Economia

I 4 scenari dell’economia mondiale

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Un’analisi di Shamik Dhar, Chief Economist di BNY Mellon Investment Management, che individua quattro scenari possibili per l’economia globale nel prossimo biennio, elaborate sulla base delle informazioni disponibili al secondo trimestre 2019.

50% DI PROBABILITA’: “MORE OF THE SAME”

L’economia globale rallenta nel 2019 ma senza entrare in recessione, ed è caratterizzata da un’abbondanza produttiva e da un eccesso di risparmi privati. Viene raggiunto un accordo commerciale tra USA e Cina nella seconda metà del 2019. Il manufatturiero rallenta, per poi stabilizzarsi e accelerare nel 2020. Le azioni sono stimolate dall’andamento dell’economia sostanzialmente stabile. La Federal Reserve tiene fermi i tassi nel 2019, ma c’è un ulteriore allentamento nell’Eurozona, in Giappone e in Asia. Il dollaro USA finisce l’anno sostanzialmente stabile.

10% DI PROBABILITA’: “USA: LEADER DEL BRANCO”

I timori sulla crescita si rivelano eccessivi, l’economia USA è più vicina a operare a piena capacità di quanto si ritenesse. Il forte mercato del lavoro stimola l’inflazione dei salari. Nella prima metà del 2020, la Fed realizza di essere dietro la curva e inizia ad alzare i tassi e torna a operare più rapidamente una stretta monetaria. La crescita rallenta bruscamente nell’ultima parte del 2020, con una possibilità di recessione. I tassi più elevati e il dollaro più forte causano deflussi da alcuni mercati emergenti, esacerbando i ribassi globali.

20% DI PROBABILITA’: “LA CODA AGITA IL CANE”

Una fase di ribassi incentrata sui mercati finanziari. Le politiche monetarie accomodanti spingono gli investitori a caccia di rendimenti. Aumentano i rischi di stabilità finanziaria. Piccoli shock determinano un’inversione del sentiment di mercato. La fuga dagli attivi finanziari ad alto rischio aumenta i costi del capitale, peggiora le condizioni finanziarie e colpisce la fiducia dei mercati, causando un lento calo delle economie reali globali – una profezia auto-avverante.

20% DI PROBABILITA’: “LA FINE DELLA GLOBALIZZAZIONE”

Rallentamento globale causato dal commercio. Il mondo si muove verso un regime di scambi sempre più protezionistico. La Cina è nel centro della tempesta, con ricadute sulla filiera asiatica. L’economia USA rallenta sino a poco più dell’1% nel 2020. La Germania entra in recessione, e un’Europa dipendente dai commerci si avvicina alla recessione. Gli attivi finanziari più rischiosi inizialmente accusano il colpo, ma presto “le cattive notizie diventano buone” grazie al supporto monetario delle Banche Centrali. I tagli aggressivi ai tassi stabilizzano i mercati, con un nuovo rialzo degli asset rischiosi nel 2020. Il dollaro guadagna terreno contro la maggior parte delle valute.

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