Economia

Intesa Sanpaolo e Unicredit, come vanno i conti di Cariplo, Crt e Compagnia San Paolo

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Ecco risultati d’esercizio ed erogazioni delle principali fondazioni bancarie azioniste di Intesa Sanpaolo e Unicredit

Anno con risultato d’esercizio in calo, il 2018, per le Fondazioni bancarie che però non si tirano indietro e anzi aumentano le erogazioni a favore del territorio. Stesso discorso si può fare per le tre che sono pure azioniste di Intesa Sanpaolo e Unicredit ovvero Compagnia di San Paolo (che ha il 6,79% di Intesa), Cariplo (che ha il 4,38% di Intesa) e Crt (azionista di Unicredit). I dati aggregati delle 86 fondazioni saranno resi noti dall’Acri il 16 luglio ma si conoscono già le evidenze contabili di Cariplo, Crt, Compagnia San Paolo, Caripadova, Carifirenze, Cariverona e Roma che pesano per oltre metà dei 40 miliardi di patrimonio dell’Acri. Ne emerge appunto che l’avanzo, ossia il risultato d’esercizio, è sceso a un terzo rispetto ai 996 milioni del 2017 ma allo stesso tempo che le donazioni sono cresciute del 7,2% a 628 milioni.

FONDAZIONE CARIPLO

A pesare sulla performance non eccezionale di Cariplo, che a maggio ha visto l’avvicendamento di Giovanni Fosti dopo 22 anni di guida da parte dell’ex numero uno dell’Acri Giuseppe Guzzetti, ci sono stati – secondo Repubblica – i ribassi di mercato che hanno deprezzato il fondo Quaestio Alternative Fund One, principale strumento dell’ente. Per Cariplo dunque l’avanzo è crollato dai 403 milioni del 2017 ai -115 del 2018, il patrimonio netto a valore di mercato da 7.240 a 6.657 milioni e il patrimonio netto contabile da 6.956,2 a 6.841,4 milioni. Il rapporto tra erogazioni e patrimonio netto è passato dal 2,3% al 2,8%.

Grazie però alle cedole di Intesa e all’uso massiccio del Fondo stabilizzazione erogazioni (Fse) – calato da 225 a 82,4 milioni – le erogazioni sono aumentate da 169,4 a 183,7 milioni. Ora però – segnala l’inserto economico Affari & Finanza del quotidiano diretto da Carlo Verdelli – nel Fondo restano solo sei mesi di erogazioni, appunto 82,4 milioni, ma il recente rimbalzo dei listini e i 40,6 milioni di imposte anticipate derivanti dal risultato negativo del 2018 lasciano presagire che presto arriveranno risorse fresche per il Fse.

FONDAZIONE CRT

A differenza di Cariplo, le cose sono andate piuttosto bene per Caritorino, terza per patrimonio contabile tra tutte le Fondazioni. L’ente presieduto da Giovanni Quaglia, ex consigliere d’amministrazione di Unicredit, l’anno scorso ha messo a segno un avanzo di 92 milioni a fronte degli 85,5 del 2017. Segno più per il Fondo stabilizzazione erogazioni, da 172,8 a 174,3 milioni, e per le erogazioni da 64,4 a 72 milioni. Calo per il patrimonio netto a valore di mercato, che è passato dai 2.394,1 milioni del 2017 ai 1859,1 milioni del 2018, mentre risultano in crescita sia il patrimonio netto contabile – da 2.192 a 2.224,2 milioni – sia il rapporto tra erogazioni e patrimonio netto, dal 2,7% al 3,9%.

Nota Repubblica che in realtà nella fondazione torinese sembra Atlantia – che ne detiene il 5%, pari a 31% del patrimonio corrente – la vera “conferitaria”; ricorda poi che lo scorso anno Crt ha ceduto bond Cashes di Unicredit realizzando plusvalenze di 43,7 milioni compensate da una pari svalutazione su azioni dell’istituto guidato da Jean Pierre Mustier.

FONDAZIONE COMPAGNIA DI SAN PAOLO

Non ai livelli di Crt ma Compagnia di San Paolo, primo socio di Intesa, non può lamentarsi del suo 2018. L’ente guidato dall’ex ministro Francesco Profumo si è portato a casa un avanzo di 253,9 milioni, in aumento dai 253,1 milioni del 2017, un fondo stabilizzazione erogazioni che da 340 milioni è salito a 350 milioni ed erogazioni per 158,1 milioni a fronte di quelle per 157,7 milioni dell’anno precedente. Segno meno per il patrimonio netto a valore di mercato, da 6.814 a 6.060,8 milioni, e segno più invece per il patrimonio netto contabile, da 6.014 a 6.064,8 milioni. Anche in questo caso, cresce il rapporto tra erogazioni e patrimonio netto, dal 2,3% al 2,6%.

Repubblica segnala come Compagnia di San Paolo abbia attenuato i danni sulle gestioni, che pesano per metà del patrimonio contabile, e tramite Fondaco Sgr abbia contenuto le perdite al 2,9%. Ricorda poi che sulle azioni di Intesa rimane rimane una minusvalenza virtuale di 393 milioni per la cui riduzione il Tesoro ha dato più tempo alla Compagnia.

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