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Come l’inflazione spegne (di nuovo) le luci al West End di Londra

Johnson

Cosa ha detto l’amministratore di Shaftesbury PLC sulle nuove difficoltà del West End, la zona dei divertimenti più famosa di Londra. L’articolo di Daniele Meloni

 

Prima la pandemia, ora il carovita. Il West End di Londra, la zona dei divertimenti più famosa della capitale britannica non ha fatto il tempo a tornare al suo antico splendore di luci, cinema e locali che già deve affrontare una nuova emergenza proprio quando i dati lasciavano supporre che il peggio fosse alle spalle.

I caffè, i bar e i negozi di Chinatown, Soho e Carnaby Street quotati nel FTSE 250 alla Borsa di Londra hanno registrato un +7% nel fatturato rispetto al periodo pre-pandemico, ma le difficoltà operative di questi esercizi sembrano non essere terminate.

In un’intervista rilasciata al Financial Times, Brian Bickell, il Ceo di Shaftesbury PLC, il gruppo di real estate che possiede quasi un chilometro quadrato di proprietà nel West End, ha delineato le prospettive del gruppo e del futuro dell’area. “L’inflazione, l’aumento delle tasse e i problemi nella supply chain peseranno sulla fiducia dei consumatori e sul loro modo di spendere”, ha affermato.

Eppure, il gruppo Shaftesbury sembra ben attrezzato per fare fronte a queste difficoltà. Vuoi perché la base dei consumatori del West End è in media più prospera rispetto a quella di altri esercizi situati in altre aree di Londra e del paese, vuoi perché c’è l’elemento del turismo internazionale a spingere i consumi e la fruizione dei servizi. Così, le proprietà del gruppo hanno aumentato i loro canoni di affitto del 7,5% nei mesi che vanno da fine 2021 a marzo 2022. Nello stesso periodo i proventi delle attività di Shaftesbury si sono attestati a 41 milioni di sterline, +55% rispetto all’anno precedente. Il valore del gruppo è di 3,3 miliardi di sterline però, -17% rispetto al 2019, quando la pandemia era ancora di lì a venire.

“Non abbiamo ancora completato il recupero”, ha affermato Bickell, “la strada è ancora più lunga di quanto ci aspettassimo”. Certo, solo la scorsa settimana Shaftesbury l’acquisto degli immobili tra il 92 e il 104 di Berwick Street. Un’operazione definita “milestone” sui social della società perché le permette di avere ora il 50% degli esercizi che hanno le vetrine su una delle arterie principali di Soho.

Il West End è stato, nel suo complesso, una delle vittime più illustri dalle politiche di lockdown del governo durante la pandemia. L’allora ministro per la Cultura, Oliver Dowden, stanziò già durante il primo lockdown una prima tranche da 1,57 miliardi di sterline attraverso il Culture Recovery Fund, il fondo ministeriale finalizzato al sostegno delle at­tività culturali, e poi, nell’aprile 2021, una seconda tranche da altri 400 milioni.

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