valore, condannandoci per sempre a dipendere da altri in questi settori sensibili e strategici.

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Lo scenario internazionale in cui opera l’Azienda è in una fase molto complessa e articolata, con definizioni di nuovi equilibri e alleanze (Boeing e Airbus in primis), paesi emergenti particolarmente intraprendenti nei settori di riferimento (Cina, India, Brasile e Turchia), un quadro non chiaro sul futuro ruolo europeo (Brexit, difesa unica e industria europea della difesa) e una progressiva diminuzione degli investimenti nella legge di bilancio da parte del Governo italiano rispetto alla difesa e alla sicurezza.

In questo quadro, il perpetrarsi dell’attesa nella definizione di indirizzi strategici da parte di Leonardo, la politica degli annunci senza un quadro chiaro rispetto a missioni, mercati e relativi investimenti, potrebbe rivelarsi nel breve-medio termine un serio problema per le prospettive e il ruolo che la stessa potrà e dovrà avere nei settori militari e civili dell’aerospazio e dell’elettronica per la difesa e la sicurezza.

Questo è aggravato dalla scarsa capacità da parte dei Governi precedenti e dall’attuale, di costruire un Sistema Paese che sostenga e sviluppi gli importanti settori nei quali opera l’azienda.

Preoccupazioni emergono anche dalle continue notizie di fusioni di aziende di stato puntualmente smentite (Leonardo-Fincantieri) che hanno il solo scopo di indebolire il ruolo di entrambe.

Le attuali dispute politiche tra il Governo francese e quello italiano non aiutano le relazioni internazionali e le sinergie dal punto di vista industriale, come dimostra l’intervento dell’antitrust europeo rispetto alla vicenda STX-Fincantieri richiesto da Francia e Germania, che sembra riaprire una vicenda chiusa con ricadute negative anche per Leonardo.

In tutto questo emerge una distanza e una carenza nelle Relazioni Sindacali e industriali da parte dell’azienda a tutti i livelli (nazionale, territoriale e di sito) che in Leonardo mai si era registrata in questi termini prima d’ora.

L’azienda ha dichiarato di voler procedere ad una riorganizzazione sia nei processi (applicazione del modello WCM) che nei modelli di valutazione (HRevolution); tuttavia questo avviene attraverso iniziative unilaterali e senza che le stesse delineino un quadro chiaro del senso verso il quale Leonardo intenda procedere, né le finalità a livello industriale e occupazionale.

E’ stato definito l’accorpamento di alcune divisioni (SAS, ETN, SSI, SDI) in una divisione denominata Elettronica e la nascita di una nuova divisione Cyber nella quale confluiranno le attività legate alla sicurezza; per nessuno di questi processi riorganizzativi è stato ancora descritto l’obiettivo industriale e di mercato, né tantomeno le modalità organizzative. Tutto questo rischia di ingessare e far arretrare le Divisioni e l’intera azienda nelle attività e nella capacità commerciali.

L’acquisto di Vitrociset, avvenuto nel mese di settembre dello scorso anno e perfezionato il 31 gennaio 2019 non ha ancora visto Leonardo chiarire come questa società sarà integrata nel gruppo senza disperdere le importanti potenzialità che ne derivano.

Inoltre si apprendono notizie dalla stampa nelle quali Leonardo viene chiamata in causa per l’aumento delle proprie quote in Industria Italiana Autobus (settore ceduto nella riorganizzazione precedente e dal quale l’azienda aveva dichiarato la totale uscita), e fatta oggetto di richieste di intervento in situazioni di crisi conclamate come la vicenda Piaggio Aero.

Nello scenario complesso sopra descritto ad oggi non sono previsti incontri nazionali, più volte annunciati dall’azienda, relativamente ai carichi di lavoro delle divisioni e dei siti, al budget, alla definizione delle strategie e delle missioni rispetto alle riorganizzazioni avvenute.

In assenza di elementi determinanti e importanti per la costruzione della piattaforma per il rinnovo dell’integrativo di Gruppo, il Coordinamento Nazionale Unitario di FIM FIOM UILM ritiene non più rinviabile la presentazione della stessa.

