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Ecco le vere cause dell’inflazione

Inflazione

In Europa l’aumento della domanda dopo la pandemia si è accompagnato a intoppi dal lato dell’offerta. Il punto di Eutimio Tiliacos

Guardando agli effetti che provocano sull’inflazione domanda e offerta di beni e servizi si pensa che agiscano in modo simile a oscillazioni di una bilancia a due piatti.

Su un piatto grava la domanda sull’altro l’offerta; se un piatto della bilancia scende l’altro sale e viceversa fino a trovare comunque e spontaneamente dopo un certo periodo di tempo un perfetto equilibrio.

Ma le cose non stanno sempre così. O meglio i tempi del riequilibrio non sono istantanei e richiedono in ogni caso interventi monetari e fiscali spesso dolorosi.

Una crescente domanda di beni e servizi infatti aumenta inflazione e produzione facendole muovere nella stessa direzione contemporaneamente ; l’offerta, per contro, quando aumenta, in condizioni normali agisce in due direzioni opposte: fa scendere l’inflazione e accresce la produzione. Il mix e la rapidità con cui si manifestano i due fenomeni non è lo stesso e non porta pertanto e necessariamente ad un automatico riequilibrio.

In condizioni estreme – quali le attuali – l’offerta, se fortemente condizionata dall’aumento dei prezzi degli input alla produzione, genera essa stessa spinte inflazionistiche pur a parità di volumi di prodotti finiti offerti al mercato. Durante il periodo del Covid domanda e offerta hanno subito entrambe una flessione. Invece nel periodo post-Covid, a partire dalla seconda metà del 2021, almeno negli USA, la rapidissima crescita della domanda (il cui indice ha raggiunto nel terzo trimestre 2022 i massimi degli ultimi 50 anni) ha provocato l’impennata dell’inflazione.

In Europa per contro carenze di fonti energetiche a buon mercato dovute alla guerra o riconducibili ad altri fattori geopolitici (de-globalizzazione) ha fatto sì che all’aumento repentino della domanda dopo il Covid si accompagnasse anche una serie di strozzature di offerta che stanno incidendo su tempi di consegna e prezzi dei prodotti finiti.

Uno studio recente della Banca dei Regolamenti Internazionali attribuisce a fattori connessi alla dinamica della domanda un maggior peso rispetto all’offerta nel determinare segno e ampiezza della inflazione; mentre ritiene l’offerta di beni e servizi molto più condizionabile da crisi finanziarie globali o continentali quale quella esplosa nella fase acuta fra l’agosto 2007 e il 2010.

Il fenomeno delle crisi finanziarie avrebbe caratteri più persistenti facendo intravedere due diverse tempistiche di contenimento dell’inflazione e di rilancio della economia fra USA ed Europa a seguire le misure sui tassi di interesse poste in atto da entrambi: più accelerato negli USA, più lento in Europa.

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