Economia

Inps, chi ha fatto davvero flop sul sito?

di

Tridico

Sito Inps in tilt. Che cosa è successo. Le tesi del presidente Tridico. E il ruolo delle grandi aziende che forniscono i servizi tecnologici secondo Loy (Civ Inps)

«Abbiamo avuto nei giorni scorsi e anche stamattina (ieri, ndr) violenti attacchi hacker». E’ quello che ha detto il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, dopo che il sito dell’Istituto di prevìdenza è andato in tilt ieri.

Per questo gli investigatori Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche), articolazione della Polizia Postale al comando del vice questore Ivano Gabrielli, stanno vagliando i presunti tentativi di accesso al rete dell’Istituto, alle prese con la ricezione delle domande di accesso al bonus.

La valutazione riguarderà i server Inps e la ricostruzione, a ritroso, di tutti gli indirizzi Ip che negli ultimi giorni hanno tentato di accedere al portale.

I NUMERI

Ha scritto il Sole 24 Ore: “Che la giornata sarebbe stata difficile lo si era previsto, perché la platea dei beneficiari dell’indennità è di quasi 5 milioni di persone. A cui si sommano gli accessi per le altre misure straordinarie messe in campo dal governo: congedi parentali, permessi per disabili, bonus baby sitter (la cui procedura è stata attivata ieri senza comunicazione specifica) oltre alla normale attività. Nelle ore in cui il sito è rimasto operativo sono state presentate oltre 400mila domande per l’indennità da 600 euro di cui, stando alle dichiarazioni di Pasquale Tridico, presidente dell’istituto, 300mila tra l’una di notte e le 8.30. A queste si aggiungono 7.554 domande per il voucher baby sitting, di cui 6.043 da lavoratori del settore privato”.

IL COMMENTO DI RAPETTO

“E’ la plateale ed inconfutabile dimostrazione che quel sistema informatico non era all’altezza della missione che era destinato ad assolvere”, è stato il commento del generale Umberto Rapetto, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche.

I FORNITORI ESTERNI

C’è chi sposta l’attenzione sulle grandi aziende fornitrici dell’istituto previdenziale. Il sito dell’Inps “è in gestione diretta però con un forte supporto di fornitori esterni, cioè grandi aziende che supportano l’attività informatica dell’istituto. Tra i 400 e i 430 milioni l’anno l’importo del costo generale dell’infrastruttura informatica”, ha detto il presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps, Guglielmo Loy, ospite di 24 Mattino su Radio 24.

CHE COSA HA SCRITTO IL SOLE

Ha aggiunto il Sole: “La macchina informatica dell’Inps negli ultimi anni ha esternalizzato molte delle sue funzioni a soggetti privati. Ora l’obiettivo dichiarato dalla gestione avviata da Pasquale Tridico con la riorganizzazione dei mesi scorsi è quella di riportare in Istituto molte di quelle attività, sia quelle informatiche sia i servizi informativi, come per esempio i call center, 3.500 addetti che da fine 2021 dovrebbero passare a una società in-house Inps. Ma si tratta di una prospettiva molto lunga, che solo quando l’emergenza Covid-19 sarà chiusa si potrà tentate di percorrere. Per il momento si deve fare i conti con le risorse disponibili, che hanno reso possibile proprio in questi giorni l’assunzione di 125 ingegneri ingegneri informatici e tre dirigenti”.

LA STRUTTURA INFORMATICA DELL’INPS

L’attività informatica dell’Inps è sostenuta da 658 dipendenti diretti (sui 28.700 attualmente in organico) e conta su un budget di 424 milioni quest’anno (292 di spesa corrente il resto per investimenti), circa il 20% delle spese per il personale, il 10% di quelle complessive di funzionamento, si legge sul Sole. «Con la legge di Bilancio abbiamo perso 250 milioni che ci avrebbero aiutato anche per gli acquisiti di beni e servizi legati all’informatica – ha ricordato ieri al Sole24Ore la direttrice generale, Gabriella Di Michele –. Speriamo di poter recuperare qelle risorse con la conversione in legge del Dl Cura Italia, sarebbero strategiche».

