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In fumo le accise sul tabacco volute dalla Commissione. L’Europarlamento respinge il testo

Bocciata sonoramente con 439 voti contrari la proposta della Commissione di alzare le tasse tanto sulle sigarette tradizionali quanto sui nuovi prodotti che per molti esperti rappresentano una exit strategy meno dannosa dal fumo. Un segnale che potrebbe incidere anche su un altro testo cardine in studio: la Direttiva sui prodotti del tabacco (Tpd)

Una spaccatura così forte tra europarlamentari e Commissione europea non si vedeva da tempo. Il motivo del contendere è il testo predisposto dall’esecutivo comunitario che mira ad aumentare le accise su tabacco e prodotti alternativi senza operare alcuna distinzione.

BOCCIATURA TOTALE E RICHIESTA DI RITIRARE IL TESTO

Nonostante il periodo di crisi potrebbe spingere i politici ad aumentare trasversalmente le imposte, gli eurodeputati non solo hanno respinto al mittente la proposta della Commissione von der Leyen, ma hanno persino chiesto a Palazzo Berlaymont di ritirarla. Insomma, Strasburgo non vuole firmare quel provvedimento e chiede di farne coriandoli.

COSA È SUCCESSO A STRASBURGO

Venendo ai numeri, gli eurodeputati hanno bocciato il progetto con 439 voti contrari e 181 favorevoli respingendo l’aumento della tassazione che avrebbe colpito tanto le sigarette tradizionali quanto i nuovi prodotti, compresi quelli per lo svapo.

Esulta la filiera che osteggiava tale provvedimento. Quanto andato in scena due giorni fa sarebbe perciò la volontà, da parte del Parlamento europeo, di manifestare alla Commissione l’esistenza di una vasta opposizione trasversale, che attraversa diversi gruppi politici, nei confronti di misure ritenute eccessivamente penalizzanti in materia di regolamentazione del tabacco e della nicotina.

Il voto sul parere del Parlamento sulla Direttiva Accise Tabacco (Ted), ma soprattutto la richiesta del ritiro della proposta, fanno emergere una precisa volontà da parte dell’Eurocamera secondo cui è ora necessario riscrivere il testo con un approccio maggiormente equilibrato che, come chiesto a gran voce dagli addetti ai lavori, tenga conto delle differenti realtà economiche e sociali presenti negli Stati membri, con una particolare attenzione alla tutela dei posti di lavoro in Europa, del contrasto al commercio illecito, nonché delle evidenze scientifiche.

COSA SUCCEDE ORA?

Il fascicolo torna ora perciò all’esame del Consiglio, dove sarà necessario raggiungere l’unanimità, apportando correttivi o riscrivendo da capo le parti bocciate dal Parlamento europeo. Tutto ciò avverrà peraltro dopo un altro passaggio piuttosto clamoroso che ben fotografa le divisioni in merito, ovvero il mancato accordo tra i governi sotto la presidenza cipriota.

Sarà dunque ora compito dell’Irlanda, che raccoglie il testimone della precedenza, riuscire a trovare un accordo tra gli Stati. La Francia preferisce mantenere contenuta la tassazione sui prodotti da svapo rispetto all’elevata imposizione sul tabacco tradizionale, la Svezia ha posto il veto a un aumento delle accise sulle bustine di nicotina mentre l’Italia teme per la sua filiera agricola e ritiene perciò la proposta della Commissione controproducente.

L’AVVISO ALLA COMMISSIONE UE IN VISTA DEL TPD

Ma il voto non si è limitato a bloccare la proposta sulle accise del tabacco in quanto avverte la Commissione dell’esistenza in seno all’Eurocamera di una maggioranza attenta alle esigenze di una filiera europea che occupa non meno di 1,5 milioni di persone, si sviluppa lungo 187mila piccoli rivenditori e garantisce peraltro all’erario oltre 100 miliardi di euro di entrate fiscali annue. Un vero e proprio “avviso ai naviganti” che l’esecutivo dovrà senza dubbio tenere in considerazione anche con riferimento all’altro testo cardine in studio: la Direttiva sui prodotti del tabacco (Tpd).

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