Economia

Le parole di Tria, i dubbi di Bankitalia, il tweet di Di Maio e l’idea di Salvini. Benvenuti al gran ballo fra Def e Spread

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sanzioni

Palazzo Chigi attacca frontalmente la Banca d’Italia. Il vicepremier Luigi Di Maio critica duramente la Banca centrale che nel corso di un’audizione in Parlamento sulla Nota di aggiornamento al Def ha inviatto a non toccare la legge Fornero e ha espresso rilievi su misure e coperture indicate dall’esecutivo. Di Maio con un tweet ha sfidato in maniera inaudita Bankitalia a presentarsi alle elezioni.

Ma vediamo come si è svolta la giornata partendo dall’audizione del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, e poi dando conto di quella del rappresentante della Banca d’Italia, e dall’idea abbozzata dal leader della Lega, Matteo Salvini.

L’IDEA DI SALVINI

“Non staremo fermi, abbiamo più di un’idea”: questa la risposta di Matteo Salvini, a margine del G6 di Lione, a chi gli chiedeva cosa farà il governo se lo spread continuerà a salire. “La forza dell’Italia, che nessun altro degli amici seduti al tavolo oggi ha, né i francesi, né gli spagnoli – ha detto Salvini – è un risparmio privato che non ha eguali al mondo. Per il momento è silenzioso e viene investito in titoli stranieri. Io sono convinto che gli italiani siano pronti a darci una mano”. Un riferimento che gli addetti ai lavori hanno legato al progetto caldeggiato dalla Lega e ora allo studio dei tecnici del ministero dell’Economia del Cir, i Conti individuali di risparmio, ovvero titoli di Stato agevolati fiscalmente per i cittadini italiani (qui l’approfondimento di Start Magazine)

L’AUDIZIONE DI TRIA

La Nota di aggiornamento al Def riveste un’importanza particolare perché è il primo atto di programmazione economica che mette a sistema il programma del governo, ha spiegato il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, nel corso dell’audizione sulla Nadef presso le commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato. La Nota, infatti, “ambisce a dare risposte ai cittadini sulla crescita, l’occupazione, l’inclusione sociale e il welfare”.

LA CRESCITA E IL RAPPORTO DEBITO-PIL

“A questo punto il governo si è posto l’obiettivo di ridurre il divario di crescita con l’Europa per diminuire il rapporto debito-pil”. Infatti, “è evidente che la strategia di contenimento attuata finora non è stata sufficiente. Occorre mettere al centro una strategia di aumento della crescita”. Però, ha ammesso, la Commissione europea ha espresso preoccupazione sullo scostamento dal percorso programmato sulla riduzione del deficit.

L’INVITO AD ABBASSARE I TONI

Così “inizia adesso una fase di confronto costruttivo sulla strategia di crescita del governo delineato nella manovra”, ha proseguito Tria, aggiungendo la necessità di “abbassare i toni”. D’altra parte, ha chiarito, “scommettere sui cittadini non è solo un modo nuovo di agire, ma anche coraggioso che non vuol dire impavido e irresponsabile”.

LA QUESTIONE POVERTA’

Intervenire “con decisione” contro la povertà “è una condizione necessaria per evitare il rafforzarsi di sentimenti contrari al libero commercio e all’Europa: non si può stare sui mercati globali senza un rafforzamento delle reti di protezione per i perdenti”, ha incalzato il titolare dell’Economia, ricordando che nel 2019 sarà introdotto il reddito di cittadinanza e si potenzieranno i centri per l’impiego.

IL REDDITO DI CITTADINANZA

“Il reddito è un investimento di cittadinanza, un investimento della società sulle sue componenti più vulnerabili per far sì che tornino a partecipare in modo attivo al mercato del lavoro e alla società”, ha spiegato. “L’obiettivo è garantire la necessaria mobilità del lavoro, per coloro che si trovano in difficoltà nelle complicate fasi di transizione ed eliminerà sacche di povertà non accettabili nel settimo Paese più industrializzato del mondo”.

