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La lezione di Guido Carli secondo Mario Draghi

Chi c’era e che cosa si è detto all’evento “Il mondo nuovo” organizzato dalla Fondazione Carli

 

Alcide De Gasperi che prende, con un po’ di naturale imbarazzo, dal Segretario di Stato Usa il primo assegno di 50 milioni di dollari, lo dà al nostro ambasciatore, il quale con naturalezza lo ripone nel suo portafoglio, e la frase di Guido Carli, in Usa in quel significativo viaggio italiano: “Siamo ambasciatori dell’Italia povera”.

È l’immagine che Gianni Letta, attraverso questo aneddoto, dà dell’Italia verso la ricostruzione del dopoguerra, “l’Italia in un mondo diviso tra capitalismo e comunismo, libertà e dittatura”.

Un Paese già rappresentato all’estero dalla figura di Carli, “centrale” ancora prima della sua traiettoria di grande italiano, da Bretton Woods al Trattato di Maastricht”.

Dallo spirito di coesione di quella ripartenza drammatica, “fino a sedere al tavolo del G7”, allo stesso spirito di coesione necessario ora, dice Letta, invocato dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, per ripartite oggi verso “il mondo nuovo”, dopo la pandemia.

È quel “Patto per l’Italia / la Ripartenza”, con al centro “soprattutto ambiente e sanità”, illustrato da Romana Liuzzo, nipote di Carli e presidente della omonima Fondazione (di cui Letta è presidente onorario) sottoscritto con “il meglio dell’imprenditoria e dell’ingegno italiano”.

È un documento di contributo al governo di Mario Draghi, a sostegno del Pnrr.

Nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della musica (pomeriggio di ieri), oltre alle autorità istituzionali, i ministri Roberto Cingolani, Renato Brunetta, Mara Carfagna, Maria Stella Gelmimi, parlamentari, ci sono proprio le espressioni più significative della “creatività” italiana, come anche le stiliste Lavinia Biagiotti, Nicoletta Spagnoli, Raffaella Curiel. Esponenti dell’elettronica, informatica, settore energetico, della comunicazione, sportivo, del mondo delle banche.

Gianni Letta interviene dopo il ministro della Transizione ecologica Cingolani, lo seguono, in un dibattito coordinato da Nicola Porro, esponenti significativi dell’Italia chiamata alla Ripartenza come Giovanni Malagò, presidente del Coni, e Urbano Cairo, presidente di Rcs.

Il tutto avviene sotto “la benedizione di Papa Francesco”, il cui significativo saluto alla conferenza della Fondazione Carli è letto dalla presidente Liuzzo.

È lo stesso premier Mario Draghi a portare in apertura il suo video saluto, con il ricordo dell’ex governatore della Banca d’Italia, ex ministro del Tesoro, senatore e tanti altri prestigiosi incarichi, “da Bretton Woods alla firma del Trattato di Maastricht”.

Per Draghi, Carli è ancora oggi “punto di riferimento per chi opera nelle istituzioni”, “con il suo europeismo, con il suo monito per una programmazione ordinata”, necessaria ora “per l’occasione storica del Pnrr, in cui dobbiamo programmare e collaborare tutti insieme, dalle istituzioni agli enti territoriali “.

Un invito quello di Draghi “al comandamento etico dell’ottimismo che non è velleità, come già gli indicatori economici dimostrano”, sottolinea Romana Liuzzo, nipote di Carli, custode con la Fondazione, insieme con Letta presidente onorario, della memoria del grande italiano.

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