Un balzo del 15% in Borsa che non si vedeva dal 2020 e segnali di tenuta per il marchio ammiraglio Gucci: Kering chiude l’ultimo trimestre dell’anno superando le caute previsioni degli analisti e scommette sulla “cura” dell’amministratore delegato Luca de Meo per uscire dalla crisi. Nonostante un esercizio segnato da ricavi in flessione e un mercato globale del lusso ancora debole, il nuovo corso impresso dal Ceo – arrivato a settembre da Renault – punta a trasformare il gruppo in un’organizzazione “più snella e veloce”, poggiando su una rigorosa disciplina finanziaria e sul rilancio dei margini.
EFFETTO DE MEO
Il gruppo Kering ha concluso l’esercizio 2025 con un fatturato di 14,6 miliardi di euro, segnando una flessione annua del 13% ma mostrando segnali di stabilizzazione nel quarto trimestre che hanno superato le aspettative del mercato, scrive il Financial Times. La pubblicazione dei risultati ha innescato un rialzo del titolo alla Borsa di Parigi superiore al 15%, riflettendo la fiducia degli investitori nella ristrutturazione avviata da De Meo, nonostante una perdita netta di 29 milioni di euro dovuta principalmente ai costi di riorganizzazione.
ANDAMENTO DEI RICAVI E REAZIONE DEL MERCATO
Le vendite del gruppo nel quarto trimestre, precisa il Ft, si sono attestate a 3,91 miliardi di euro, con un calo del 3% su base comparabile che è risultato meno grave rispetto al -5% previsto dal consenso degli analisti.
Questa performance ha spinto le azioni Kering verso il maggior rialzo giornaliero degli ultimi diciassette anni, influenzando positivamente l’intero settore europeo dei beni di lusso. Il miglioramento dei ricavi è stato trainato da una ripresa in quasi tutte le regioni geografiche verso la fine dell’anno, ad eccezione di contesti che risentono ancora di incertezze macroeconomiche e potenziali dazi doganali.
PICCOLI SEGNALI DI RIPRESA IN GUCCI
Gucci, che genera il 41% delle entrate totali del gruppo, ha chiuso l’anno con ricavi per 5,99 miliardi di euro, in calo del 22% rispetto all’esercizio precedente, osserva Milano Finanza. Tuttavia, nel quarto trimestre la contrazione delle vendite del marchio ammiraglio è stata del 10%, un dato migliore rispetto alla flessione del 12% stimata dagli analisti di Visible Alpha.
Parallelamente, Yves Saint Laurent ha registrato vendite annue per 2,64 miliardi di euro con una stabilizzazione nell’ultima parte dell’anno, mentre Bottega Veneta ha raggiunto nel quarto trimestre il livello di vendite più alto della sua storia, chiudendo l’esercizio a 1,7 miliardi di euro. Il segmento Kering Eyewear ha mostrato una controtendenza positiva con una crescita dell’1%, generando ricavi per 1,6 miliardi di euro nel 2025.
UTILI, DEBITO E SEGMENTO BEAUTY
L’utile operativo ricorrente di gruppo, scrive Reuters, è diminuito del 33% a 1,63 miliardi di euro, con un margine operativo che si è ridotto all’11% dall’iniziale 14,5%. Per quanto riguarda Gucci, precisa Bloomberg, il reddito operativo è sceso del 40% a 966 milioni di euro, superando comunque le stime medie degli analisti ferme a 911 milioni.
Il debito netto è stato ridotto a 8 miliardi di euro rispetto ai 10,5 miliardi di fine 2024, grazie anche alla cessione del business beauty a L’Oréal per 4 miliardi di euro. In considerazione dei risultati, il management ha proposto un dividendo complessivo di 4 euro per azione, che include una cedola straordinaria di 1 euro legata alla vendita delle attività nel settore bellezza. Nel corso della presentazione dei risultati, De Meo ha tuttavia dichiarato che il gruppo potrebbe valutare il riacquisto anticipato della licenza per i prodotti beauty di Gucci, attualmente detenuta da Coty, prima della scadenza del contratto fissata al 2028.
STRATEGIA DE MEO E COMMENTI DEGLI ANALISTI
Il Ceo di Kering ha delineato un percorso di efficienza dichiarando che “la performance del 2025 nel suo complesso non riflette il vero potenziale del gruppo” e promettendo una struttura “più snella e veloce” per il 2026.
Gli analisti di Deutsche Bank hanno osservato che “Kering è solo all’inizio di una svolta pluriennale”, definendo lo slancio attuale come “reale: iniziale, fragile, ma reale”. Piral Dadhania di RBC ha sottolineato che i risultati “confermano ulteriori, seppur modesti, miglioramenti”, mentre Thomas Chauvet di Citi ha ricordato che “l’esecuzione dei turnaround nel lusso è diventata più complessa, lunga e costosa”.
Il piano strategico completo è atteso il 16 aprile durante il Capital markets day.



