Economia

Intesa Sanpaolo, Leonardo-Finmeccanica, Ubi, Ferrari. Ecco le pagelle di Mediobanca in vista delle trimestrali

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L’articolo di Paola Valentini per Mf/Milano finanza

In vista della stagione dei conti del secondo trimestre, che questa settimana entra nel vivo, Mediobanca Securities ha aggiornato il suo portafoglio azionario per il mese di agosto.

Abbiamo di fronte una decina di giorni in cui terranno banco le trimestrali delle società di Piazza Affari, premette Mediobanca che in quest’ottica si mantiene prudente verso le azioni “che vanno troppo bene in attesa dei conti e che sono esposte al rischio di prese di beneficio dopo la pubblicazione dei bilanci”.

Secondo Mediobanca questo è il caso di Campari su cui il broker va short, “sebbene sia nei primi 30 titoli nel nostro modello proprietario, Campari sostituisce Unieuro che sembra vicino al punto di minimo. Sul fronte delle posizioni lunghe (in acquisto), Mediobanca ha tolto Enel “dopo alcuni modesti movimenti dei prezzi post risultati registrati finora da alcuni concorrenti europei”, e al suo posto ha inserito “Buzzi Unicem sulla quale le attese sembrano piuttosto basse”. Ma ecco in dettaglio le posizioni al rialzo (long) e quelle al ribasso (short) elaborate dagli analisti di Mediobanca Securities.

Portafoglio long

Ubi (neutral e target price a 4,3 euro). Ubi tratta sulla base di un Te di 0,5 volte con un Rote 2019 dell’8,5%, pari a 6,3 volte il p/e. La posizione patrimoniale è abbastanza solida per gestire gli npl: l’ad ha recentemente detti che la banca sta per chiudere la garanzia gacs, il che potrebbe essere un elemento catalizzatore per il titolo.

Buzzi Unicem (outperform e target price a 24,2 euro). Mediobanca non aspetta numeri particolarmente brillanti, ma una conferma delle indicazioni sull’ebitda dell’anno dovrebbe produrre una certa rivalutazione dell’azione. Vale la pena notare che la società ipotizza un cambio euro-dollaro a 1,24, in tal modo dovrebbe avere spazio per compensare l’inflazione negli Usa. Il messaggio sui volumi è stato costruttivo, sia da parte del gruppo sia da parte dei concorrenti. Buzzi scambia sulla base di un rapporto ev/ebitda di 5 volte, e 11,6 volte il p/e 2019, dopo un calo del 18% dell’utile per azione da parte degli analisti sell side.

Leonardo (outperform e target price a 13,5 euro). Finalmente vediamo un buon momentum per il titolo, grazie alle notizie positive sulle nuove commesse negli elicotteri e nei veicoli militari. A 4,4 volte l’ev/ebitda e 7,4 volte il p/e 2019, il valore è ancora immutato e dal nostro recente incontro con la società, la sensazione è che il ceo Profumo sia abbastanza fiducioso sulle previsioni fornite. Per noi difficilmente ci sarà un ribasso.

Ferrari (neutral e target price a 116 euro). Dopo la recente performance poco brillante, restiamo lunghi su questa azione di alta qualità e difensiva che dovrebbe passare indenne attraverso la guerra tra Usa ed Europa. Nonostante il cambio al vertice, sembra confermato il capital market day di settembre, e qualche rumors a proposito potrebbe iniziare a fine agosto. Ferrari tratta a 29 volte il p/e e 15,7 volte l’ev/ebitda 2019.

Portafoglio short

Campari (neutral e target price a 6,5 euro). Campari scambia a 36 volte il p/e e a 22,3 volte l’ev/ebitda 2018. L’azione ha avuto un andamento spettacolare, non sostenuta da rialzi dell’utile per azione, di qui l’espansione dei multipli. Gli scambi sul titolo sembrano troppo affollati e temiamo che l’attenzione svanirà a meno che non pubblicheranno conti ben oltre le attese, il che non sembra verosimile guardando i numeri dei concorrenti.

Erg (neutral e target price a 16,2 euro). La valutazione (29,4 volte il p/e e 8,8 volte l’ev/ebitda 2018) suggerisce che il mercato ha scontato la maggior parte della trasformazione del business model. I dettagli sul repowering in Italia potrebbero arrivare più tardi del previsto e la lettura dei dati dei concorrenti è negativa.

Intesa Sanpaolo (neutral e target price a 3,1 euro). Ci giochiamo Intesa Sanpaolo come posizione ribassista per coprire quella lunga su Ubi, soprattutto sul fronte della valutazione. Il titolo scambia a 0,8 volte il Te per un Rote del 9,8% nel 2019 e il p/e di 8,5 volte è ancora a premio rispetto a molti competitor Ue. Vediamo anche una mancanza di elementi catalizzatori dal momento che il bilancio del trimestre difficilmente porterà qualche notizia positiva per il titolo.

De’ Longhi (neutral e target price a 26,4 euro). Il titolo è a 9,1 volte l’ev/ebitda e 16,9 volte il p/e. L’esposizione al mercato dei consumi Usa non aiuta come anche l’andamento del dollaro sulla struttura dei costi-ricavi. La diffusione delle macchine da caffé negli Usa sarà un tema del 2019. Ricordiamo che il lock up sull’accelerated book building di novembre è scaduto il 14 maggio e l’azione è abbastanza vicina ai livelli ai quali è stato fatto l’ultimo collocamento.

 

Articolo pubblicato su Mf/Milano finanza

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