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Eataly

Fico è davvero poco fico: nuovo cambio al vertice

Nuovo cambio al vertice per Fico, il parco tematico agroalimentare bolognese. Che cosa sta succedendo al progetto nato da un'idea di Farinetti

 

Siamo vicini a un nuovo cambio di passo per Fico Eataly World, il parco tematico dedicato al settore agroalimentare e alla gastronomia nato da un’idea di Oscar Farinetti. L’ad Stefano Cigarini sarebbe vicino a dare l’addio alla struttura che dirige dal 2021 quando subentrò a Tiziana Primori.

SUL TAVOLO LA SOSTITUZIONE DI CIGARINI

“È un tema sul tavolo, ma compete ai soci decidere, io sono solo un manager. Non posso commentare una cosa che non è ancora successa – ha detto Stefano Cigarini al Corriere della Sera -. Siamo in una fase di assestamento societario, se ci saranno nuovi azionisti decideranno loro che cosa fare”.

I CONTI SEMPRE IN AFFANNO DI FICO

Fico appare l’eterna promessa che fatica a sbocciare. Nel primo anno di apertura Eataly World srl ha registrato un utile di soli 19mila euro, peggio è andata nel 2019 con il numero di visitatori che si fermò a 1,6 milioni, e con le perdite nette di esercizio pari a 3,14 milioni di euro. Il valore della produzione calò dai 42,50 milioni del 2018 ai 32,31 milioni del 2019.  Infine il Covid ha determinato una forte riduzione delle entrate e un conseguente accumulo di perdite di esercizio: tre milioni nel 2021 e oltre quattro milioni nel 2020.

LE SCELTE DI CIGARINI: BIGLIETTI E INVESTIMENTI IN CINA

A pesare sulla scelta di sostituire Cigarini ci sarebbero alcune scelte manageriali, a iniziare dall’introduzione di un biglietto di ingresso: la novità (prima del luglio 2021 l’ingresso era gratuito) avrebbe allontanato i visitatori, anziché aumentare gli ingressi. Eataly, Caab e Coop Alleanza avevano scelto Cigarini per i buoni risultati realizzati da Ad di Cinecittà World. Risultati che Fico non è riuscito a replicare. Nel 2021 si sono registrati 3 milioni di perdite, di certo la pandemia non ha aiutato, ma sembra essere mancata un’idea forte che animi la creatura di Farinetti. A breve il parco potrebbe tornare gratuito (oggi il biglietto costa 10 euro o 29 in abbonamento, con uno sconto del 10% per gli acquisti all’interno).

I NUMERI DI FICO NEL 2022

Cigarini, in una conferenza stampa dello scorso 17 dicembre 2022, aveva presentato con ottimismo i risultati del 2022 e le prospettive per il 2023. Il 2022 si è chiuso con un aumento del 30% dei visitatori e con una permanenza media passata da un’ora e mezza a cinque ore, mentre la spesa di ogni visitatore, dopo l’introduzione di un biglietto d’ingresso, è aumentata dai 15 euro del 2020 a oltre 35 euro. L’introduzione di un ticket di ingresso ha permesso di portare da 6 milioni a 500mila i visitatori necessari per raggiungere il pareggio. Nel 2022 sono stati venduti 5mila abbonamenti e le previsioni puntavano a raddoppiare gli abbonamenti nel 2023.

LE IPOTESI DI ESPORTARE IL MODELLO FICO ALL’ESTERO

“Abbiamo cinque o sei Paesi che hanno fatto manifestazioni d’interesse, ma sono progetti da qui a dieci anni – aveva detto l’ad Cigarini -. Mentre la Cina è più avanti, sulla base di uno studio di fattibilità e di un contratto preliminare già firmato per realizzare il parco nella zona di Hangzhou”. Il nuovo Fico avrebbe dovuto chiamarsi Eataly World, perché “è un marchio più conosciuto”, ed essere realizzato in partnership con società immobiliari locali. Uno degli aspetti meno graditi dagli investitori sarebbe stato proprio l’annuncio dell’espansione in Cina.

GLI INVESTITORI INSODDISFATTI DI FICO

La storia di Fico parte dal 2017 quando è stato inaugurato il 15 novembre del 2017. Realizzato a Bologna, nelle aree dismesse dell’ortomercato cittadino, aveva l’obiettivo di “rendere accattivante la filiera agro-alimentare“, come diceva il suo fondatore Oscar Farinetti. Un goal mai raggiunto, nonostante a sostenere il progetto di Farinetti fossero in tanti. Il Comune di Bologna e la Regione avevano predisposto i Ficobus, navette costate quattro milioni di euro per portare turisti dalla stazione di Bologna al supermercato di lusso. Tra gli investitori c’è anche Alleanza 3.0, la grande Coop allora guidata allora da Adriano Turrini, e 10 milioni di euro li aveva messi anche la Cassa Forense, un decimo dell’investimento complessivo. Nel settembre del 2022 Il fondo Investindustrial, guidato da Andrea Bonomi, ha acquistato il 52% di Eataly. Un’operazione da oltre 200 milioni che ha consentito ai Farinetti e a Tamburi di mantenere il controllo sul 48% del capitale.

IL FUTURO DI FICO: IN POLE C’È PIETRO BAGNASCO

Oscar Farinetti non ha smesso di credere nelle potenzialità di Fico, infatti, il suo fondatore potrebbe finanziare di tasca propria un aumento del capitale della società. In tal modo ne diventerebbe l’azionista di maggioranza e potrebbe gestire la crisi ormai consolidata, mettendo un suo uomo di fiducia al posto di Cigarini. Il nome più accreditato è quello di Piero Bagnasco, attuale amministratore delegato di Fontanafredda, cantina rilevata anni fa dalla famiglia Farinetti.

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