Economia

Intesa Sanpaolo, Mps, Carige, Ubi, Banco Bpm, Bper e non solo. Quanto soffrono per le sofferenze?

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Tutti gli ultimi dati aggiornati sui crediti deteriorati indicati nei bilanci delle 10 principali banche come Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Carige, Ubi, Banco Bpm, Bper e non solo. L’analisi di Roberto Telatin, responsabile del centro studi Uilca “Orietta Guerra”.

I crediti deteriorati netti si sono ridotti nei primi tre mesi del 2019 de 2,53% (-1.493 mln di euro) rispetto al 31 dicembre 2018 e rappresentano il 4,5% dei crediti netti.

Il livello di coverage medio rilevato nella ricerca è del 54,1 % e il sistema ha ormai raggiunto i target richiesti dalla Banca Centrale Europea.

DOSSIER NPL PER INTESA SANPAOLO, UNICREDIT, MPS, BANCO BPM, UBI BANCA, BPER E NON SOLO

Vi è dunque la necessità per il futuro di avere un quadro normativo comunitario sugli NPL che consideri le varie differenze legislative presenti fra gli Stati membri dell’Unione monetaria, pur perseguendo la stabilità del sistema finanziario europeo, perché il vero freno alla crescita degli NPL non è non concedere crediti ma avere un sistema giudiziario efficiente e veloce, cosa oggi non presente in Italia.

COME VANNO LE SOFFERENZE IN INTESA SANPAOLO, UNICREDIT, MPS, BANCO BPM, UBI BANCA, BPER E NON SOLO

Non possiamo non osservare come ormai gli NPL netti siano composti per la maggior parte, 56,9% da crediti UTP, mentre le sofferenze sono il 40,5% e i past due il 2,7%. L’importanza degli UTP è stata sovente trascurata, perché ci si concentrava solamente verso i crediti a sofferenza: crediti che appartenevano ad aziende che non sarebbero mai ritornate sul mercato o di soggetti che comunque difficilmente avrebbero saldato il loro debito.

LE QUESTIONI APERTE

Gli UTP invece manifestano sovente difficoltà finanziarie temporanee dei creditori per cui se la gestione di questo credito è slegata dal soggetto erogatore si rischia di compromettere la possibilità di ritorno in bonis.

GLI OBIETTIVI

Infatti, gli investitori che acquistano pacchetti di questi crediti, hanno come unico scopo raggiungere il tasso di redditività prefissato e non favorire il risanamento delle imprese, che permette di non perdere occupazione, aumentare la produttività dell’economia favorendo la concorrenza.

GLI AUSPICI DI UILCA

Come Uilca affermiamo da tempo che la cessione degli NPL rischia di mettere in ginocchio le piccole medie imprese, la fascia più presente nel mercato
italiano, dalle quali le banche si erano allontanate per operare con le grandi imprese. Non si può pensare di applicare lo smaltimento rapido dei crediti deteriorati senza un ‘attenta e precisa visione complessiva del problema.

 

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