Economia

Ecco perché Cattolica è nel mirino dei magistrati

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cattolica assicurazioni

Illecita influenza sull’assemblea di Cattolica è l’ipotesi di accusa della procura di Verona che riguarda i vertici della compagnia di assicurazioni alle prese con un’operazione societaria e industriale con Generali. Tutti i dettagli

Consob e procura di Verona scandagliano tre assemblee di Cattolica Assicurazioni e inviano la Guardia di Finanza per sequestrare documentazione e notificare ai vertici della società le informazioni di garanzia.

CHE COSA HA SVELATO L’ANSA SU CATTOLICA

L’accusa – secondo quanto ha rivelato l’Ansa ieri – è quella di illecita influenza sull’assemblea che riguarda tre diverse riunioni, la prima dell’aprile 2019, la seconda del giugno 2020, la terza di venerdì, quando il 70,7 per cento dei soci ha votato a favore della trasformazione in Spa spalancando le porte all’arrivo di Generali.

LE IPOTESI DI ACCUSA

Riguardo le prime due, ha ricordato oggi il Sole 24 Ore, per ottemperare alla disposizioni per far fronte alla pandemia da Covid-19, le riunioni sono state “gestite” dal rappresentante indipendente, nel caso specifico Computershare, per la verifica del voto e delle deleghe.

GDF ALL’OPERA

La Guardia di Finanza ha notificato ad alcuni esponenti aziendali un’informazione di garanzia sull’ipotesi di ”illecita influenza sull’assemblea”. Il reato si configura quando la raccolta dei voti e delle deleghe non avviene correttamente.

LE INFORMAZIONI DI GARANZIA

Tre informative di garanzia sono state notificate al presidente del consiglio di amministrazione Paolo Bedoni, al direttore generale Carlo Ferraresi, in qualità di capo azienda, e al segretario del Cda Alessandro Lai.

CHI LAVORA ALLE INDAGINI

Nell’indagine, che è stata affidata al sostituto procuratore Alberto Sergi e capo della procura Angela Barbaglio, vi sarebbero anche altri due indagati.

LA RICOSTRUZIONE DEL SOLE 24 ORE

Tutto sarebbe nato – secondo la ricostruzione del Sole 24 Ore – a valle di un esposto in Consob, piuttosto dettagliato: “Esposto che riguarderebbe l’assemblea dello scorso anno che aveva all’ordine del giorno il rinnovo degli organi consigliari e che ha visto la presentazione di un’unica lista dopo il ritiro improvviso di un secondo elenco di candidati. A pochi giorni dalla scadenza dei termini alcuni soggetti chiave della seconda lista, ritirando la propria candidatura, hanno reso impossibile l’offerta di un’opzione alternativa rispetto a quella promossa dal board all’epoca in carica (al timone c’era ancora l’ex ceo Alberto Minali). Sulla scorta di questo esposto sarebbero stati avviati degli accertamenti che avrebbero portato all’acquisizione di documenti”.

LA POSIZIONE DI CATTOLICA

Cattolica nella nota diffusa ieri ha ribadito «l’assoluta correttezza e regolarità delle operazioni assembleari oggetto dell’indagine, le ultime due delle quali avvenute, tra l’altro, con l’intervento di un rappresentante designato indipendente, quale Computershare, e quindi attraverso meccanismi di raccolta e di voto soltanto informatici e senza il coinvolgimento della società e di sue strutture; donde l’impossibilità per queste di intervenire o incidere sul voto espresso dai soci». La speranza, a questo punto, dopo aver dato «immediata e piena collaborazione all’autorità investigativa», è in un «pronto chiarimento della posizione».

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