Economia

Leonardo, come vanno i conti dell’ex Finmeccanica? Fatti, numeri e commenti

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Come sono andati i conti di Leonardo (ex Finmeccanica)? Come il gruppo presieduto da Gianni De Gennaro e guidato dall’ad, Alessandro Profumo, è riuscito a mantenere intatto l’utile netto nei primi 9 nove mesi dell’anno allo stesso livello dell’anno precedente?

ECCO L’ANALISI DEL SOLE SUI CONTI DI LEONARDO (EX FINMECCANICA)

Per Gianni Dragoni, giornalista del Sole 24 Ore che segue da anni le partecipate e le controllate di Stato a partire dall’ex Finmeccanica, è stato merito anche di un’operazione contabile: “L’iscrizione nel conto economico del gruppo Leonardo di 98,7 milioni di euro che erano stati accantonati anni fa in un fondo rischi per garanzie nella cessione di Ansaldo Energia, per una vicenda giudiziaria per corruzione ora conclusasi con l’assoluzione, ha consentito al gruppo aerospaziale di mantenere l’utile netto dei primi nove mesi in linea con lo stesso periodo del 2017, malgrado il calo di redditività della gestione”, ha scritto oggi Dragoni sul Sole 24 Ore.

ECCO I DATI IN ESTREMA SINTESI DEL GRUPPO EX FINMECCANICA

Secondo i dati del terzo trimestre, approvati ieri dal cda, l’utile netto consolidato di competenza dei nove mesi è 262 milioni (2 milioni meno del 2017), mentre – prima di iscrivere il provento straordinario di 99 milioni – il «risultato netto ordinario» è diminuito da 265 a 164 milioni (-38,1%). La flessione è dovuta soprattutto all’accantonamento di 170 milioni per i costi stimati per i prepensionamenti. Nei primi nove mesi i ricavi sono aumentati del 2,4% a 8.240 milioni. Gli ordini sono aumentati del 18,2% a 9.390 milioni. Merito della maxi-commessa firmata in marzo con il Qatar per la vendita di 28 elicotteri Nh-90, da oltre 3 miliardi di euro, di cui più del 40% a beneficio del gruppo guidato da Alessandro Profumo.

NUMERI E CONFRONTI IN CASA LEONARDO

Risultati in linea con le aspettative nei primi nove mesi e guidance sul resto dell’anno confermata per Leonardo, ha tenuto a sottolineare ieri la società, che ha presentato a mercati chiusi una trimestrale in cui a spiccare è il netto aumento degli ordini, cresciuti del 18,2% rispetto allo stesso periodo del 2017 principalmente grazie all’acquisizione del contratto per la fornitura di 28 elicotteri bimotore NH90 al ministero della Difesa del Qatar. Un affare, quello annunciato lo scorso marzo, del valore di oltre 3 miliardi di euro, che contribuisce a un portafoglio ordini da 34,5 miliardi di euro, in espansione dell’1,4% rispetto a un anno fa.

LE PROSPETTIVE

Nelle slide mostrate nel corso della call serale con gli analisti, la società evidenzia come l’attuale backlog, cioè il cumulo di ordini ancora inevasi, copra quasi tre anni di produzione equivalente.

IL COMMENTO DI PROFUMO

“I recenti successi commerciali in Qatar, Usa e Cina, la performance di tutti i business, il recupero degli Elicotteri, l’incremento di Leonardo Drs e il controllo dei costi rigoroso ci rendono fiduciosi di poter garantire a Leonardo una crescita sostenibile di lungo periodo in linea con gli obiettivi del Piano Industriale”, ha commentato a caldo l’amministratore delegato Alessandro Profumo, dopo l’approvazione all’unanimità da parte del cda dei risultati al 30 settembre, che dal punto di vista finanziario vedono l’utile netto attestarsi a 263 milioni di euro, non molto distante quindi dai 265 milioni di un anno prima, con i ricavi che invece crescono del 2,4% a 8,24 miliardi di euro.

L’ANDAMENTO DEI SETTORI

Dinamica, quest’ultima, riconducibile alla performance della divisione Elicotteri e, in misura inferiore, a Elettronica, Difesa e Sistemi di sicurezza. Proprio per quanto riguarda gli Elicotteri, che un anno fa avevano spinto l’azienda al “profit warning”, nella presentazione mostrata dal top management agli analisti si parla di una “redditività in graduale aumento” e destinata a tornare su livelli di crescita “a doppia cifra” nel 2020.

LE PREVISIONI

Rimangono intanto confermate le previsioni da qui alla fine del 2018, con la conferma della guidance rivista al rialzo a luglio: le previsioni vedono gli ordini tra i 14 e i 14,5 miliardi di euro e i ricavi tra gli 11,5 e i 12 miliardi di euro. Le reazioni degli investitori arriveranno invece domani, dal momento che i risultati sono stati diffusi a mercati chiusi.

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