L’OBIETTIVO DI FINANZA PUBBLICA

L’obiettivo è avere una “stabilità finanziaria che non può essere raggiunta senza stabilità sociale: è il momento di prendere decisioni coraggiose superando il passato”. Tria è altresì convinto che le stime di finanza pubblica programmatiche siano ispirate da un approccio prudenziale. “La previsione si basa su ipotesi caute, se non addirittura pessimistiche, e penso che le stime possano essere ampiamente superate”, ha detto, ribadendo più di una volta che le previsioni “potranno migliorare significativamente”.

LA NOTA DI AGGIORNAMENTO

Nella nota di aggiornamento al Def il governo ha indicato una crescita pari all’1,5% nel 2019, all’1,6% nel 2020 e all’1,4% nel 2021. Il deficit/pil passerà dal 2,4% del prossimo anno al 2,1% nel 2020 e all’1,8% nel 2021. Invece il debito pubblico è indicato al 130,9% per quest’anno, al 130% nel 2019, al 128,1% nel 2020 e al 126,7% nel 2021.

L’INDEBITAMENTO

In particolare, il governo ha fissato per il 2019 l’obiettivo di indebitamento netto al 2,4% del pil, superiore di 6 decimi di punto al valore stimato per il 2018, “che consentirà la disattivazione dell’aumento dell’Iva per il 2019. Per gli anni 2020 e 2021, l’obiettivo del deficit/pil è pari al 2,1% e all’1,8%: all’interno di tali obiettivi troverà spazio la riduzione degli aumenti Iva previsti a legislazione vigente, rispettivamente per 5,5 miliardi e 4 miliardi”, ha aggiunto.

L’AUDIZIONE DI BANCA D’ITALIA

L’effetto delle misure inserite nel Def e previste nella prossima Manovra potrebbe essere modesto e graduale. È il timore del vice direttore generale dalla Banca d’Italia, Federico Signorini, intervenuto in audizione alla Camera nell’ambito della discussione sulla Nota di aggiornamento del Def. Una serie di interventi durante i quali si pone l’accento su quanto la riforma delle pensioni – che prevede la Quota 100 – debba esser maneggiata con cautela, per non sconvolgere gli equilibri di bilancio. Sul punto, via Nazionale è netta nel chiedere di non tornare indietro, mentre la Corte dei Conti si dice “preoccupata sul punto”.

LE PAROLE DI SIGNORINI

“L’aumento dei trasferimenti correnti” per reddito di cittadinanza e pensioni “così come gli sgravi fiscali, tendono ad avere effetti congiunturali modesti e graduali nel tempo; stimiamo che il moltiplicatore del reddito associato a questi interventi sia contenuto”, ha detto Signorini. Anche lo stop all’Iva dovrebbe avere “un effetto limitato”. Impatto che “potrebbe essere ancora inferiore o nullo se il mancato aumento dell’Iva fosse già stato incorporato nelle aspettative delle famiglie”

DOSSIER PENSIONI

Sulle pensioni, ha rimarcato il vicedirettore generale Palazzo Koch, “la Nota sottolinea giustamente che le riforme pensionistiche introdotte negli ultimi vent’anni hanno significativamente migliorato sia la sostenibilità sia l’equità intergenerazionale del sistema pensionistico italiano. E’ fondamentale non tornare indietro su questi due fronti”. Secondo Signorini, la sostenibilità del sistema è “un fondamentale elemento di forza delle finanze pubbliche italiane”.

CAPITOLO DEBITO PUBBLICO

Bankitalia si è soffermata anche sulle recenti ripercussioni sul mercato delle misure programmate dal governo. Il debito pubblico italiano “è detenuto per circa due terzi da istituzioni e soggetti italiani ma ciò non lo isola dalla logica del mercato che cerca il rendimento e fugge l’incertezza. Le oscillazioni del suo valore esercitano i propri effetti anche sui soggetti italiani, famiglie, imprese e istituzioni finanziarie che lo detengono”, ha rimarcato Signorini aggiungendo che “una crescita più sostenuta e una maggiore coesione sociale non sono in contrasto con la disciplina di bilancio”.

ECCO IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERVENTO DEL VICE DIRETTORE GENERALE DELLA BANCA D’ITALIA

ECCO IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERVENTO DEL MINISTRO GIOVANNI TRIA

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