Economia

Il governo fa la guerra a imprese e imprenditori? Il post di Giordano Riello

di

Bonafede

“Da imprenditore manifatturiero alla guida di una srl mi sento mortificato nell’essere trattato come nemico da combattere e distruggere”. Il commento di Giordano Riello sulle nuove norme per le società a responsabilità limitata

Leggo sui quotidiani con grandissimo stupore e con una nota di “fastidio” la riforma del Codice della crisi d’impresa firmata dal Ministro pentastellato Alfonso Bonafede. Alle S.r.l. o società a responsabilità limitata di “responsabilità limitata” resterà solamente il nome.

Questa azione colpisce drammaticamente il tessuto industriale del nostro Paese con il rischio che la nostra già fragile economia soffochi tra i lacci e lacciuoli della burocrazia.

Da imprenditore manifatturiero italiano alla guida di una S.r.l. mi sento mortificato nell’essere trattato come nemico da combattere e distruggere piuttosto che come alleato con il quale costruire un percorso di crescita per il Paese e per la nostra economia interna.

Abbiamo bisogno di creare un clima di collaborazione, di dialogo ed ascolto reciproco. Oggi necessitiamo di nuove realtà imprenditoriali, possibilmente manifatturiere.

Dobbiamo attrarre investimenti esteri, puntare sul progresso e sulla innovazione per recuperare il terreno perduto in questo ultimo decennio.

Come può una S.r.l. con una decina di dipendenti (che in Italia sono più del 93% delle imprese) sostenere i costi per nominare un organismo di controllo, un revisore che scongiuri l’insorgere di possibili crisi d’impresa, denunciando allo stesso amministratore ogni irregolarità?

Correttissimo nella essenza ma totalmente sbagliato nella sostanza. Questo è il chiaro esempio di riforme studiate da coloro che non hanno mai visto l’operare di fabbrica. La lotta ai costi ed ai prezzi di piccole e micro imprese.

Ma le assurdità non si concludono qui: l’obbligo della revisione scatta al superamento di un fatturato di 4 milioni di euro oppure quando la media dei dipendenti assunti negli ultimi due anni ha superato le 20 unità di dipendenti full time.

Il risultato di questa riforma fatta da chi parla di impresa ma non la conosce? Che le aziende cercheranno di non crescere troppo e assumeranno meno o assumeranno part time.

In un Paese che oggi più che mai ha bisogno di industria e crescita ma condannato da anni ad un nanismo industriale un colpo di questo tipo proprio non ci voleva. Questo non può e non deve passare sotto traccia ed il Ministro Bonafede ha la responsabilità di ascoltare l’appello di coloro che già oggi rischiano troppo.

In troppi hanno già rischiato oltre i propri capitali personali, la loro reputazione e, in casi estremi, la loro vita!

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