(Le Figaro, Danièle Guinot, 25 giugno 2026)
La proporzione di imprese vulnerabili secondo la definizione della Banca di Francia è aumentata progressivamente dal 3% del 2021 al 12% del 2024, e il conflitto in Medio Oriente, anche se in via di risoluzione, rischia di aggravare ulteriormente la situazione a causa di costi energetici più alti, inflazione in rialzo e tassi di interesse elevati.
Le imprese francesi presentano un livello di indebitamento tra i più alti dell’area euro, con difficoltà a trasferire sui prezzi i maggiori costi di produzione in un contesto di debole domanda, soprattutto nei settori del commercio e riparazione auto, manifattura e costruzioni, dove le imprese vulnerabili sono aumentate in modo marcato.
Sebbene il rischio di credito stia crescendo, le banche francesi rimangono solide e in grado di assorbire eventuali peggioramenti, ma il credito privato globale presenta opacità e rischi di contagio simili a quelli dei subprime, anche se in misura relativa minore.
Aumento delle imprese vulnerabili
«La proporzione delle imprese vulnerabili è passata dal 3% nel 2021 al 12% nel 2024. Nel settore del commercio e della riparazione automobilistica la proporzione di imprese vulnerabili è stata moltiplicata per sette tra il 2021 e il 2024».
Impatto del conflitto in Medio Oriente
«Il conflitto in Medio Oriente rischia di fragilizzare le imprese francesi. Esse hanno un livello di indebitamento elevato e capacità di rimborso ancora fragili. Ciò le rende più vulnerabili a un colpo sui loro ricavi».
Previsioni economiche
«L’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime dovrebbe far salire l’inflazione al 2,5% in Francia nel 2026. La Banque de France ha rivisto al ribasso le sue previsioni di crescita, portandole dallo 0,9% allo 0,5%».
Rischio credito privato
«I fondi di credito privato non sono molto indebitati e presi isolatamente non sono sistemici come i subprime. Ma uno shock macroeconomico maggiore che causasse difficoltà per questi fondi potrebbe propagarsi ad altre classi di attivi».
Resilienza delle banche
«Il rischio di credito alle imprese e alle famiglie tende ad aumentare, ma le banche continuano a presentare risultati in netto miglioramento e una situazione solida. Saranno quindi in grado di assorbire un possibile deterioramento della salute delle imprese».
(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)






