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La pandemia fa le scarpe pure a Geox

Geox

Crollano i ricavi di Geox, che nel 2020 registra un rosso di 128 milioni. Tutti i dettagli 

 

La pandemia contagia i conti di Geox.

Il gruppo, attivo nel settore moda-scarpe, ha visto i ricavi calare del 33,6% a 534,9 milioni di euro, a causa delle chiusure temporanee e della razionalizzazione distributiva attuata dal gruppo.

I RICAVI DI GEOX

I ricavi consolidati del 2020 si sono attestati a euro 534,9 milioni, in riduzione del 33,6% rispetto a quelli registrati nel 2019, nonostante le vendite online abbiano fatto registrare un più 41%. I ricavi del quarto trimestre sono scesi del 35,3%, anche a causa della richiesta del mercato di ritardare le spedizioni di Primavera-Estate 2021.

geox

Il mercato italiano rappresenta il 23,4% dei ricavi del gruppo Geox con un fatturato di 124,9 milioni.

IL ROSSO DI GEOX

Il gruppo, nell’anno della pandemia, registra una perdita di 128,2 milioni contro il rosso di 24,75 un anno fa.

GLI ALTRI NUMERI DEL GRUPPO

Il risultato operativo della gestione ordinaria, ovvero l’Ebit rettificato, è pari a -111 milioni, dai -3,1% del 2019. Si riducono i costi operativi, per circa 60 milioni, meno 15%.

“I risultati del 2020 sono stati profondamente segnati dalla pandemia da COVID-19 con una significativa riduzione della mobilità delle persone, un sostanziale azzeramento dei flussi turistici e con frequenti sospensioni, tutt’ora in corso, delle attività commerciali non essenziali. Nel corso del 2020 quasi un quarto della nostra rete distributiva ha subito interruzioni della propria operatività con picchi di chiusure temporanee nel secondo e nel quarto trimestre”, ha commentato la società.

UN 2021 CHE FA BEN SPERARE

Il 2021 sembra, però, esser partito con il piede giusto. “L’andamento delle vendite negli ultimi mesi, pur nella complessità derivante dalla pandemia, evidenzia dei trend che ci confortano sulla validità del percorso strategico intrapreso. Il canale online sta ulteriormente accelerando la propria crescita (+72% da inizio 2021)”, spiega l’azienda.

Bene anche le vendite nei mercati in cui non ci sono chiusure: in particolare le vendite comparabili sono positive in Russia, con un aumento da inizio anno del 18%, ed in Cina, con un aumento del 76%.

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