Economia

Le linee guida Inail anti Sars-CoV-2 per i luoghi di lavoro

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lavoratori datori

Il post di Alessandro Servidori sul documento Inail anti Sars-CoV-2 per i luoghi di lavoro

Sono attese per mercoledì 13 (scaramantico!) e comunque entro il 15 le Linee guida per la salute e sicurezza delle lavoratrici e lavoratori per la riapertura delle attività e ci auguriamo che siano più concrete del documento divulgato in aprile, fitto di tabelle Ateco e di codice risalente al 2007, tabelle ormai definite all’unanimità abbastanza obsolete, poste le modifiche avvenute negli ultimi anni nei comparti e nelle mansioni di un mercato del lavoro in evoluzione e mai riclassificate.

Conveniamo che misure organizzative sono estremamente importanti per molti aspetti, anche quale contributo alla prevenzione primaria e quindi nell’ottica dell’eliminazione del rischio ed anche di lotta al virus sul lungo periodo. La progressiva riattivazione del ciclo produttivo non può prescindere da una analisi dell’organizzazione del lavoro atta a contenere il rischio attraverso rimodulazione degli spazi e postazioni di lavoro, dell’orario di lavoro e dell’articolazione in turni, e dei processi produttivi.

È necessario tenere in considerazione – come si legge in un documento Inail – le specificità dei processi produttivi e delle modalità di organizzazione del lavoro che nell’insieme possono contribuire alla caratterizzazione del rischio. Il rischio da contagio da Sars-CoV-2 in occasione di lavoro può essere classificato secondo tre variabili:

• Esposizione: la probabilità di venire in contatto con fonti di contagio nello svolgimento delle specifiche attività lavorative (es. settore sanitario, gestione dei rifiuti speciali, laboratori di ricerca, ecc.);

• Prossimità: le caratteristiche intrinseche di svolgimento del lavoro che non permettono un sufficiente distanziamento sociale (es. specifici compiti in catene di montaggio) per parte del tempo di lavoro o per la quasi totalità;

• Aggregazione: la tipologia di lavoro che prevede il contatto con altri soggetti oltre ai lavoratori dell’azienda (es. ristorazione, commercio al dettaglio, spettacolo, alberghiero, istruzione, ecc.).

Profili di rischio possono assumere una diversa entità ma allo stesso tempo modularità in considerazione delle aree in cui operano gli insediamenti produttivi, delle modalità di organizzazione del lavoro e delle specifiche misure preventive adottate. In una analisi di priorità della modulazione delle misure contenitive, va tenuto conto anche dell’impatto che la riattivazione di uno o più settori comporta nell’aumento di occasioni di aggregazioni sociali per la popolazione. È evidente, infatti, che nell’ambito della tipologia di lavoro che prevede contatti con soggetti “terzi”, ve ne sono alcuni che determinano necessariamente la riattivazione di mobilità di popolazione e in alcuni casi grandi aggregazioni.

La questione delle linee guida poi deve essere commisurata in coerenza con l’EU-OSHA che ha lanciato un’iniziativa volta ad affrontare le sfide in materia di salute e sicurezza sul lavoro legate all’attuale pandemia, offrendo una serie di orientamenti in materia di Covid-19 da applicare negli ambienti di lavoro. Le risorse studiate includono: Orientamenti dell’Ue per limitare la diffusione del virus e in materia di misure di prevenzione per rendere sano e sicuro il rientro sicuro al lavoro, informazioni su come ridurre al minimo l’esposizione agli agenti biologici, video di sensibilizzazione e una serie di link a materiali relativi a buone pratiche dalle organizzazioni dell’Ue e internazionali.

Queste linee guida non vincolanti mirano ad aiutare i datori di lavoro e i lavoratori a rimanere sani e salvi in ​​un ambiente di lavoro che è cambiato in modo significativo a causa della pandemia di Covid-19. Danno consigli su: valutazione del rischio e misure appropriate come minimizzare l’esposizione a Covid-19, riprendere il lavoro dopo un periodo di chiusura, far fronte a un alto tasso di assenza, gestire i lavoratori che lavorano da casa. E ancora: come coinvolgere i lavoratori, prendersi cura dei lavoratori che sono stati malati, pianificazione e apprendimento per il futuro, rimanere ben informati, informazioni per settori e professioni.

Le linee guida includono esempi di misure generali che, a seconda della particolare situazione lavorativa, possono aiutare i datori di lavoro a raggiungere un ambiente di lavoro sano e sicuro al momento di riprendere le attività. Questo documento fornisce collegamenti a informazioni pertinenti dall’UE-OSHA e include un elenco di risorse di vari fornitori che si rivolgono a settori e posti di lavoro diversi.

Le informazioni contenute in questa guida non coprono l’impostazione dell’assistenza sanitaria, per la quale sono disponibili consigli specifici (ad es. ECDCOMSCDC).

L’altro documento di riferimento deve essere i processi di valutazione e gestione del rischio disciplinati dal D. Lgs 81/08 e s.m.i., per cui vanno adottate misure di carattere generale e specifico commisurate al rischio di esposizione a Sars-CoV-2 negli ambienti di lavoro. Tutto ciò necessita di un forte supporto del sistema di prevenzione nazionale nell’offrire strumenti adeguati di informazione e formazione basati su evidenze scientifiche.

In premessa vanno mappate tutte le attività, prevedendo la norma, per tutti i lavoratori che condividono spazi comuni e va, altresì, favorita una comunicazione adeguata anche in relazione alla percezione del rischio e intraprese azioni che possano contrastare il fenomeno dello stigma sociale. La tutela dei lavoratori “fragili” anche con gli strumenti adeguati è un punto essenziale proprio per le peculiarità della malattia, ma tenendo conto della necessità di prevedere elementi di tutela che possano prevenire l’esclusione degli stessi dal mondo del lavoro — come si rischia di fare per le lavoratrici madri — o che comunque in mancanza delle istituzioni scolastiche e aggregative si vedono particolarmente stressate e a rischio di esclusione dal lavoro non solo per i figli a carico ma per la cura ancora più faticosa dei familiari non autosufficienti.

La sorveglianza sanitaria e tutela dei lavoratori fragili è affidata in considerazione del ruolo cardine del medico competente nella tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, in particolare attraverso la collaborazione alla valutazione dei rischi ed all’effettuazione della sorveglianza sanitaria, e non si può prescindere dal coinvolgimento dello stesso in un contesto del genere, al di là dell’ordinarietà.

Pertanto, il medico competente va a rivestire un ruolo centrale soprattutto per l’identificazione dei soggetti suscettibili e per il reinserimento lavorativo di soggetti con pregressa infezione da Sars-CoV-2.

Dunque le linee guida devono contenere: misure specifiche per la prevenzione dell’attivazione di focolai epidemici, misure igieniche e di sanificazione degli ambienti, utilizzo di mascherine e dispositivi di protezione individuali (DPI) per le vie respiratorie l’analisi di processo lavorativo nell’ottica del distanziamento sociale fra i lavoratori e di diversi orari di lavoro, il rischio di contagio connesso con la tipologia di attività specifica, il coinvolgimento di terzi nei processi lavorativi e il rischio di aggregazione sociale.

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