Economia

Huawei fra trombe di Trump e campane di Xi

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Che cosa si pensa nei mercati finanziari della guerra Usa-Cina e sul dossier Huawei. Il commento di Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte

IN SINTESI

Continua il botta e risposta Usa/Cina in vista del G20 del 28/29 giugno, che ora sta approdando a livello di singole società, a partire da Huawei verso cui diverse aziende Usa stanno implementando blocchi di forniture.

Il clima oggi è di prudenza e tendenziali prese di profitto sui listini azionari, con un focus speciale sull’andamento del greggio dopo la riunione Opec+ di ieri, che ha fatto emergere possibili contrasti tra Arabia e Russia sull’estensione dei dazi alla seconda parte dell’anno, in vista dell’incontro del 25/26 giugno.

La view rimane per prese di profitto più accentuate mano a mano che ci si avvicina al citato G20 di fine giugno.

EVENTI

In settimana
Focus rivolto soprattutto al discorso di Powell questa notte
Discorso di Draghi mercoledì mattina
PMI euro ed all’indice IFO in pubblicazione giovedì, prima del turno elettorale europeo di domenica

CLIMA GENERALE

Facciamo il punto sul tema guerre commerciali in atto:
Venerdì gli Stati Uniti hanno annunciato la proroga di 180 dei dazi minacciati su auto europee e giapponesi.

Durante il week end Trump ha inoltre annunciato che la disputa commerciale con Messico e Canada volge al termine, cancellando i dazi su acciaio e alluminio e preavvertendo che lo stesso faranno da oggi i due paesi sulle merci su cui avevano applicato dazi.

Trump sembra pertanto intenzionato a concentrarsi sul fronte Usa/Cina, in vista del G20 del 28/29 giugno
Dopo la raffica di dazi già implementati e/o da implementare (dal 1° giugno partono i dazi cinesi, con gli Usa che minacciano l’estensione ad altri 300Mld$ di merci da fine giugno).
Al momento i due contendenti stanno arrivando allo stadio del coinvolgimento di singole aziende, con gli Usa intenzionati a bloccare le forniture a Huawei, come già dichiarato da alcuni grossi colossi del calibro di Google e Intel.

Parafrasando le celebri parole di Pier Capponi, dopo che Trump ha suonato le sue “trombe”, quali “campane” potrebbe far suonare la Cina?
Lo yuan continua a permanere vicinissimo alla delicata soglia di 7 vs dollaro, che al momento potrebbe essere non valicata. Il rischio semmai aumenterebbe a fine mese, se dopo il G20 Trump davvero implementasse i dazi su altri 200Mld$ di beni.

Gli osservati speciali allora rimangono Treasury e petrolio:
Treasury: il momento di maggiore attenzione si sposta al 28/29 maggio, quando ci saranno le aste sul 2,5 e 7 anni Treasury
Petrolio: qui la faccenda inizia a riscaldarsi, dopo la riunione del comitato Opec+ di ieri che ha visto l’Arabia incitare i vari membri a prorogare i tagli alla produzione anche al secondo semestre
La Russia però mantiene un atteggiamento più scettico sul punto, sottolineando (attraverso il ministro Novak) che “è possibile arrivare ad un allentamento dei tagli alla produzione”, in vista dell’incontro Opec del 25/26 giungo a Vienna. Ricordo che il presidente cinese ha fissato un incontro con Putin in Russia a giugno (data per ora da fissare), verosimilmente prima del G20 del 28/29 giugno stesso.

OPERATIVAMENTE

BORSE: mediamente potrebbe continuare tra maggio e giugno il clima di prudenza con tendenziale risk off mano a mano che si avvicina la data chiave del G20 del 28/29 giugno.
Attenzione in questo caso soprattutto alla citata dinamica di Treasury e petrolio, in modo particolare agli inizi di giugno. Un’eventuale accelerazione del calo del greggio potrebbe aprire le porte a prese di profitto più marcate sui listini azionari.

La Cina di fatto potrebbe puntare a indebolire Trump indirettamente tramite i mercati finanziari, perseguendo l’intenzione di non voler arrivare ad un accordo vincolante, alla luce anche dei recenti sondaggi che segnalano il democratico Biden (vicepresidente durante l’era Obama) ampiamente in testa, sia alle primarie del suo partito (che si terranno da gennaio 2020) sia vs Trump in vista delle presidenziali di novembre 2020.

SPREAD/ITALIA: focus soprattutto sulla giornata di mercoledì, quando ci sarà il discorso di Draghi in occasione della giornata dedicata alla fine del mandato del capo economista Praet dal titolo emblematico “La politica monetaria in un’unione monetaria incompleta”.

Eventuali dichiarazioni di Draghi tali da rispolverare l’ipotesi di una TLTRO III forte potrebbero consentire un marginale rientro dello spread, che potrebbe però rivelarsi temporaneo per l’avvicinamento della scadenza elettorale, con alcuni paesi che inizieranno a votare già da giovedì, sebbene lo spoglio sarà per tutti domenica 26 maggio.

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