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Cosa farà (e cosa rischia) il governo per l’innalzamento dei fringe benefit

Fringe Benefit

Che cosa succederà sui fringe benefit? L’intervento di Paolo Stern, consulente del lavoro e presidente della società NexumStp

 

È all’esame del Consiglio dei ministri un provvedimento che entra nella bozza del decreto legge Aiuti quater per l’innalzamento della soglia dei fringe benefit esenti da tasse e contributi fino a 3.000 euro.

Il provvedimento è molto utile e apprezzato da aziende e lavoratori ma potrebbe avere ripercussioni distorsive per il mercato del welfare e per i piccoli esercizi. La somma del premio al lavoratore si può usare principalmente con buoni acquisto, quindi il maggiore beneficiario sarebbero i grandi circuiti di vendita online. La soluzione è prevedere meccanismi per non sfavorire il commercio di prossimità.

I fringe benefit sono esenti dal punto di vista fiscale e possono essere utilizzati anche per rimborsare le bollette pagate dai lavoratori e loro familiari. La soglia attuale è di 600 euro.

La misura è interessante perché azzera il cuneo fiscale per una somma molto importante che fa la differenza in tasca ai lavoratori. Lo strumento però va affinato perché il nuovo importo rafforza un meccanismo caratterizzato principalmente da acquisti fatti per il tramite di voucher di spesa digitali, oggi appannaggio solo di grandi catene distributive online senza i limiti di destinazione dei beni e servizi rivolti alle necessità tipiche del welfare aziendale.

Senza accorgimenti di corredo, lo strumento rischia di dirottare una consistente massa monetaria principalmente in acquisti online fatti su grandi piattaforme, impoverendo il commercio di prossimità e tante PMI che sono storicamente l’anima dell’economia e del commercio italiano.

Sarebbe opportuno prevedere strumenti che evitassero tale dinamica, anche in vista dell’avvicinarsi della stagione natalizia e dei prossimi acquisti che rappresentano per i piccoli e medi esercizi commerciali un momento economico importante dell’anno. Per mantenere coerenza con l’impianto del welfare aziendale sarebbe necessario inoltre limitare la finalità degli acquisti sulla scorta, per esempio, di quanto fatto con il reddito di cittadinanza.

Una soluzione possibile è il coinvolgimento delle piattaforme di welfare aziendale che potrebbero svolgere un ruolo significativo per convenzionare con i piccoli esercizi, in modo semplice e con costi minori di una distribuzione online. Il meccanismo è già in uso sperimentale in alcune zone e distretti del nostro Paese. Consente di effettuare acquisti direttamente nel negozio e di pagare con un salvadanaio elettronico alimentato dal valore monetario previsto per i fringe benefit, messi a disposizione dal datore di lavoro. Il pagamento avviene tramite smartphone.

In questa modalità il lavoratore dispone di una sorta di moneta elettronica detassata che può utilizzare solo per acquisti con finalità determinata e con piena tracciabilità fiscale della transazione. Una circostanza che non sarebbe realizzabile destinando la somma di denaro contante direttamente al lavoratore.

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