CHE COSA HA DETTO IL DG DELL’INPS

L’accredito dei bonus da 600 euro? Velocizzeremo al massimo l’iter. Non aspetteremo di ricevere tutte le domande prima di procedere alla liquidazione, ma partiremo prima. Con i tempi di bancabilità penso serviranno una quindicina di giorni”, ha affermato la direttrice generale dell’Inps, Gabriella Di Michele, oggi in un’intervista al Corriere della Sera. In merito al tilt del sito dell’Inps, “c’erano problemi, è vero. Le domande per l’indennizzo da 600 euro viaggiavano a rilento, ma prima dell’attacco hacker, che è partito verso le 11 di mattina, ne avevamo raccolte già circa 350mila. Poi siamo stati costretti a bloccare tutto”, racconta Di Michele. “Le autorità competenti stanno indagando. Negli ultimi giorni abbiamo subito diversi attacchi informatici: è come se da diversi punti del pianeta partissero contemporaneamente milioni di domande”. “Tutto l’Inps sta lavorando al massimo e abbiamo anche preparato la struttura informatica sapendo che ci sarebbe stato questo assalto. Certo non potevamo pensare che ci fosse qualcuno che mirasse alla destabilizzazione del funzionamento di Inps”, prosegue De Micheli, che evidenzia: “Paghiamo anche il taglio di 250 milioni deciso con l’ultima manovra relativo alle spese di funzionamento. Questo significa che non possiamo fare tutti i necessari investimenti sulla infrastruttura informatica”. “Ora, in questa emergenza, stiamo cercando di sollecitare un emendamento al decreto Cura Italia per riavere la disponibilità di almeno questi 250 milioni – spiega la dirigente – e intanto proprio oggi abbiamo deliberato l’assunzione di 165 ingegneri informatici, ma prima dovremo fare i concorsi”.

L’ANALISI DI REPUBBLICA

Ha scritto Repubblica oggi: “Se il sistema dell’Inps è andato in tilt è perché quel sistema non è in grado di reggere l’onda d’urto di migliaia di utenti che, tutti insieme e fin dalle prime ore del mattino, hanno provato ad accedere ai rimborsi. A sera, quando la frittata è ormai fatta, le prime evidenze raccolte dagli investigatori sembrano propendere per questa versione. Hacker sì, ma fino a un certo punto.
La procura di Roma ha aperto un’inchiesta per intrusione informatica”.

ANONYMOUS SFOTTE

Anonymous Italia, con un messaggio su Twitter, si è tirato fuori. “Caro Inps, vorremmo prenderci il merito di aver buttato giù il vostro sito web, ma siete così incapaci che avete fatto tutto da soli!”.

LA POSIZIONE DI FASTWEB

Con una nota Fastweb, che fornisce i servizi di connettività all’Inps, fa sapere – si legge su Repubblica – di aver aumentato la capacità della banda in previsione del maggior accesso, e ha sottolineato di non avere in carico la gestione dei server e della piattaforma.

IL DETTAGLIO SULL’ATTIVITA’ DELL’INPS

“La novità di questa notte è questa: l’Inps ha abilitato l’accesso per le domande sui bonus vari dedicandolo, dalle 8 di questa mattina alle 16, ai cosiddetti ‘intermediari’ (patronati, professionisti, associazioni d’impresa e tutti coloro che sono accreditati nel rappresentare i cittadini nell’inoltro della domanda); dalle 16 in poi ai cittadini singoli. Novità che indica un’ammissione di sottovalutazione dell’impatto quantitativo delle domande individuali”, ha detto il presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps ospite di 24 Mattino su Radio 24. “Non avendo fatto campagna adeguata a sostegno degli intermediari -aggiunge Loy – ci si è ritrovati centinaia di migliaia di persone che individualmente hanno cercato di entrare, anche questa può essere una causa del sovraccarico. L’INPS fa una parziale marcia indietro e dice: ok prima facciamo lavorare gli intermediari e poi apriamo a singolo cittadini”.

SPIEGAZIONI DI TRIDICO SCRICCHIOLANO

Qual è stata la spiegazione, da parte di chi gestisce il sito dell’Inps alla crisi di ieri? “Non l’hanno spiegata, salvo questa ipotesi di hackeraggio che è tutta ancora da dimostrare. Ci sono le indagini della polizia postale e tesi contrapposte”, ha aggiunto Loy, ospite di 24 Mattino su Radio 24. “Dal punto di vista nostro, conoscendo e vigilando sull’attività dell’istituto, direi che c’è un problema in origine – continua Loy – Un istituto che nel tempo è stato caricato e sovraccaricato di funzioni, peraltro molto massive dal punto di vista della quantità degli utenti. Il calcolo di queste settimane è che 10mln di persone si relazioneranno con l’istituto. Ma nel frattempo, il taglio degli investimenti nelle pubbliche amministrazioni è rimasto, il numero del personale calato molto negli anni, insomma: abbiamo una macchina di media cilindrata che deve fare 2000 km in due giorni, è ovvio che il motore rischia di andare in tilt”. Per Loy “in origine il problema è politico, il legislatore non può pensare di risolvere tutte le questioni dell’assistenza individuando un unico soggetto. Se posso individuare una responsabilità dell’istituto, è quella di non aver allertato sufficientemente il legislatore”.

(articolo in aggiornamento)

VI SPIEGO IL PAPOCCHIO INFORMATICO SUL SITO DELL’INPS. IL COMMENTO

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