Economia

Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi. Ecco gli stipendi di Messina, Mustier, Morelli, Massiah e non solo

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Numeri, confronti e analisi di un report curato dall’ufficio studi della First-Cisl sulle remunerazioni dei top manager delle principali banche italiane
“Almeno un terzo dei salari manageriali andrà vincolato all’effettivo conseguimento di obiettivi, verificabili, di natura sociale quali, ad esempio, la crescita dell’occupazione, la stabilità di valore dei prodotti finanziari emessi, la qualità del credito erogato e l’offerta di educazione finanziaria alla clientela”. E’ quello che chiede il segretario generale di First Cisl, Giulio Romani, al Parlamento da poco insediato.

LE POLITICHE DI REMUNERAZIONE

Non solo, Romani auspica che “le politiche di remunerazione dei top manager andranno verificate da commissioni paritetiche tra aziende e rappresentanze dei lavoratori e l’assemblea dei soci dovrà esprimersi in merito”. Sono regole – dice il segretario della First-Cisl – che mirano ad escludere azzardi nella gestione manageriale e per questo crediamo che la loro eventuale violazione diventi un vero e proprio fattore di rischio operativo e comporti dunque uno specifico accantonamento a riserva e l’inibizione dall’emissione di obbligazioni subordinate”.

IL COMMENTO ALLO STUDIO

L’ufficio studi del sindacato dei bancari della Cisl ha anche elaborato dati sulle remunerazioni del top management bancario che emergono dai bilanci in corso di approvazione: “Considerate le varie voci di remunerazione e il fair value delle azioni ricevute come incentivo -spiega il responsabile dell’Ufficio Studi di First Cisl, Riccardo Colombani – il ceo di Intesa, Carlo Messina, ha incassato quasi 5,5 milioni di euro, che equivalgono allo stipendio medio annuo di 122 dipendenti del gruppo: sono 15 mila euro al giorno, inclusi i festivi. L’ad di UniCredit, Jean Pierre Mustier, è a meno della metà: 6.200 euro al giorno, inclusa la parte azionaria, per un totale di 2,3 milioni, corrispondenti a 53 salari medi del gruppo”.

I DETTAGLI E I NUMERI

“Restando nel perimetro delle big 5 italiane – aggiunge il responsabile dell’ufficio studi – gli ad del Banco Bpm, Giuseppe Castagna, e di Ubi, Victor Massiah, hanno incassato rispettivamente 1,8 e 1,6 milioni di euro, mentre l’ad del Monte dei Paschi, Marco Morelli, ha ricevuto 1,1 milioni, come lo stipendio di 22 dipendenti, il doppio rispetto al moltiplicatore di 10 retribuzioni imposto dalla Commissione europea a luglio in sede di approvazione della ricapitalizzazione prudenziale della banca. Senza averne obbligo, è invece allineato al livello di 10 volte lo stipendio medio dei dipendenti il presidente del Banco Bpm, Carlo Fratta Pasini, che ha incassato 560 mila euro”.

 

 

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