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Kkr, tutto sul fondo americano che punta a Tim

Gubitosi Fibercop

Nomi, numeri, portafoglio e obiettivi del fondo americano Kkr che ha presentato una manifestazione di interesse per rilevare Tim (gradita al vertice dell’ex Telecom Italia?)

 

(Aggiornamento: Tim, ecco come il fondo Kkr vuole scalzare Vivendi, che vuole azzoppare Gubitosi)

Più di 400 miliardi di dollari amministrati, una ‘squadra’ composta da quasi 1.700 impiegati e consulenti, e oltre 550 analisti capaci di pilotare e consigliare investimenti da una rete dislocata in 20 citta’ di 16 diverse nazioni di 4 continenti.

Sono i numeri di Kkr, il fondo statunitense il cui nome completo e’ Kohlberg Kravis Roberts & co. che ha presentato una manifestazione d’interesse per rilevare Tim, secondo le indiscrezioni di giorni fa del quotidiano Libero e oggi del Corriere della Sera.

IL FORCING DI VIVENDI ANTI GUBITOSI

Il tutto mentre su Tim è all’opera il primo azionista, il gruppo francese Vivendi, che vuole sostituire l’attuale amministratore delegato, Luigi Gubitosi (qui l’approfondimento di Startmag). Per questo, secondo alcuni osservatori, la mossa del fondo americano non sarebbe sgradita agli attuali vertici dell’ex Telecom Italia.

LE ORIGINI DEL FONDO KKR

Fondato nel 1976 a New York da Jerome Kohlberg Jr. e dai cugini Hwenry e George R. Roberts – come ricorda una scheda dell’Ansa – in questi anni Kkr ha effettuato investimenti in oltre 160 società che spaziano dai settori delle infrastrutture (uno dei più gettonati dal fondo) all’ energia, dal real estate al credito.

IL PORTAFOGLIO DEL FONDO KKR

Nel suo portafoglio figurano investimenti in società del calibro di Alliance Boots, Del Monte, Kodak, Prosiebensat1 e Axel Springer, il gruppo media tedesco di cui poi e’ diventato il maggiore azionista staccando un assegno di 3,2 miliardi di dollari per una quota del 43,54% del capitale.

LA STORIA DEL FONDO

Nel 2007, invece, Kkr fu artefice dell’acquisizione di Txu, un’operazione che risulto’ fino a quel momento il più grande buyout della storia. Dal luglio del 2010 è quotato alla Borsa di New York.

L’ENTRATA DI KKR IN FIBERCOP-TIM

In portafoglio il fondo Kkr ha inoltre società di software, provider di Reti in fibra, aziende di It, a sottolineare il focus per il settore digitale e delle tlc. FiberCop è l’investimento più importante in Italia: 1,8 miliardi di euro per il 37,5% della società di cui Tim ha mantenuto il 58%, che si è aggiunto alla Cmc Machinery di Città di Castello, l’altro investimento italiano del fondo.

GLI UOMINI DEL FONDO KKR IN ITALIA

Sull’Italia, Kkr muove da Londra. Lo ha fatto per l’operazione FiberCop, gestita da Alberto Signori, managing director di Kkr responsabile del business infrastrutture per Europa, Medio Oriente e Africa.

LE MOSSE ITALIANE DEL FONDO KKR

“Un anno fa il fondo Usa – ha ricordato oggi il Corriere della Sera – ha rilevato il 37,5% della società a cui Tim ha conferito l’ultimo miglio della rete, con l’obiettivo di procedere alla sostituzione del rame con la fibra ottica, e da allora ha continuato a dialogare con il gruppo telefonico. Le scorse settimane qualcuno ha parlato di un interesse a salire in FiberCop. Il dossier in realtà era più corposo e riguardava il perimetro ben più ampio di Tim, tanto che in questo caso non sarebbe stata la divisione infrastrutture a imbastire l’operazione, ma un team trasversale di superesperti guidato dal tedesco Johannes Hutz, numero uno di Kkr in Europa”.

(Aggiornamento: Tim, ecco come il fondo Kkr vuole scalzare Vivendi, che vuole azzoppare Gubitosi)

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