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Isytech e non solo, tutti i piani esteri di Intesa Sanpaolo

Che cosa ha detto l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, presentando il nuovo piano industriale triennale del gruppo bancario

“Oggigiorno nessuno ha in Europa la nostra tecnologia”. Non poteva essere più chiaro l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, incontrando la stampa a margine della presentazione del piano industriale triennale dell’istituto. E sarà proprio la tecnologia a fare da trampolino di lancio nel resto d’Europa con Isytech, la piattaforma digitale cloud-native utilizzata in Isybank, “sarà estesa a tutto il gruppo, con un risparmio di costi significativo”, ha spiegato Messina, con “la trasformazione tecnologica che consente il ricambio generazionale e una maggiore efficienza” per circa 570 milioni di euro di risparmi a regime. “La vera avanguardia del piano sarà il lancio di Isywealth Europe” che fa leva “sui nostri punti di forza, in particolare sul digitale e sui consulenti finanziari – ha aggiunto – Si tratta di un progetto davvero importante per noi”. “Il piano di impresa include circa 200 milioni di euro di investimenti e nessun ricavo – ha sottolineato il Ceo – È una opportunità per il gruppo nel medio termine”.

LO SVILUPPO DI HUB NELLE FILIALI EUROPEE

Il progetto di maggior presidio in altri Paesi europei prevede lo sviluppo di hub integrati dove Intesa Sanpaolo è presente con le sue filiali (Francia, Germania, Spagna) per servire diversi segmenti di clientela, facendo leva sulle sinergie di gruppo attraverso un mix di canali innovativi e tradizionali. “Trasformeremo le nostre branche, che sono dedicate oggi esclusivamente ai servizi corporate, a branch che possono operare nel retail e private, per arrivare a una offerta digitale e olistica”.

Nel 2026-2027 ci sarà “il set-up e test di mercato dell’offerta di prodotto, anche facendo leva su relazioni e sviluppando sinergie con clienti esistenti, lo sviluppo progressivo delle reti di consulenti finanziari/Private Banker attraverso assunzioni o possibili selezionate acquisizioni e l’estensione di partnership strategiche esistenti in ambito Wealth Management con leader globali come BlackRock”. Nel 2027 e oltre ci sarà “il lancio di un range completo di prodotti (bancari, WM, assicurazione non-motor) facendo perno sulla nostra offerta digitale e sulle nostre fabbriche prodotto, il potenziamento delle reti di Consulenti finanziari/Private Banker, e il lancio di nuove partnership strategiche su tutta la gamma di prodotti”.

NESSUNA PREOCCUPAZIONE DALLE MOSSE DELLE RIVALI

“In Italia siamo il leader indiscusso e qualsiasi combinazione tra altre banche non cambierà la nostra leadership, viste le nostre forti relazioni con i clienti e le fabbriche prodotto” ha spiegato Messina: “Non vediamo alcun problema da combinazioni di MPS, sia con Banca Generali che tramite accordi con Generali”. Per Messina “il rischio che c’è oggi è di una sopravvalutazione della presenza di Generali in Italia nell’asset management” dato che “la sua dimensione è comparabile a quella di Banco BPM”.

Restando in Italia, incalzato dalla stampa in merito della delicata questione del golden power che proprio in ambito bancario ha acceso un faro europeo sulla gestione di tale potere da parte dell’attuale governo, Messina ha lasciato intendere di essere perfettamente allineato con l’esecutivo: “La gestione del risparmio è certamente una questione di sicurezza nazionale tanto più se non sei leader nell’energia, nella difesa e non hai terre rare occorre almeno esserlo nel risparmio”.

MESSINA: A DISPOSIZIONE PER IL SESTO MANDATO

Il chief executive officer, forte dei risultati portati agli azionisti, con 2025 durante il quale Intesa Sanpaolo ha registrato “il risultato netto migliore di sempre, con livello record per commissioni e attività assicurativa”, ha anche confermato l’intenzione di volersi ricandidare per il sesto mandato alla scadenza naturale dell’attuale nel 2028 così da portare a compimento l’attuale piano che ha un orizzonte più ampio, al 2029.

“La mia visione è che ora è il giusto momento per accelerare fuori dall’Italia e oggi consideriamo la divisione internazionale come pienatamene integrata nel gruppo – ha spiegato Messina – Fino al piano precedente non erano davvero parte di Intesa, ma un’entità separata, mentre ora c’è piena integrazione grazie anche al digitale e all’approccio sul wealth management, e ci stanno portando trend postivi sulle commissioni”.

LA STRATEGIA PER L’ESTERO SULLO STILE FIDEURAM

“All’estero vogliamo reclutare consulenti finanziari sullo stile Fideuram e abbiamo un piano significativo prevedendo di reclutare oltre 1000 persone – ha sottolineato – Avremo una Intesa Sanpaolo con una offerta completa in tutti i Paesi in cui operiamo”, ha spiegato l’Ad.

“Non credo che nell’Eurozona si debba per forza fare un’acquisizione di una banca per entrare in un nuovo mercato, specialmente se come noi hai una branch, che comunque dobbiamo espandere dal corporate al retail e private, e ci aiuta avere un sistema operativo come isytech che è avanzato e basato sul cloud – ha aggiunto il Ceo. Vogliamo creare un’azienda all’avanguardia nel wealth management, recluteremo un numero significativo di persone, abbiamo un progetto chiaro come abbiamo già fatto in passato su altri fronti rispettando sempre le promesse”.

“Il focus del piano anche per la crescita all’estero è sulla crescita organica, facendo leva sui nostri punti di forza come la tecnologia, ma non possiamo escludere acquisiti di reti di consulenti finanziari durante il periodo del piano – ha detto rispondendo ad altre domande sul tema – Ma sarà tutto più chiaro nel 2027, ha chiosato”. “In Francia, Spagna e Germania non siamo player marginali nel mondo corporate, se guardiamo al valore delle operazioni che facciamo, e con l’espansione a retail e private saremo considerati player come altri – ha spiegato – Vogliamo trovare persone che vogliono lasciare le loro organizzazioni e unirsi a noi, ma se non sarà possibile tramite il reclutamento allora considereremo delle acquisizioni di reti”.

LE TRUMPATE CHE ARRIVANO DAGLI USA NON FANNO POI TROPPA PAURA

Quanto alla fase storica squassata dalle turbolenze trumpiane Messina ha ostentato sicurezza: “Siamo indubbiamente in una fase dinamica: dati, tassi, dichiarazioni di soggetti con ruoli di responsabilità talvolta sopra le righe, ma non è una novità che si usi il cambio quale leva in ottica competitiva. Non conosco di persona Kevin Warsh, il nuovo presidente della Federal Reserve, ma da ciò che leggo è una persona molto competente e capace. Indubbiamente si è creata volatilità, ma a conti fatti mondo continua a crescere, l’Europa continua e gli Usa pure”, ha tagliato corto.

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