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Le piroette di Colao su rete e banda larga

TIM

Che cosa ha detto su rete unica e banda larga il ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao

 

Non importa che sia unica, l’essenziale è che la rete sia rapida e accessibile a tutti. Parola del ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao che, nel corso della tavola rotonda “Quale Paese per l’impresa”, organizzato da Pwc, ha sottolineato la necessità di dotarsi di infrastrutture in grado di eliminare il solco tecnologico che separa molte zone d’Italia.

E’ quanto si legge oggi sul Corriere della sera: «La rete unica appare oggi la strada migliore per portare la connessione ad alta velocità in tutto il Paese – ha dichiarato Colao – più di due reti fisse non si riescono a realizzare, per cui dobbiamo evitare che in centro a Milano passino tre fibre, mentre, ad esempio, in Liguria o in Calabria neanche una: se il prezzo da pagare è una rete unica, ben venga».

Tra gli addetti ai lavori si insinua una domanda, anzi due. Ma chi sta posando una terza rete in fibra a Milano? E poi: come mai Colao ha cambiato idea sulla rete unica che finora non annoverava l’ex top manager di Vodafone (gruppo da sempre critico-scettico su questa prospettiva) tra i sostenitori del progetto?

Forse Palazzo Chigi ha fatto cambiare idea a Colao?  «È uno dei nostri obiettivi, e prima o poi si farà», ha detto infatti a marzo il consigliere economico della presidenza del Consiglio Francesco Giavazzi.

Diverse le idee che fino a poco meno di un anno fa il titolare dell’Innovazione tecnologica professava in materia.

“Credo che il ruolo giusto della politica sia quello di pensare agli interessi dei cittadini”, quindi a portare la banda larga a loro e “secondo di farlo in maniera equilibrata. Le questioni societarie le devono valutare le società e l’Antitrust”, affermò lo scorso maggio Colao in un webinar de Il Messaggero. “Il nostro obiettivo è politico e di paese – sottolineò– non di assetti societari” e quindi puntare a “qualsiasi situazione adatta a dare la banda larga a tutti, lo faremo con le gare” che metteranno operatori in concorrenza. Portare la banda larga in tutto il paese “in maniera equilibrata” significa per il ministro Colao, fare in modo “che garantisca la scelta, la concorrenza, la pluralità di soggetti che tuteli i piccoli rispetto ai grandi” e puntare a “qualsiasi situazione adatta a dare la banda larga a tutti, indipendentemente da dove sono. Lo faremo con delle gare, con i sussidi che potranno andare ad operatori in concorrenza, operatori in collaborazione, in consorzio. Lo vedremo quando faremo le gare”.

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