Economia

Fatti, annunci ed enigmi della Bce

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Il commento di Anna Maria Grimaldi, senior economist della direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, sulla conferenza stampa della Bce

“La guidance sui tassi di politica monetaria, potenziata con l’esplicito riferimento ad una data e variabili di stato, è stata assai efficace nell’allineare i prezzi e le aspettative di mercato con le previsioni Bce e almeno per ora il Consiglio direttivo non vede la necessità di modificare a comunicazione sui tassi”.

Come previsto, la conferenza stampa di ieri è stata piuttosto interlocutoria. Nelle parole di Draghi: “… da giugno, non vi sono stati cambiamenti di rilievo per lo scenario macroeconomico né sul messaggio di politica monetaria”. Il comunicato introduttivo è sostanzialmente invariato, rispetto a giugno, nelle parti chiave riguardanti le misure di politica monetaria:

Per quanto riguarda l’APP, il comunicato conferma che gli acquisti continueranno a un ritmo di 15 miliardi di euro tra settembre e dicembre e che verranno quindi conclusi, “posto che i dati macro confermeranno le ultime previsioni dello staff sul ritorno dell’inflazione circa al target nel medio termine”.

La Bce ha anche confermato che intende continuare con la politica di reinvestimento dei titoli in scadenza per un periodo di tempo prolungato, e in ogni caso fin quando necessario. Durante la conferenza stampa, Draghi ha dichiarato che il consiglio non ha discusso quando discutere eventuali modifiche alla politica di reinvestimento. Una cosa è certa, i riacquisti continueranno in base alla regola delle quote paese nel capitale Bce.

Il comunicato conferma che la Bce continua ad aspettarsi che i tassi di interesse rimangano sui livelli attuali almeno durante l’estate del 2019, e in ogni caso per tutto il tempo necessario a garantire la continua e costante convergenza dell’inflazione al target nel medio termine.

L’enigma “attraverso l’estate del 2019” rimane, come ci aspettavamo. Nonostante più di una domanda da parte dei giornalisti, Draghi non ha offerto informazioni più chiare su quando i tassi potrebbero aumentare e se luglio 2019 è in linea di principio una data possibile. Draghi ha chiarito che “la guidance potenziata sui tassi è stato molto efficace nell’allineare i prezzi e le aspettative dei mercati con le previsioni della Bce e almeno per ora il Consiglio non vede la necessità di modificarla”.

Le aspettative di mercato sui tassi riflettono il percorso atteso dei tassi ufficiali e la componente incertezza della struttura a termine dei tassi, incertezza che potrebbe essere aumentata a causa di vari fattori, tra cui i timori di una guerra commerciale. Draghi ha anche chiarito che l’unica versione della guidance che trasmette il messaggio di policy è la versione inglese (la versione francese era leggermente diversa), unica versione ufficiale sulla cui dicitura il consiglio si accorda.

Draghi ha sottolineato che il consiglio è pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti di politica monetaria come opportuno e che la formulazione contiene un grado di flessibilità e di condizionalità per reagire ad eventi avversi alcuni dei quali potrebbero essere prevedibili.

Per quanto riguarda lo scenario macroeconomico, il comunicato introduttivo sottolinea che le informazioni recenti confermano che l’espansione dell’economia euro zona può proseguire a un ritmo solido e diffuso ai diversi settori e paesi. Come evidenziato da Draghi durante la conferenza stampa, rispetto a metà giugno “è più chiaro che la moderazione della crescita dipende da effetti di correzione dopo tassi di crescita insolitamente elevati a fine 2017”, causati da una performance delle esportazioni eccezionalmente solida.

I rischi per la crescita sono valutati come bilanciati. Tuttavia, la minaccia di un’escalation di protezionismo rimane prominente. Finora, gli effetti diretti dei dazi applicati su alluminio e acciaio sono stati limitati. È più difficile quantificare gli effetti indiretti sulla fiducia e potenzialmente sugli investimenti. Draghi ha notato che è troppo presto per valutare l’esito della riunione di Juncker Trump. Draghi ha osservato che un’escalation delle tensioni commerciali in una guerra commerciale avrebbe avuto effetti molto più diretti e indiretti sull’economia dell’area dell’euro. Un ulteriore rischio per le prospettive di crescita dell’area dell’euro potrebbe derivare da un brusco aumento della volatilità dei mercati finanziari.

La forza sottostante dell’economia conferma la fiducia del consiglio nella convergenza dell’inflazione verso il target anche dopo la fine dell’APP. Inoltre, è confermato che il consiglio valuta che l’incertezza sulle prospettive di inflazione sta diminuendo, poiché le pressioni sui costi interni si stanno rafforzando a fronte di una crescita dei salari nominali più elevata, alti livelli di utilizzo della capacità produttiva. Tuttavia, Draghi ha osservato che è ancora presto per dichiarare vittoria sulal risalita dell’inflazione core. La pazienza, la prudenza e la persistenza sono ancora le parole chiave. Pertanto, è ancora necessario mantenere un ampio grado di stimolo monetario.

Continuiamo a ritenere che non avremo novità sulla politica monetaria per un periodo esteso e probabilmente fino a inizio 2019, le decisioni chiave sono state prese a Riga e la Bce può permettersi di viaggiare con il pilota automatico. Rimaniamo dell’idea che il consiglio vorrà rimuovere i tassi negativi entro la fine del prossimo anno o a inizio 2020. Prevediamo almeno un rialzo dei tassi a settembre o ottobre 2019 e probabilmente un altro a dicembre del prossimo anno.

Per il momento, riteniamo che solo una serie di sorprese positive dai prezzi core all’inizio del 2019 potrebbero indurre la Bce a modificare la guidance per avviare un graduale ciclo di rialzi già a luglio 2019. Pensiamo che l’attenzione nei prossimi mesi non sarà tanto sulle misure di politica monetaria, quanto sulla rosa di candidati che potrebbero subentrare a Draghi alla guida della Banca centrale.

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