Economia

Ecco garanzie Sace e incognite-banche nel decreto Liquidità

di

centemero gualtieri

Numeri e novità in materia di garanzie per le imprese. Che cosa prevede il decreto del governo e i rilievi del Sole 24 Ore

Un “bazooka” da 750 miliardi in totale per le imprese: 200 miliardi di garanzie sui prestiti e 200 miliardi per l’export si sommano ai 350 già previsti, con l’arrivo di una copertura fino al 100% per prestiti fino a 800mila euro.

E’ questa la sintesi fatta dal governo sulla parte del decreto Imprese approvato ieri dal consiglio dei ministri sulla parte che riguarda le garanzie per le imprese.

CHE COSA HA DETTO IL MINISTRO GUALTIERI

“Mettiamo in campo 200 miliardi di garanzia per prestiti fino al 90% garantiti dallo Stato senza limiti di fatturato, per imprese di tutti i tipi. Potranno arrivare al 25% del fatturato delle imprese o al doppio del costo del personale con un sistema di erogazione molto semplice e diretto al sistema bancario, attraverso Sace, con condizionalità limitate tra cui quella di non poter erogare dividendi”, ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in conferenza stampa al termine del Cdm: “Mettiamo in campo 200 miliardi di garanzia per prestiti fino al 90% garantiti dallo Stato senza limiti di fatturato, per imprese di tutti i tipi. Potranno arrivare al 25% del fatturato delle imprese o al doppio del costo del personale con un sistema di erogazione molto semplice e diretto al sistema bancario, attraverso Sace, con condizionalità limitate tra cui quella di non poter erogare dividendi”, ha aggiunto il titolare del Tesoro.

I NUMERI IN SINTESI

Un “bazooka” da 750 miliardi in totale per le imprese: 200 miliardi di garanzie sui prestiti e 200 miliardi per l’export si sommano ai 350 già previsti, con l’arrivo di una copertura fino al 100% per prestiti fino a 800mila euro.  E’ questa la sintesi fatta dal governo sulla parte del decreto Imprese approvato ieri dal consiglio dei ministri sulla parte che riguarda le garanzie per le imprese.

I DETTAGLI

Quanto ai 200 miliardi di garanzie per permettere alle imprese di ottenere prestiti in banca, saranno vincolati agli obblighi di non licenziare e non trasferire la produzione all’estero. Le garanzie saranno al 90% per le grandi imprese, al 100% per gli autonomi e le piccole imprese che chiedano fino a 25mila euro, al 100% (ma con 90% di garanzia dello Stato e 10% di Confidi) fino a 800.000 euro, del 90% fino a 5 milioni.

L’ANALISI DEL SOLE 24 ORE

“Il decreto per la liquidità rischia di ritrovarsi con un rubinetto che eroga a gocce. Stando a quanto emerge dai testi in circolazione ieri, l’onere per gestire le nuove garanzie mobilitate – fino a 200 miliardi da Sace che si sommano a quelle relative al fondo per le Pmi – viene scaricato ancora una volta sulle banche. E la novità è che, nonostante il limitato numero dei casi in cui la garanzia pubblica può arrivare fino al 100 per cento, gli istituti di credito dovranno in ogni caso svolgere un’istruttoria. Questa sarà più veloce per i crediti interamente garantiti, più dettagliata per quelli coperti dal 90% in giù, come accade per le garanzie di Sace che sono inversamente proporzionali al livello di fatturato”. E’ quanto sottolinea criticamente oggi il quotidiano Il Sole 24 Ore: “Questo per dire che per accedere alle garanzie ci vorrà tempo e non verranno comunque concesse a tutte le imprese a prescindere dal merito di credito. Tutt’altro. Quanto ai tempi c’è poi un aspetto chiave da considerare: l’intervento della Sace è considerato in deroga alla normativa degli aiuti di Stato. E per questo motivo i primi 9 commi dell’articolo 1, che disciplinano tutte le modalità delle garanzie Sace ( delle quali una quota, per 30 miliardi, sono destinate alle Pmi e il resto alle imprese più grandi) devono passare al vaglio preventivo della Commissione europea. Questo significa che nonostante il decreto venga approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, le disposizioni potranno entrare in vigore solo dopo il via libera di Bruxelles (anche l’innalzamento delle garanzie del fondo Pmi fino al 90% è soggetto all’ok di Bruxelles). Tutto questo può rappresentare una doccia fredda per le imprese che già ieri stavano chiamando le banche per beneficiare dei nuovi prestiti garantiti”. Infine, sottolinea il Sole, “per le banche non sono previste manleve legali: questo significa che le analisi sul merito di credito saranno comunque rigorose anche in presenza di garanzie. Con tutte le implicazioni sui tempi e in termini di effetto filtro. Gli istituti poi, già alle prese con le moratorie e l’anticpo sulla Cig, dovranno attendere le circolari con le istruzioni su com e avviare le pratiche per attivare la richiesta di garanzia presso Sace e Mcc. Tutto questo con il lockdown ancora in corso e le filiali bancarie chiuse. L’Associazione bancaria sta cercando di semplificare gli atti utilizzando mail semplici e senza richiedere posta certificata. Ma le imprese dovranno armarsi di molta pazienza”.

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