(The Wall Street Journal, Spencer Jakab, 25 novembre 2025)
Mentre tutti guardavano le tech USA, in Giappone i rendimenti dei bond decennali hanno toccato i massimi da 17 anni e lo yen è crollato. Il nuovo premier Sanae Takaichi ha appena approvato uno stimolo da 135 miliardi di dollari con un debito pubblico mostruoso alle spalle. La BoJ sta togliendo lentamente il sostegno artificiale ai bond: inflazione e yen debole sono la conseguenza. Se i risparmiatori giapponesi (che detengono circa 1.000 miliardi di Treasury USA) riportano i soldi a casa, gli Stati Uniti potrebbero trovarsi di fronte a una crisi obbligazionaria.
1. Il Giappone di Takaichi ricorda pericolosamente la Gran Bretagna di Liz Truss tre anni fa:
«Se sembra la Gran Bretagna di Liz Truss tre anni fa non siete i soli a notarlo. Truss è rimasta in carica solo 44 giorni dopo che le sue proposte hanno scatenato una crisi che ha richiesto un intervento di salvataggio della Bank of England».
2. I rendimenti giapponesi decennali hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi 17 anni e lo yen continua a indebolirsi:
«I rendimenti benchmark dei bond giapponesi hanno toccato un massimo di 17 anni la settimana scorsa e lo yen è in calo. Nel mezzo della tensione, il governo ha approvato un pacchetto di stimolo da 135 miliardi di dollari».
3. Il Giappone è sempre stato il “Las Vegas” dei mercati finanziari globali: quello che succede lì di solito resta lì:
«Il Giappone è come Las Vegas per i mercati finanziari globali: quello che succede lì generalmente resta lì. Ha avuto la bolla azionaria e immobiliare più grande di sempre, un bear market record e tassi negativi per anni».
4. Questa volta però è diverso: i risparmiatori giapponesi detengono circa 1.000 miliardi di dollari in Treasury USA:
«Gli Stati Uniti dipendono dalla gentilezza degli stranieri per finanziare il loro enorme deficit di bilancio. Cosa succede quando rendimenti giapponesi più alti attirano indietro più risparmi dei cittadini giapponesi, circa 1.000 miliardi dei quali sono parcheggiati in debito Treasury?».
5. Il Giappone dimostra che la “dominazione fiscale” (la Fed che compra bond) non è una carta “esci gratis di prigione” per gli eccessi fiscali:
«La Bank of Japan per anni ha tenuto artificialmente bassi i costi di prestito del governo comprando bond direttamente. Ora sta rimuovendo quel sostegno, ma lo fa così cautamente che l’inflazione è salita e lo yen si è indebolito ancora di più».
(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)






