Economia

Ecco cosa ha deciso il governo su quota 100 e pensioni d’oro con la manovra

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Limatura della legge Fornero e taglio delle pensioni cosiddette d’oro. E’ questo il succo del capitolo sulle pensioni contenuto nella manovra finanziaria approvata ieri dal consiglio dei ministri.

Ecco di seguito in sintesi i due provvedimenti e poi un approfondimento.

CHE COSA HA APPROVATO IERI IL GOVERNO SULLE PENSIONI

Il superamento della legge Fornero è una misura che entrambe le forze di governo M5S e Lega rivendicano dopo l’approvazione di ieri in consiglio dei ministri. L’obiettivo è di garantire la possibilità di andare in pensione a chi tra età e contributi arriva a “quota 100”, probabilmente partendo dalla combinazione 62-38. Il costo è di 7 miliardi di euro e il meccanismo dovrebbe partire a febbraio.

COME SARA’ IL TAGLIO ALLE PENSIONI D’ORO

Il taglio delle pensioni sopra i 4.500 euro netti al mese nella parte di assegno non coperta dai contributi pagati porterà nelle casse dello Stato un miliardo di euro nell’arco di un triennio.

COME FUNZIONERA’ QUOTA 100

La maggioranza di governo ha quasi completato il set di regole per “quota 100”. Secondo una delle ultime opzioni, per arrivare ai 38 anni necessari si potrà utilizzare anche il cumulo gratuito dei versamenti effettuati in gestioni diverse utilizzando lo strumento varato lo scorso anno e adottato da circa 17mila pensionandi nei primi cinque mesi di quest’anno.

TUTTI I REQUISITI

Su “quota 100” lo schema non cambia: i due requisiti minimi restano i 62 anni di età e i 38 di contributi effettuati. Non è stato ancora confermata la possibilità di scontare uno o due anni di contribuzione figurativa, mentre si rimanderà a norme secondarie l’attuazione dei fondi di solidarietà con cui le imprese potranno, volontariamente, finanziare le contribuzioni mancanti per le uscite di lavoratori senior. Resta in campo l’ipotesi, poi, di un parziale divieto di cumulo tra reddito da lavoro e pensione ma solo per i primi due anni dopo il ritiro, scrive oggi il Sole 24 Ore.

CHE COSA SUCCEDERA’ ALLE PENSIONI D’ORO

Che cosa è stato deciso in materia di “taglio dei privilegi”, come lo definisce il governo?
Trovata dunque la quadratura del cerchio sugli assegni più elevati, quelli che il progetto di legge D’Uva-Molinari indica oltre i 4.500 euro netti al mese. Vale ricordare che la stima di un miliardo in tre anni resta molto superiore ai 150 milioni annui indicati nell’audizione di venerdì dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, pur con qualche modifica rispetto al testo parlamentare (il taglio per circa 30mila pensionati arriverebbe in questo caso a punte massime del 23%, mentre in media sarebbe dell’8%).

NUMERI E STIME

Per raggiungere l’obiettivo si dovrà dunque lavorare sulle soglie minime e, come detto, puntare su un meccanismo diverso e ritenuto dal governo più equo: un parziale congelamento dell’indicizzazione, che secondo le norme attuali dal primo gennaio 2019 dovrebbe tornare piena superando gli attuali blocchi al 50% sulla quota di pensione compresa tra 5 e 6 volte il trattamento minimo Inps e al 45% sulla quota superiore a 6 volte il minimo.

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