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Ecco gli effetti delle mosse della Bce su euro e bond

Bce

Bce aggressiva, rischio spread periferici. L’analisi di Lale Akoner, Senior Market Strategist di BNY Mellon Investment Management

 

Come ci si aspettava, la BCE riporterà i tassi in territorio positivo nel corso di quest’anno, ponendo fine a 8 anni di tassi negativi e all’era del QE. L’istituto centrale ha segnalato un incremento dei tassi di 25 punti base a luglio e un possibile aumento di 50 punti base a settembre. La domanda principale per l’area euro ruota attorno a ciò che la BCE farà per contenere l’aumento degli spread delle obbligazioni periferiche dell’area euro man mano che le condizioni finanziarie si fanno più stringenti. La risposta dalla periferia complica la funzione delle politiche della BCE, ma pensiamo che l’istituto presterà attenzione ai rischi della periferia.

È importante notare che, durante la decisione di oggi, non sono stati forniti dettagli su come la BCE affronterà i problemi di frammentazione nel continente; questo ha portato gli spread periferici ad ampliarsi ai livelli massimi da 2 anni, e ha fatto sì che il mercato fornisse un’interpretazione accomodante in merito a un possibile supporto fiscale in futuro per combattere tale frammentazione.

I più recenti indici PMI restano al di sopra dei 50 punti, suggerendo una continua crescita economica. Anche gli ultimi dati dall’indice del sentiment di business in Germania indicano ottimismo, mantenendosi a livelli più alti rispetto a quelli registrati durante la crisi del debito sovrano dell’Eurozona. La BCE è rassicurata dalla costante resilienza dell’attività economica nella propria decisione di alzare i tassi a luglio. Ciò premesso, la BCE resterà probabilmente dipendente dai dati nel valutare se una stretta monetaria rischi di causare una distruzione della domanda e una recessione.

Sui mercati, ci aspettiamo che i rendimenti obbligazionari aumentino e le curve si appiattiscano. Ci aspettiamo anche che l’euro resti debole contro il dollaro, poiché la BCE è ancora dietro la curva rispetto alla stretta monetaria della Fed e si trova ad affrontare forze stagflattive più intense rispetto a quelle che interessano l’economia statunitense.

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