La Piattaforma per i lavoratori Leonardo dovrà avere caratteristiche acquisitive e qualitative, che incrementino gli attuali istituti e che diano risposte collettive ai temi ancora aperti.

Le lavoratrici ed i lavoratori Leonardo non beneficiano di incrementi salariali legati ai positivi andamenti economici e produttivi che in questi anni l’azienda ha generato.

E’ giunto il momento che parte della ricchezza generata venga ridistribuita in maniera adeguata e non in modo unilaterale da parte dell’azienda, senza elementi oggettivi e condivisi tra le Parti: su questo serve un’inversione di tendenza a partire dall’incremento economico dei PDR.

Leonardo ha al suo interno peculiarità e competenze che meritano riconoscimenti che superino e ridefiniscano i ruoli, le professionalità e le mansioni previste dal CCNL, con relativi riconoscimenti economici e di carriera passando attraverso percorsi di formazione collettiva ed individuale, funzionali alla copertura dei gap di competenze dei singoli lavoratori.

Diventa indispensabile aprire un confronto volto a ridefinire un modello di inquadramento che tenga conto delle alte professionalità presenti in azienda, di operai e impiegati e quadri.

Vanno inoltre regolamentate ed aumentate le attuali indennità e maggiorazioni, rivedendo anche le indennità speciali e di reperibilità specifiche rispetto alle peculiari attività svolte nelle divisioni.

Inoltre vanno aumentate le quantità economiche previste per le trasferte Italia e va costruito analogamente un accordo per le trasferte estere che non veda palesi differenze tra lavoratori.

Serve definire intese avanzate rispetto alla qualità dell’occupazione, a partire dalle stabilizzazioni dei lavoratori somministrati e off-load e al cambio mix previsto dagli accordi di uscita sottoscritti tra le Parti (ex Art.4 Fornero), che ad oggi non hanno visto la loro applicazione.

Serve un’analisi approfondita a la definizione di linee guida sull’assegnazione della attività in appalto anche in relazione all’occupazione.

A partire da quanto previsto dal CCNL e dall’accordo One Company, (Banca Ore individuale, Ferie Solidali, Banca del Tempo), va posta attenzione al tema della conciliazione tra i tempi di vita e lavoro identificando modelli condivisi per la loro applicazione aumentando contemporaneamente numeri e disponibilità di quelli già concordati come lo Smart-Working, e sperimentando modelli e forme di Telelavoro e rivolgere una particolare attenzione alle Politiche di Genere.

Va costruito un sistema di welfare sociale aggiuntivo a quanto già previsto dal CCNL, partendo dalle attuali pratiche esistenti, che estenda prestazioni esigibili da parte di tutti i lavoratori (asili nido, contributi per il diritto e il sostegno allo studio, forme agevolate per la mobilità e l’assistenza).

L’attuale modello di accentramento delle decisioni imposto a livello di Corporate, impedisce sostanzialmente di affrontare e risolvere temi e criticità che per loro natura hanno e devono avere carattere locale o di divisione.

Questo, lasciando scarsa autonomia negoziale a livello decentrato, è diventato il vero freno alle normali relazioni sindacali costruite nel precedente integrativo e il suo perdurare rischia di ingessare i rapporti aumentando i conflitti a livello di sito.

Va pertanto esteso e allargato un sistema di Relazioni Sindacali, che a partire dai territori, veda le RSU e le Organizzazioni Sindacali protagonisti quali soggetti contrattuali a seconda dei temi affrontati.

Va innalzato e qualificato il Sistema Partecipativo, ampliandone gli ambiti e la presenza.

A valle dell’ampio e approfondito confronto avvenuto, il Coordinamento Nazionale FIM-FIOM-UILM di Leonardo, dà mandato alle Segreterie Nazionali di elaborare una piattaforma per il rinnovo dell’integrativo di Gruppo che sarà presentata per la sua approvazione definitiva entro la metà del mese di marzo.

Successivamente alla presentazione e all’approvazione nelle assemblee da parte delle lavoratrici e dei lavoratori, si procederà all’invio alla Direzione aziendale entro la scadenza naturale dell’integrativo.

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