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Fabrizio Autieri e la camera di commercio di Roma: gli insegnamenti da non dimenticare

L'intervento di Massimo Balducci

 

Il 6 febbraio scorso ha lasciato questa vita Fabrizio Autieri. Il nome probabilmente non risulta conosciuto al grande pubblico e, forse, nemmeno agli addetti ai lavori. Fabrizio Autieri è stato una sorta di mago della pubblica amministrazione dove ha dimostrato che è possibile migliorare il rendimento della nostra amministrazione senza dover ricorrere a magniloquenti riforme legislative e istituzionali.

A cavallo tra la fine dello scorso secolo e l’inizio degli anni 2000 Fabrizio Autieri, dalla posizione di Segretario Generale, ha rivoltato come un calzino la Camera di Commercio di Roma, in presenza di una legislazione stabile e utilizzando il buon senso, raggiungendo risultati anche oggi incredibili. Sino all’arrivo di Fabrizio Autieri le risorse della Camera di Commercio di Roma (provenienti dai diritti Camerali), in linea con quello che si verificava nelle altre Camere di Commercio italiane, venivano impiegate prevalentemente (ca. l’80%) per lo smaltimento del lavoro burocratico (iscrizione, rilascio di certificazioni etc.) e solo in parte minima (intorno al 20%) per attività di promozione. Con l’arrivo di Fabrizio Autieri al vertice dell’amministrazione della Camera di Commercio di Roma questo rapporto si è invertito così che la Camera di Commercio di Roma, non solo ha fornito servizi di promozione ai propri soci, ma ha anche investito nella città di Roma in maniera significativa. Vale qui rammentare che la realizzazione della nuova Fiera di Roma è stata finanziata dalla Camera di Commercio.

Qui vogliamo riassumere i pilastri dell’intervento realizzato da Autieri sulla burocrazia della Camera di Commercio perché coloro che stanno al timone delle nostre amministrazioni sappiano quali sono le coordinate che devono guidare la loro azione se vogliono veramente migliorare la situazione della nostra amministrazione.

Innanzitutto Autieri ha affrontato il problema della firma: gli atti, compresi quelli a valenza esterna, non sono più stati firmati dai dirigenti ma dai responsabili delle singole pratiche. Per fornire ai funzionari chiamati a firmare gli atti a valenza esterna delle necessarie certezze, Autieri ha proceduralizzato tutto quanto avviene in Camera di Commercio. L’introduzione dei processi non è stata realizzata da consulenti esterni ma dai dirigenti stessi dell’amministrazione della Camera di Commercio che erano stati sottoposti ad un processo di formazione che ha loro insegnato come trasformare l’usuale metodo di lavoro in processi. L’introduzione dei processi, in questo modo, è stata digerita facilmente perché i processi non sono stati imposti da consulenti esterni non a conoscenza delle problematiche reali. Gli esperti esterni si sono limitati a insegnare la tecnica dei processi ai dirigenti. Questi hanno imparato a gestire la macchina amministrativa attraverso i processi e non controllando e firmando ogni atto.

Una volta realizzata l’organizzazione per processi Autieri ha digitalizzato pesantemente l’amministrazione. Concretamente ha evitato di digitalizzare l’amministrazione che esisteva prima della proceduralizzazione, altrimenti avrebbe cristallizzato la disorganizzazione esistente.

Una volta realizzata la digitalizzazione (che, non dimentichiamolo, è venuta dopo la reingegnerizzazione e la dislocazione verso il basso della firma) Autieri è passato a livelli più sofisticati di ingegneria organizzativa: ha introdotto meccanismi incentivanti basati sui risultati ottenuti a livello di risparmi finanziari (bel prima dell’art 21 del Dlgs 150 del 2009) agganciando il piano dei conti all’organigramma (prima del Dlgs 118 del 2011). Il fatto che sia riuscito a realizzare ante litteram disposizioni legislative (il Dlgs 150/2009 e il Dlgs 118/2011 che a tutt’oggi non sono implementati) dipende dal fatto che Autieri è partito dall’inizio, dal bandolo della matassa cioè dall’organizzazione per processi.

Vale qui ricordare ancora che i processi messi a punto dai dirigenti della Camera di Commercio, a seguito e durante il programma di formazione ad hoc, sono stati poi venduti alle altre camere di commercio. Il materiale di questi processi è ancora usato e reperibile alla Camera di Commercio di Roma! Aspetta solo di essere riesumato ed usato.

Ultimo intervento realizzato da Autieri: il superamento della formazione dei neo-reclutati con il metodo dell’affiancamento, sostituito da percorsi di inserimento opportunamente programmati.

C’è da augurarsi che il caso Camera di Commercio di Roma diventi un modello cui le riforme della nostra amministrazione si ispirino!

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